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Abuso edilizio come sanarlo

12 Maggio 2019 | Autore:
Abuso edilizio come sanarlo

Come si sana un abuso edilizio? Quando è possibile chiedere la sanatoria e quali sono le condizioni? Quanto si deve pagare per sanare un abuso edilizio?

L’abuso edilizio è uno degli illeciti più commessi in Italia: un po’ perché la normativa urbanistica è complessa e non sempre comprensibile, un po’ perché si spera di non essere scoperti ed, eventualmente, di ricorrere a qualche condono, gli abusi edilizi sono diffusissimi su tutto il territorio. Ti sei mai chiesto, in presenza di un abuso edilizio, come sanarlo? In altre parole, è possibile porre rimedio alla violazione di una norma edilizia? Se è stato commesso un reato, è possibile evitarne le conseguenze? Come? Se cerchi risposte a queste domande, sei nel posto giusto: con questo articolo vedremo come sanare un abuso edilizio.

Quando c’è abuso edilizio?

Non possiamo comprendere come sanare un abuso edilizio se prima non sappiamo di cosa stiamo parlando. Il reato di abuso edilizio consiste nella realizzazione di una costruzione in assenza di idoneo titolo edilizio (ad esempio, senza permesso di costruire o, quando il permesso non è necessario, in mancanza della comunicazione di avvio dei lavori), oppure in difformità dello stesso [1]: in quest’ultima ipotesi, pensa a colui che costruisce un’abitazione di duecento metri quadri, trascurando completamente il permesso di costruire che gli consente di arrivare massimo a cento metri quadri.

Abuso edilizio: demolizione e ripristino

Se l’abuso edilizio viene scoperto dall’autorità, viene ingiunta al proprietario e al responsabile dell’abuso la rimozione o la demolizione.

Se non si provvede al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene, il suolo su cui l’opera è stata costruita e quella necessaria alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune.

Abuso edilizio: quali sanzioni?

Riassumendo, l’autore di un abuso edilizio va incontro a sanzioni diverse a seconda della tipologia di abuso commesso:

  • demolizione della costruzione irregolare e rimessa in ripristino dello stato dei luoghi;
  • acquisizione al patrimonio comunale in caso di non avvenuta demolizione;
  • arresto o ammenda, in presenza di reato (vedi prossimo paragrafo).

Abuso edilizio: quando è reato?

L’abuso edilizio costituisce reato e non semplice illecito amministrativo nelle seguenti ipotesi:

  • quando c’è inosservanza delle norme, delle prescrizioni o delle modalità esecutive, è prevista l’ammenda fino a 10.329 euro;
  • in caso di assenza del permesso di costruire o di opera in totale difformità, la legge prevede l’arresto fino a due anni e ammenda che va dai 5.164 ai 51.645 euro;
  • in caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, la pena è l’arresto fino a due anni e ammenda che va dai 15.493 ai 51.645 euro.

Abuso edilizio: quando si può sanare?

La legge consente a chi ha commesso un illecito in materia edilizia di poter riparare al proprio errore: si parla, in questi casi, di sanatoria dell’abuso edilizio. Va fatta un’importante precisazione: non tutti gli abusi edilizi sono sanabili, ma solamente quelli che non contrastano con il piano regolatore generale, cioè con lo strumento urbanistico che regola l’attività edificatoria all’interno del territorio comunale.

Se la costruzione è conforme al piano regolatore generale ma è stata realizzata senza idoneo titolo edilizio (o in difformità di esso), si può evitare la demolizione del bene chiedendone la sanatoria. La sanatoria può avvenire nel caso in cui l’immobile è conforme alla normativa vigente:

  • al momento della sua edificazione;
  • al momento della richiesta di sanatoria.

Come sanare un abuso edilizio

Per sanare un abuso edilizio bisogna presentarne apposita istanza all’ufficio comunale competente entro novanta giorni dall’accertamento dell’illecito (stesso termine dell’ingiunzione di ripristino dello stato dei luoghi).

Una volta presentata l’istanza, il responsabile dell’ufficio comunale deve decidere in merito alla richiesta di sanatoria, entro il termine massimo di sessanta giorni: come già ricordato, la sanatoria può essere concessa solamente se è accertata la doppia conformità dell’immobile.

Se l’istanza di sanatoria, pur sussistendone i presupposti, è respinta, è possibile impugnare il diniego del responsabile comunale e fare ricorso al giudice amministrativo.

Contributo di costruzione: cos’è?

La sanatoria può essere concessa solamente pagando un contributo di costruzione. Questo ha un importo pari all’entità dell’abuso o all’incremento del valore venale del bene: nello specifico, il contributo di costruzione non può essere inferiore a 516 euro ed è raddoppiato quando si costruisce senza la dichiarazione di inizio attività o in difformità all’autorizzazione.

Ricorda bene: la sanatoria non consente di evitare l’eventuale sanzione penale. In altre parole, la sanatoria non riguarda l’aspetto penale dell’abuso edilizio.


note

[1] D.P.R. n. 380/2001.

[2] Art. 44, d.P.R. n. 380/2001.

Autore immagine: Pixabay.com


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