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Quanto pagare colf e badanti: nuovi aumenti 2018

19 Gennaio 2018
Quanto pagare colf e badanti: nuovi aumenti 2018

Lavoro domestico: aumenta lo stipendio da corrispondere a badanti, colf e baby sitter. Ecco gli stipendi minimi per il 2018: le tabelle retributive ed il lavoro notturno delle badanti

Aumentano gli stipendi di badanti, collaboratrici domestiche, colf e baby sitter. Ed infatti, rispetto a quanto avevamo detto nell’articolo: Quanto pagare colf e badanti nel 2018, ci sono delle ulteriori novità appena rese note. Crescono, seppur di poco rispetto a quanto precedentemente previsto per il 2017/2018, i minimi retributivi da corrispondere quest’anno ai lavoratori domestici. I valori, infatti, sono stati adeguati alla variazione dell’indice Istat di riferimento (+0,8%) e ciò ha determinato un aumento dello stipendio che i datori di lavoro domestico dovranno corrispondere a colf e badanti. Di seguito illustreremo quali saranno gli importi degli stipendi minimi da corrispondere a colf, badanti e donne delle pulizie e le correlative tabelle retributive. Prima, però, facciamo chiarezza.

Lavoro domestico e stipendio minimo

Come per ogni settore lavorativo, anche il rapporto di lavoro domestico, che di norma riguarda colfbadantibaby-sitter, ecc., è regolato da un apposito contratto, vale a dire il contratto collettivo nazionale di lavoro (ccnl), che indica i minimi tabellari ossia la retribuzione minima che va riconosciuta a chi svolge questo lavoro. Il Ccnl lavoro domestico indica in modo preciso quanto pagare la colf, la badante, la baby-sitter o la donna delle pulizie. Qualora le parti dovessero concordare un compenso più basso di quello stabilito dal contratto collettivo, il contratto resterebbe valido, ma la colf o badante –  al termine del rapporto di lavoro – potrà chiedere un’integrazione retributiva. Quanto poi ai contributi, questi vanno versati ogni tre mesi all’Inps. Il loro ammontare varia a seconda del numero di ore di lavoro svolte alla settimana e dalla retribuzione oraria. Molto importante è non retribuire mai i lavoratori domestici in contanti, poiché – di fronte a possibili contestazioni – potrebbe essere difficile dimostrare l’adempimento dei pagamenti. Meglio allora prescegliere un assegno circolare o un bonifico, che garantiscono sempre la tracciabilità dei pagamenti e la prova degli stessi.

Stipendio minimo colf e badanti 

Ciò detto è bene sapere che per quanto riguarda il lavoro domestico, il Ccnl di categoria è stato aggiornato nel 2017, ma la materia è in continua evoluzione, tant’è che in favore di colf e badanti e di tutti gli altri lavoratori inquadrati secondo le regole stabilite dal Ccnl lavoro domestico, sono state di recente aggiornate le fasce stipendiali, cioè lo stipendio minimo da erogare ai lavoratori domestici. Di conseguenza, nei confronti di colf, badanti, baby-sitter e di tutti gli altri lavoratori domestici assunti con regolare contratto dovrà essere erogato obbligatoriamente da parte del datore di lavoro l’aumento in busta paga. Vediamo, dunque, cosa si prevedeva per il 2017 e di quanto aumenterà lo stipendio  di colf e badanti nel 2018

Stipendio minimo colf e badanti 2017

Ecco le tabelle di stipendio minimo per colf, badanti e lavoratori domestici disposte con l’adeguamento Istat del Ccnl lavoro domestico 2017

Tabella A: Conviventi a servizio intero

 

LivelloMinimi salariali mensili (€)
A625,15
AS738,82
B795,65
BS852,48
C909,33
CS966,15
D1.136,64 (+ indennità 168,07)
DS1.193,47 (+ indennità 168,07)
 

Tabella B: Conviventi a servizio ridotto

 

LivelloMinimi salariali mensili (€)
B568,32
BS596,74
C659,24
 

Tabella C: Non conviventi

 

LivelloMinimi salariali orari (€)
A4,54
AS5,36
B5,68
BS6,02
C6,36
CS6,70
D7,73
DS8,07
 

Tabella D: Assistenza notturna

 

LivelloMinimi salariali mensili (€)
BS980,35 (autosufficienti)
CS1.111,07 (non autosufficienti)
DS1.372,52 (non autosufficienti)
 

Tabella E: Presenza notturna (€)

 

Livello unico656,41
 

Tabella F: Indennità (€ – valori giornalieri)

 

pranzo e/o colazione1,91
cena1,91
alloggio1,66
totale5,48
 

Tabella G: Casi di copertura (*)

 

LivelloMinimi salariali orari (€)
CS7,21
DS8,69
 

(*) Assistenza a persone non autosufficienti, con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo dei lavoratori titolari.

