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Voltura per testamento olografo

3 Luglio 2019 | Autore:
Voltura per testamento olografo

Voltura catastale per successione ereditaria: cos’è e come si presenta.

Chi riceve in eredità beni immobili, per esempio per testamento, ne diviene proprietario e deve pertanto formalizzare tale passaggio di proprietà comunicandolo all’Agenzia delle Entrate. La comunicazione avviene mediante voltura catastale, finalizzata ad aggiornare al catasto l’intestazione dell’immobile e consentire al Fisco di adeguare la relativa situazione patrimoniale del nuovo soggetto intestatario.

La voltura catastale, in caso di successione ereditaria, è obbligatoria e deve essere domandata da chi ha presentato la dichiarazione di successione. La mancata presentazione della voltura nei termini di legge comporta l’applicazione di sanzioni pecuniarie [1]. Vediamo in cosa consiste la voltura per testamento olografo, più in generale per successione ereditaria, e come si presenta.

Voltura successione ereditaria

Un adempimento obbligatorio per chi riceve in eredità, con o senza testamento, beni immobili è la presentazione della dichiarazione di successione. In essa, si deve dare una descrizione analitica di tutti i beni e diritti compresi nell’attivo ereditario con i rispettivi valori, compresi quelli oggetto di legato, qualora presente.

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla morte del de cuius (salvo alcuni casi eccezionali in cui differisce la data di decorrenza).

Chi presenta la dichiarazione di successione deve obbligatoriamente presentare, nei successivi 30 giorni, la domanda di voltura catastale, a meno che non abbia optato per la voltura automatica. Ovviamente, la voltura automatica non è possibile quando l’eredità è ancora giacente al momento della presentazione della dichiarazione di successione e non vi è stato ancora un trasferimento di proprietà degli immobili del de cuius.

Chi deve presentare la domanda di voltura catastale

La domanda di voltura catastale deve essere fatta da chi ha presentato la dichiarazione di successione, vale a dire:

  • i chiamati all’eredità: si tratta di tutti quei soggetti che non hanno ancora accettato l’eredità, ai quali potenzialmente può essere trasmesso il patrimonio complessivo del defunto (beni, diritti e obblighi), oppure una sua quota;
  • gli eredi: la qualità di erede, dal punto di vista giuridico, si acquista con l’accettazione, espressa o tacita, dell’eredità, il cui effetto risale al momento dell’apertura della successione;
  • i legatari: il legatario è destinatario di uno o più beni oppure uno o più diritti, determinati dal defunto con il testamento. Per esempio, la persona a cui il defunto lascia un quadro è un legatario e non un erede. La qualità di legato si acquista senza bisogno di accettazione. I legatari, nel presentare la dichiarazione, sono obbligati ad indicare:
    • i propri dati;
    • tutte le informazioni riguardanti l’oggetto del proprio legato;
    • le eventuali donazioni a proprio favore;
    • i dati del defunto e dei chiamati all’eredità;
    • il loro grado di parentela o affinità con il defunto;
    • le eventuali accettazioni o rinunzie intervenute;
  • i rappresentanti legali degli eredi o dei legatari;
  • gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente: se una persona è scomparsa e non se ne hanno più notizie da almeno due anni, può essere richiesto, al tribunale del suo ultimo domicilio o della sua ultima residenza, che ne sia dichiarata l’assenza. Dopo questa sentenza, chi sarebbe stato erede o legatario del soggetto dichiarato assente può domandare al tribunale di entrare in possesso temporaneo dei beni dello scomparso;
  • gli amministratori dell’eredità: l’amministratore dell’eredità è previsto dal Codice civile in casi particolari, come nel caso in cui il testamento designa un erede sotto condizione sospensiva (ad esempio se per diventare “erede” occorre che accada un evento futuro ed incerto previsto nel testamento);
  • i curatori dell’eredità giacente: il curatore dell’eredità giacente è nominato dal tribunale quando il “chiamato” non ha accettato l’eredità e non è nel possesso dei beni ereditari; il curatore ha il compito di amministrare il patrimonio ereditario fino a quando l’eredità viene accettata;
  • gli esecutori testamentari: l’esecutore testamentario è il soggetto a cui il defunto può dare il compito di curare le sue ultime volontà, espresse nel testamento;
  • il trustee: il trust è un istituto giuridico nel quale vengono trasferiti i beni del disponente (o settlor), nel caso di specie il de cuius, affinché vengano amministrati e gestiti in favore di altri soggetti (beneficiari), a cui l’amministratore (trustee) dovrà trasferirli dopo un dato periodo di tempo o una volta raggiunto un determinato scopo.

Come si presenta la domanda di voltura catastale?

La domanda di voltura catastale è automatica con la presentazione della dichiarazione di successione, a meno che il contribuente abbia espresso la volontà di non avvalersi della voltura automatica o quando la stessa non sia possibile in via automatica.

A partire dal 2019, la dichiarazione di successione e la domanda di voltura catastale devono essere presentate esclusivamente per via telematica, tramite un apposito software scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Se non è stata richiesta la voltura automatica, occorre presentare la domanda di voltura, entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione.

Voltura catastale: cosa indicare

Nella domanda di voltura catastale occorre indicare i dati identificativi catastali dell’immobile utilizzati nella dichiarazione di successione e presenti in quel dato momento negli atti del catasto.

Se il de cuius non risulta intestato in catasto, occorre presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che chiarisca i passaggi intermedi mancanti. In particolare, nella dichiarazione di successione, occorre compilare il quadro EI, necessario quando vi sono discordanze tra il soggetto intestatario o i relativi diritti, così come risultanti dal catasto, rispetto a quelli del defunto.

Voltura catastale testamento

Se la proprietà dell’immobile o altro diritto su di esso (per esempio usufrutto) viene trasferito per testamento, occorre allegare alla dichiarazione di successione o, se successiva, alla domanda di voltura catastale, copia del testamento stesso.

All’interno della dichiarazione, il contribuente deve indicare i dati riportati sulla copia del verbale di pubblicazione del testamento olografo o del testamento segreto o di richiesta di registrazione/attivazione del testamento pubblico. In questi casi, oltre ad indicare il pubblico ufficiale, si deve inserire anche la data di pubblicazione del testamento, nonché gli estremi di registrazione dell’atto (ufficio, serie, numero, sottonumero e data di registrazione).


note

[1] Art. 12, DPR n. 650/1972.


3 Commenti

    1. Il testamento olografo è la forma testamentaria più semplice in assoluto, poiché l’atto deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di proprio pugno dal testatore. In pratica, il testamento olografo deve essere interamente autografo, non può essere scritto con mezzi meccanici né da altri soggetti, nemmeno per conto del testatore e nemmeno se quest’ultimo è analfabeta. In questa evenienza, chi vuole fare testamento deve rivolgersi per forza ad un notaio. Secondo la giurisprudenza, anche la guida della mano del testatore da parte di altra persona nel redigere il testamento olografo rende l’atto invalido, a nulla rilevando che quanto scritto corrisponda effettivamente alla volontà manifestata dal testatore. Puoi trovare ulteriori informazioni nel nostro articolo: Esempi di testamento olografo https://www.laleggepertutti.it/284928_esempi-di-testamento-olografo

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