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Delega sul conto corrente: rischi

13 Maggio 2019
Delega sul conto corrente: rischi

Operazioni sul conto corrente: cosa comporta una delega a firma congiunta o disgiunta; le conseguenze alla morte del proprietario del conto e la differenza con la cointestazione del conto corrente.

Sei proprietario di un conto corrente su cui ti viene accreditata ogni mese la pensione. Di recente tua nipote ha iniziato a gestire, per conto tuo, alcune spese: va al supermercato, paga le utenze, esegue il versamento delle tasse, acquista le medicine in farmacia e così via. Ogni volta le lasci il denaro contante necessario o ti limiti a restituirglielo in un momento successivo. Vorresti affidarle il bancomat visto che ti fidi ciecamente di quello che fa e di come amministra i tuoi soldi. Lei ti ha chiesto di rilasciarle anche una delega sul conto corrente, cosa che le consentirebbe di operare allo sportello con maggiore facilità o direttamente online, tramite internet. Prima di procedere, però, ti chiedi cosa potrebbe succedere nel caso in cui, un giorno, dovesse sopraggiungere un eventuale (e al momento improbabile) litigio: potresti revocarle la delega oppure saresti ormai vincolato da quest’atto? E se tua nipote dovesse prelevare tutti i soldi dal conto senza dirti nulla, magari approfittando di un tuo improvviso malore? I tuoi parenti potrebbero opporsi a questa scelta e, alla tua morte, ciò potrebbe diventare fonte di attrito con gli altri eredi? Insomma, quali sono i rischi di una delega sul conto corrente? Ecco alcuni chiarimenti che faranno al caso tuo: ti serviranno per capire come funziona questo strumento e quali implicazioni esso ha sulla titolarità del denaro e sui diritti successori. Ma procediamo con ordine.

Delega sul conto corrente: cos’è?

La delega sul conto è solo un’autorizzazione, conferita a un soggetto, in via generale e anticipata, ad eseguire le più comuni operazioni di ordinaria amministrazione del conto corrente. Il delegato può quindi:

  • effettuare bonifici in favore di terzi (che possono essere limitati entro una soglia prestabilita);
  • eseguire pagamenti e prelievi allo sportello o al bancomat;
  • eseguire il versamento di contanti allo sportello o al bancomat;
  • emettere assegni o ritirare il libretto di assegni presso la filiale. 

Chi ha la delega sul conto non può però compiere atti di straordinaria amministrazione come la chiusura del conto corrente attraverso il prelievo di tutti i soldi giacenti o con un giroconto in favore di un altro rapporto di conto corrente.

La delega non comporta una modifica della titolarità del conto: il denaro resta sempre e unicamente di proprietà del delegante, mentre il delegato è solo un suo sostituto, una longa manus che ha l’autorizzazione ad operare nell’interesse e per conto del primo. In pratica la delega sul conto sostituisce l’autorizzazione rilasciata per ogni singola operazione che, altrimenti, sarebbe troppo gravosa per chi, fidandosi di un altro soggetto, intende consentirgli di agire in forza di un mandato generale e preventivo. 

La delega non è quindi, una donazione né del conto né della metà del denaro giacente.

Differenza tra delega e cointestazione del conto corrente

A differenza della delega, la cointestazione del conto implica invece un trasferimento della titolarità del denaro anche in capo al cointestatario. Essa quindi, se attuata quando il conto è già aperto, si risolve in una donazione. Ad esempio, il padre che cointesta il proprio conto al figlio sta eseguendo una donazione della metà del deposito. Nel caso di cointestazione, tuttavia, se i rapporti tra le parti si regolano secondo le rispettive quote di proprietà (per cui ciascuno non può prelevare più di quanto gli spetta, dovendo – in caso contrario – restituire all’altro l’eccesso), nei confronti con la banca, invece, vale il principio di solidarietà: in pratica la banca non può vietare al singolo cointestatario di prelevare più della sua quota. Dall’altro canto, in caso di debiti, ciascuno dei cointestatari ne risponde interamente e può essere oggetto dell’aggressione per l’intero importo (salvo il diritto a chiedere il rimborso all’altro della relativa quota).

La cointestazione quindi è simile alla delega perché consente all’altro titolare del conto di eseguire tutte le operazioni sul conto, tuttavia se ne distingue perché implica anche un trasferimento della proprietà di una quota del conto stesso.

Come si fa una delega sul conto?

Per eseguire una delega a operare sul conto è sufficiente che entrambi i soggetti – delegante e delegato – si rechino in banca e firmare i moduli forniti dall’operatore. Il delegato dovrà portare anche un documento di identità e la tessera sanitaria con il codice fiscale. Non deve fare altrettanto il delegante le cui generalità sono infatti già censite nei sistemi informatici della banca. Il delegato dovrà depositare la propria firma che servirà come raffronto, alla banca, per la verifica degli assegni e di tutti gli altri ordini di pagamento.

Se il conto corrente è cointestato ad altri soggetti, tutti i titolari dovranno acconsentire alla delega sul conto.

Si possono porre dei limiti alla delega sul conto?

Il delegante può porre dei limiti alla delega sul conto, ad esempio fissando dei valori massimi di importo entro cui il delegato può operare (ad esempio nell’emettere assegni, nell’eseguire bonifici, nel ritirare contanti allo sportello, ecc.).

Il delegante può poi eseguire una delega secondo due diverse tipologie:

  • delega a firma congiunta: alcune operazioni richiedono l’autorizzazione del delegante (ad esempio superato un determinato importo);
  • delega a firma disgiunta: il delegato può operare da solo, senza bisogno dell’autorizzazione specifica del delegante.

Si possono concedere più deleghe sullo stesso conto?

Sullo stesso conto corrente è possibile conferire più deleghe a differenti soggetti che, in questo caso, opereranno indipendentemente l’uno dall’altro e tutti ne dovranno rispondere solo nei confronti del delegante.

Si può revocare una delega sul conto?

Come tutte le deleghe, anche quella sul conto corrente può essere sempre revocata. La delega cessa in automatico con la morte del delegante. Se il conto corrente è intestato a più persone, la revoca può essere richiesta anche solo da uno dei cointestatari che deve informare di ciò subito sia il delegato sia gli altri titolari del conto.

Quali rischi con la delega in conto corrente?

A differenza della cointestazione che, come detto, costituisce una donazione della metà del denaro presente sul conto, la delega non comporta tale effetto e, di conseguenza, non implica il rischio di un utilizzo del conto per scopi personali. Il delegato infatti può spendere il denaro giacente solo nell’interesse del delegante; tuttavia se questi esegue un’operazione per scopi propri (ad esempio per pagare una propria spesa) la banca non è responsabile e il delegante dovrà chiedere la restituzione del denaro solo al delegato infedele. Quindi, se non c’è un rapporto di piena fiducia sarà bene evitare la delega. Così come, nel caso in cui il delegato sia privo di redditi, un’eventuale azione volta a recuperare le somme illegittimamente prelevate da quest’ultimo potrebbe non sortire alcun effetto pratico visto che il pignoramento sarebbe impossibile da eseguire. Anche questo è quindi un rischio da tenere bene in considerazione.

Non ci sono rischi da un punto di vista successorio visto che il delegante gestisce del denaro per interessi altrui e non propri: per cui gli altri eredi non potranno chiedergli la restituzione delle spese, dei bonifici e dei prelievi eseguiti per conto del donante, a meno che non dimostrino l’esistenza di atti fraudolenti (ma l’onere della prova spetta sempre a chi agisce).

Che succede alla morte del proprietario del conto corrente?

Da quando la banca ha conoscenza della morte del proprietario del conto, la delega cessa di esistere e quindi il delegato non può effettuare più alcuna operazione. Se il delegato è erede, dovrà dividere il conto insieme a tutti gli altri eredi ed eventualmente restituire a questi le somme prelevate dopo il decesso del delegato affinché siano divise equamente. 



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