Diritto e Fisco | Articoli

Intestare il conto corrente a un’altra persona: quali rischi?

13 Maggio 2019
Intestare il conto corrente a un’altra persona: quali rischi?

Conto intestato a terzi: si può pignorare? L’Agenzia delle Entrate può effettuare un accertamento fiscale?

Seppure il principio di base del nostro ordinamento è che ciascun cittadino risponde solo delle azioni da lui commesse e che pignoramenti ed accertamenti fiscali possono rivolgersi unicamente nei confronti dei beni di proprietà, sono previste alcune eccezioni. In questo modo si vuol evitare che tale principio di responsabilità personale venga sfruttato con intenti fraudolenti, al fine di eludere le disposizioni di legge. Dovendosi però tutelare anche la buona fede dei terzi interessati da eventuali cessioni (donazioni, vendite), non è così facile estendere l’aggressione dei creditori o del fisco a costoro. Così spetta a chi agisce dimostrare la simulazione dell’operazione ossia della cessione della titolarità sul bene.  

Se ti sei già chiesto quali sono i rischi nell’intestare il conto corrente a un’altra persona, ecco una guida pratica che farà al caso tuo. Analizzeremo i due principali spauracchi di chi ha un conto corrente: il pignoramento da parte dei creditori e l’accertamento fiscale dell’Agenzia delle Entrate (con conseguente possibilità di aggressione ad opera dell’agente della riscossione esattoriale). In buona sostanza ti diremo quali possibilità ci sono che venga aggredito il conto corrente intestato a terzi. 

Cointestazione del conto corrente: quali rischi?

Prima però di parlare dei rischi di intestare il conto corrente a un’altra persona analizziamo il caso intermedio: quello della “cointestazione”. 

Cos’è la cointestazione del conto corrente?

Cointestando il conto a una o più persone, il denaro diventa di proprietà di tutti in pari misura (salvo diversi accordi). Nei rapporti con la banca, però, si verifica una solidarietà (attiva e passiva): significa che, in caso di prelievi, l’istituto di credito non è tenuto a rispettare le quote dei cointestatari e deve consentire, a ciascuno di questi, di attingere dal deposito anche somme superiori alla relativa quota (ad esempio, nel caso di conto cointestato a due persone, l’istituto non può vietare a uno dei due di prelevare il 90% del deposito). Invece, in caso di debiti, la banca può chiedere l’intero importo anche a uno solo dei contitolari (salvo poi il suo diritto a chiedere il rimborso all’altro).

Nei rapporti invece tra i cointestatari, se non risulta diversamente, la proprietà del denaro si presume essere in pari misura, ossia per quote uguali. Con la conseguenza che, se uno dei due preleva più del 50% del denaro, dovrà restituire l’eccedenza all’altro.

Che differenza c’è tra cointestazione e delega sul conto corrente?

La contestazione è da tenere ben distinta dalla delega su conto corrente. Quest’ultima si verifica quando il titolare del conto autorizza una terza persona a operare allo sportello o al bancomat senza dover esibire, per ciascuna operazione, una autorizzazione specifica; in questo caso, quindi, la proprietà del denaro resta sempre in capo al delegante e non si verifica una comunione.

La cointestazione del conto si può attuare sia all’apertura del rapporto bancario che in un momento successivo. In questa seconda ipotesi si realizza una donazione della metà del deposito.

Conto corrente cointestato: può essere pignorato?

La cointestazione del conto corrente tutela solo parzialmente da possibili aggressioni dei creditori: difatti questi possono comunque pignorare la quota del debitore nonostante la comproprietà di altri soggetti. Quindi, ad esempio, un conto corrente in comunione tra moglie e marito o tra due eredi può essere “congelato” solo al 50%.

Addirittura i creditori potrebbero spingersi a pignorare tutto il conto cointestato se riescono a dimostrare che la cointestazione è una simulazione e, dietro di essa, si nasconde invece una situazione ben diversa, ove il denaro è di titolarità esclusiva di uno solo dei soggetti. Immagina un conto alimentato solo dalla pensione di un anziano ma cointestato al figlio: se il creditore riesce a dare la prova dell’intento simulatorio della cointestazione – ossia che essa non è stata fatta con l’intento di una donazione ma per frodare i creditori o anche solo per consentire una più facile gestione delle operazioni allo sportello – allora potranno pignorare l’intero conto.

Conto cointestato: ci può essere un controllo fiscale?

La stessa regola appena indicata per il pignoramento vale anche per gli accertamenti fiscali. Il conto cointestato non sfugge ai controlli dell’Agenzia delle Entrate e gli eventuali versamenti di contanti o i bonifici ricevuti andranno ugualmente giustificati. In caso contrario scatterà la presunzione di evasione fiscale e le sanzioni.

Conto corrente intestato a un’altra persona: può essere pignorato?

Se nel caso di conto cointestato il pignoramento del 50% da parte del creditore di uno dei due titolari è automatico e non necessita di giustificazioni o di preventive autorizzazioni del giudice, invece nel caso in cui il conto corrente sia intestato a terzi il creditore non può agire su di esso neanche se sospetta che l’intestazione sia fittizia. Prima di poterlo pignorare dovrà intentare una causa per dimostrare la simulazione dell’intestazione, ossia la sostanziale riconducibilità del denaro in capo al proprio debitore. Un’azione di questo tipo è particolarmente difficile perché richiede prove che non sempre si trovano nella disponibilità del creditore. 

Peraltro, se anche il conto fosse costituito unicamente dai risparmi del debitore, in assenza di ulteriori movimentazioni sarebbe difficile sconfessare l’intento di quest’ultimo di voler effettuare una donazione. Diverso è se sul conto continuano a confluire redditi percepiti dal debitore (ad esempio uno stipendio o una pensione): in questo caso la donazione diventa sospetta e la simulazione verosimile.

Conto intestato a un’altra persona: è possibile un accertamento fiscale?

La giurisprudenza si è spesso occupata della possibilità di estendere i controlli fiscali su un conto intestato a terzi. Si pensi al caso di una partita Iva che fa accendere un conto a un genitore pensionato e vi fa transitare dei redditi da lui conseguiti. Oppure si pensi al marito che fa lo stesso con la moglie, intestando solo a costei un conto ove ricevere accrediti per guadagni “in nero”. 

Secondo la Cassazione [1], in caso di accertamenti bancari, l’Agenzia delle Entrate ha il potere di chiedere agli istituti di credito notizie solo sui conti intestati o cointestati al contribuente e non anche sui conti intestati a persone diverse, salvo che l’ufficio delle imposte dimostri che l’intestazione è fittizia. Si verifica, in pratica, la stessa situazione analizzata con riferimento ai creditori.

Evidenziano infatti i giudici di legittimità che l’estensione dell’indagine per verificare le posizioni giuridiche di soggetti terzi, legati da particolari rapporti con il contribuente (legami familiari, rapporti di collaborazione e lavoro), eventualmente utilizzati per scopi elusivi o per evasione fiscale, è possibile solo laddove l’ufficio provi l’imputabilità al contribuente oggetto di controllo dei conti intestati al terzo.


note

[1] Cass. sent. n. 2386 del 29.01.2019.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube