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Affitto parziale prima casa senza cambiare residenza

16 Maggio 2019 | Autore:
Affitto parziale prima casa senza cambiare residenza

Affitto prima casa: come mantenere il bonus prima casa e l’esenzione Imu.

Hai acquistato da meno di cinque anni la prima casa con le agevolazioni fiscali, risparmiando sulle imposte di registro, ipotecarie e catastali. Hai pensato di affittare una parte della casa a persone estranee al tuo nucleo familiare e ti stai chiedendo se puoi farlo senza correre il rischio di perdere il bonus prima casa e le agevolazioni Imu. In questo articolo, troverai le risposte per comprendere come mantenere le agevolazioni fiscali prima casa e al tempo stesso stipulare un contratto di affitto parziale della prima casa senza cambiare residenza.

Agevolazioni prima casa: come conservarle

Il contribuente decade dalle agevolazioni fiscali se vende l’immobile prima che siano decorsi 5 anni dall’acquisto agevolato, a meno che non acquisti altro immobile (anche per successione o donazione), entro i successivi 12 mesi. Anche tale immobile deve essere destinato a propria abitazione principale.

Non è necessario che il contribuente risieda presso l’immobile acquistato con il bonus prima casa, ma è, invece, essenziale che egli abbia la residenza presso lo stesso Comune o che lavori nel Comune in cui è situato l’immobile.

Affitto prima casa: è possibile?

È possibile affittare a terzi la prima casa purché non si perda il possesso dell’immobile. Ciò significa che, al fine di non perdere le agevolazioni prima casa, occorre mantenere, seppur parzialmente, il possesso del bene.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, la locazione dell’immobile acquistato con l’agevolazione in parola non comporta la decadenza, in quanto non si ha la perdita del possesso [1].

È quindi possibile affittare parzialmente, non integralmente, l’immobile poiché ciò significherebbe perderne completamente il possesso a favore del conduttore.

Imu prima casa affittata

Diverso è il caso delle agevolazioni Imu. L’esenzione Imu spetta, infatti, non per la prima casa, bensì per l’abitazione principale. Per abitazione principale si intende l’immobile in cui si hanno la residenza e la dimora abituale (potrebbe anche trattarsi di una seconda casa).

La differenza tra prima casa e abitazione principale sta proprio in questo: per prima casa si intende la prima abitazione nel Comune in cui si è acquistato; per abitazione principale si intende, invece, l’immobile in cui si hanno la residenza e la dimora abituale.

La legge richiede quindi espressamente, ai fini dell’esenzione Imu, che il proprietario abbia la residenza anagrafica e la dimora abituale nell’immobile. Ciò vuol dire che l’immobile può essere locato mantenendo l’esenzione Imu, ma solo se il proprietario continua a risiedervi e a vivervi insieme al conduttore.

Se, invece, il proprietario si trasferisce in un’altra abitazione (pur non spostando la residenza anagrafica), deve pagare l’Imu sull’immobile locato. Viene meno il presupposto della dimora abituale, legittimante l’esenzione dal pagamento dell’imposta.

Imu casa affittata militari e Forze dell’ordine

La legge prevede l’esenzione Imu anche per l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia. Per tali soggetti non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.

La legge precisa che l’immobile può anche non costituire il luogo di residenza anagrafica e di dimora abituale, ma non deve in ogni caso essere locato. Dunque, se l’immobile viene affittato e il militare non vi mantiene la residenza e dimora abituale, l’esenzione Imu non si applica.

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note

[1] Circolare AE n. 1 del 1994.


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