Stipendio colf e badanti: cosa cambia nel 2018

Come anticipato, per il 2018, è stato disposto un aumento dello stipendio minimo da corrispondere a colf, badanti e donne delle pulizie. Gli aumenti si sono resi necessari in base alla variazione dell’indice Istat (+0,8%).

La riunione della  Commissione Nazionale  presso il Ministero del Lavoro con Fildaldo (Federazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico), le altre associazioni che la compongono (Assindatcolf, Nuova Collaborazione, A.D.L.D. e A.D.L.C.) e le rappresentanze sindacali,  si è svolta il 17 gennaio scorso e ha stabilito  le nuove tabelle,  con l’adeguamento degli stipendi all’inflazione, così come previsto dal Contratto Collettivo nazionale del settore .

Gli incrementi, in realtà, non sono elevatissimi. Così, per fare un esempio colf, badanti e baby sitter  inquadrate nel livello B (non conviventi, con esperienza) riceveranno in busta paga  un aumento pari a circa 5 euro mensili.  Per l’ assistenza a persone non autosufficienti in regime di convivenza, invece, lo stipendio mensile aumenterà di 6,18 euro.

Per comodità, invitiamo alla consultazione della nuova tabella relativa ai minimi retributivi da corrispondere ai lavoratori domestici, disponibile al seguente link:  Tabella stipendi minimi colf e badanti 2018.

Sul punto si rendono necessarie due precisazioni:

  • i nuovi importi  vanno applicati  già nella busta paga di  gennaio 2018.
  • l’aumento riguarda solo coloro che retribuiscono il proprio collaboratore in base alle tariffe sindacali. Per i datori di lavoro domestico che già corrispondono invece importi più elevati per la presenza di un superminimo assorbibile la retribuzione non varierà.

Badanti, lavoro notturno e orario massimo di lavoro

Con particolare riferimento al lavoro notturno è bene prestare molta attenzione. Una recente sentenza della Cassazione [1], infatti, ha trattato molto approfonditamente l’aspetto del riposo giornaliero del lavoratore domestico, evidenziando i rischi del datore di lavoro che non rispetti i limiti dell’orario massimo di lavoro e non garantisca il dovuto riposo al lavoratore domestico. Per tutti gli approfondimenti sul tema consigliamo la lettura del nostro articolo: Contratto badanti: orario di lavoro e rischi per il datore. Chi ha letto l’articolo sa già che la normativa in punto di orario di lavoro è molto chiara e prevede, in particolare, quanto segue:

  • Riposo giornaliero: nell’arco di 24 ore ogni lavoratore ha diritto, come minimo, a 11 ore consecutive di riposo.
  • Tempo di lavoro massimo settimanale: non si può lavorare per più di 48 ore a settimana, straordinari compresi.

Dunque, il riposo di tutti i lavoratori, compresi quelli domestici, deve essere di 11 ore al giorno e deve essere fruito in maniera continuativa, cioè per 11 ore consecutive. È evidente, dunque, che  se il dipendente necessita di 11 ore di riposo continuativo, lo stesso non potrà lavorare di giorno e di notte. In questi casi, quindi, servirebbero due lavoratori uno per la notte ed uno per il giorno. Al riguardo va ricordato che – in base alle ultime novità ed agli incrementi stipendiali da ultimo disposti – la parte relativa al lavoro notturno nel Ccnl prevede che per l’assistenza alle persone autosufficienti la paga minima sia di € 986,62 per mese che sale a € 1.118,18 ed a € 1.381,530 se l’assistito non è autosufficiente e rispettivamente se il lavoratore è inquadrato nelle categorie CS o DS. Resta inteso che negli altri casi di presenza notturna e di livello unico di inquadramento la paga mensile minima è pari a € 660,61.


note

 [1] Cass. sent. n. 24 del 04.01.2018.


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