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Esempi di testamento olografo

13 Maggio 2019 | Autore:
Esempi di testamento olografo

Testamento: cos’è e come può essere scritto? Cos’è il testamento olografo? Quando è valido? Alcuni casi concreti di testamento scritto di proprio pugno.

Il testamento è quell’atto con cui si può disporre delle proprie sostanze per il tempo in cui non si sarà più in vita. In altre parole, il testamento consente di regolare la propria situazione patrimoniale (e non solo) per il tempo successivo alla propria morte. Si tratta di uno strumento fondamentale, visto che è l’unico concesso dalla legge: non ci sono altri modi di disporre della propria eredità. Proprio perché di enorme importanza, la legge consente di redigere il proprio testamento senza doversi recare necessariamente dal notaio: si parla in questi casi di testamento olografo. Con questo articolo vorrei illustrarti alcuni esempi di testamento olografo, in modo tale da spiegarti bene come si prepara un atto del genere. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme cos’è un testamento olografo e come si scrive.

Testamento: cos’è?

Prima di passare in rassegna alcuni esempi di testamento olografo, vale la pena di spendere qualche altra parola sul testamento in generale. Ho già detto nell’introduzione che si tratta dell’unico atto che la legge riconosce per disporre delle proprie sostanze per il tempo in cui una persona avrà cessato di vivere.

Il testamento non è un contratto in quanto, per poter essere valido, non necessita della volontà di altre persone ma solamente di quella del defunto. In altre parole, il testamento non deve essere accettato da nessuno: per questo è un atto unilaterale.

Caratteristiche del testamento: quali sono?

Il testamento, inoltre, a prescindere dalla forma in cui redatto, è sempre revocabile: ciò significa che, in qualsiasi momento, il suo autore può decidere di sostituirlo con uno nuovo, oppure di modificarne parte del contenuto.

Ancora, il testamento è un atto assolutamente personale: ciò significa che non è possibile che sia qualcun altro a scriverlo al posto del diretto interessato, né che nello stesso atto convergano volontà di più persone.

Infine, il testamento è valido solamente se redatto in una delle forme previste dalla legge. Su questo specifico aspetto ti rinvio alla lettura dell’articolo dedicato alle diverse tipologie di testamento.

Testamento olografo: cos’è?

Il testamento olografo è la forma testamentaria più semplice in assoluto, poiché l’atto deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di proprio pugno dal testatore [1]. In pratica, il testamento olografo deve essere interamente autografo, non può essere scritto con mezzi meccanici né da altri soggetti, nemmeno per conto del testatore e nemmeno se quest’ultimo è analfabeta. In questa evenienza, chi vuole fare testamento deve rivolgersi per forza ad un notaio.

Secondo la giurisprudenza, anche la guida della mano del testatore da parte di altra persona nel redigere il testamento olografo rende l’atto invalido, a nulla rilevando che quanto scritto corrisponda effettivamente alla volontà manifestata dal testatore [2].

Testamento olografo: validità

È fondamentale che il testamento olografo, oltre che interamente scritto di proprio pugno dal testatore, sia datato e sottoscritto. La data serve a collocare nel tempo l’atto, cosicché, se dovesse essere scoperto un ulteriore scritto testamentario, quello con data successiva possa prevalere su quello precedente.

Data del testamento olografo

La data deve riportare l’indicazione dal giorno, del mese e dell’anno, non essendo necessaria invece la specificazione dell’ora. La data può validamente riportare anche un’indicazione diversa, che possa però essere interpretata in maniera univoca (ad esempio: Natale del 2017 o Capodanno del 2018). La data può essere apposta tanto all’inizio quanto in calce allo scritto.

Sottoscrizione del testamento olografo

La sottoscrizione è elemento altrettanto essenziale: come l’intero testamento, anche essa deve essere obbligatoriamente apposta dal testatore, pena la nullità dell’atto. La firma deve essere collocata alla fine del testo e serve a confermare lo stesso in maniera definitiva: deve contenere il nome e il cognome dell’autore dell’atto ma, se fatta in altro modo (ad esempio, indicando lo pseudonimo), è altrettanto valida, purché sia possibile identificare il testatore con certezza.

Testamento olografo: esempi

Vediamo ora alcuni esempi di testamento olografo. In linea di massima, il testamento olografo può essere scritto ovunque: è sufficiente anche un anonimo foglio di carta perché si possa validamente redigerne uno, purché sia adatto a conservare il testo e a renderlo comprensibile.

Il testamento olografo può essere redatto anche su più fogli separati, purché tra gli stessi vi sia un collegamento materiale oppure gli stessi siano facilmente ricollegabili tra loro in maniera che l’intero testo abbia un senso: nel primo caso, i fogli possono essere uniti mediante una graffetta o uso di una spillatrice, mentre nel secondo è possibile che le pagine siano numerate.

Secondo la giurisprudenza, anche uno scritto avente forma di lettera, se rispetta tutti i canoni sopra visti del testamento olografo, può valere come atto di ultima volontà [3].

Da quanto appena detto possiamo affermare che anche le ultime disposizioni scritte su di un block notes, se rispettano i requisiti di forma visti nel paragrafo precedente, costituiscono un valido testamento olografo.

Addirittura, potrebbe essere valido il testamento olografo redatto all’interno di una pagina bianca di un libro, purché emerga chiaramente la volontà dell’autore di redigere un atto di ultima volontà.


Esempi concreti di testamento olografo

Di seguito alcuni concreti esempi di scrittura di testamento olografo:

  1. «Io sottoscritto, Tizio, lascio la mia casa sita in Roma alla via Cesare a mio figlio Tizietto, mentre lascio il mio appartamento sito in Roma alla via Augusto a mio figlio Caietto. Roma, 10 ottobre 2019. Firma»;
  2. «Oggi, giorno di Natale del 2017, io sottoscritto Mevio, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali, dispongo che alla mia morte la casa in cui abito venga venduta e il ricavato venga dato in beneficenza. Nomino esecutore testamentario il mio amico Filano, il quale dovrà provvedere a vendere l’immobile di cui sopra. Luogo e Firma»;
  3. «Io sottoscritto, Sempronio, lascio in eredità a mio figlio Calpurnio la mia abitazione sita in Milano alla via Duomo. Agli altri miei figli, Caio e Tizio, lascio tutti gli altri miei beni, che si divideranno secondo legge. Milano, data e firma»;
  4. «Io sottoscritto, Filano, nato a Roma il giorno 11 febbraio 1947, lascio la mia unica abitazione di proprietà a mio figlio; a mia figlia lascio l’usufrutto sulla stessa, oltre ai miei risparmi conservati presso le Poste Italiane. Luogo e data. Firma».

note

[1] Art. 602 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 3163 del 17.03.1993.

[3] Cass., sent. n. 11504 del 21.10.1992.

Autore immagine: Pixabay.com


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