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La ricetta della sangria

14 Maggio 2019 | Autore:

> Food Pubblicato il 14 Maggio 2019



Gli ingredienti e la preparazione per ottenere un ottimo risultato con la bevanda tipica spagnola. Che tanto spagnola non è.

Chi è andato almeno una volta in Spagna probabilmente non ha potuto fare a meno di assaggiarla. Tanto se ne sente parlare in Italia che, quando ce l’hai a portata di mano nel luogo in cui è diventata popolare, viene istintivo chiederne un bicchiere. E pensare che sto per sfatarvi un mito: la sangria non sarebbe stata inventata da noi spagnoli ma dagli inglesi. Se ne parla in vecchi documenti risalenti, addirittura, al XVIII secolo. L’unico merito (si fa per dire) degli iberici è il nome che, in realtà, deriverebbe dall’originale sangaree. Non ci sarebbe stato, insomma, un enorme sforzo di fantasia. Ad ogni modo, per gli appassionati di questa bevanda le sue origini sarebbero solo un dettaglio e ciò che veramente importa è la ricetta della sangria, cioè come farla, soprattutto d’estate (ma non solo) e come gustarla al punto giusto.

E anche sul modo di preparare la sangria ci sono diverse scuole di pensiero. Personalmente, da ciò che ho potuto imparare nei miei anni di «animata gioventù» nel mio Paese, mi sono fatto un’idea, avendo assaggiato sempre la stessa versione. Pochi ingredienti per non confondere troppi sapori. Attenzione allo zucchero perché la può far diventare una bomba. E il trucco del ghiaccio: fondamentale per non annacquare il risultato finale (sarebbe un vero peccato).

Altro piccolo dettaglio sulla sangria: è vero che se ne consuma di più d’estate, perché si tratta di una bevanda fresca. Ma qualsiasi stagione dell’anno è buona per degustarla come aperitivo. L’importante, come tutte le cose, è berla con moderazione. La sangria non conosce la mezza misura: se non stai attento, passi direttamente da essere sobrio ad avere la vista annebbiata. Uomo avvisato…

Ecco la mia ricetta della sangria, quella che ho sempre visto preparare in Spagna.

Sangria: da dove proviene?

Ecco la vera sorpresa per chi ha sempre immaginato che la sangria fosse una bevanda tipicamente spagnola: in realtà non lo è. Almeno secondo quanto testimoniato da antichi documenti, il più noto tra tutti il Dizionario del Castigliano di padre Esteban Torres datato 1788. L’origine della sangria, secondo questo volume, si collocherebbe nelle Antille ai tempi dei conquistatori. La bevanda sarebbe stata inventata dai marinai inglesi con il nome di sangaree e, successivamente, adottata dai coloni francesi come sangaris. In entrambi i casi, si sarebbe fatto riferimento alla parola spagnola sangre, cioè sangue, per il colore rosso del vino utilizzato nella preparazione.

Solo nella prima decade del secolo successivo si comincia a parlare di sangria in Spagna, sempre secondo la documentazione a disposizione degli studiosi. Da tutto ciò di deduce che l’unica cosa che deriva dagli spagnoli è il nome. Per il resto, la sangria, come il calcio, è un’invenzione inglese.

Ricetta della sangria: quali sono gli ingredienti?

Come vi accennavo all’inizio, non esiste una ricetta della sangria, per così dire, «ufficiale». A seconda dei gusti di ciascuno, c’è chi aggiunge più o meno frutta, chi ama speziarla, chi preferisce la variante con il vino bianco anziché con quello rosso, chi abbonda volentieri con i liquori.

Personalmente, non amo esagerare con gli ingredienti perché si finisce per mescolare troppi sapori e per togliere alla sangria il tocco di «personalità» che deve avere. Quindi, la ricetta che ho sempre visto fare (e che continuo a fare con ottimi risultati, secondo gli amici) contiene:

  • vino rosso fermo;
  • succo di limone (in Spagna, oltre che come sangria, questa bevanda è molto popolare anche come «limonata» fredda);
  • pesche a pezzetti (d’inverno vanno bene anche le mele);
  • zucchero;
  • gazzosa (da aggiungere all’ultimo momento);
  • ghiaccio (idem come sopra, altrimenti diventa acqua);
  • Cointreau (facoltativo).

In alternativa alla gazzosa e al succo di limone si può utilizzare la lemon soda. Poi, c’è chi aggiunge dell’altra frutta a pezzetti, cannella, Martini, gin o altri liquori. Vi ho già detto come la penso, dopodiché de gustibus.

Ricetta della sangria: come si prepara

Così come non esiste un elenco ufficiale di ingredienti, non c’è nemmeno un metodo che indichi le loro proporzioni e la loro quantità. Diciamo che si va «a occhio», insomma, assaggiandola di tanto in tanto per capire gli equilibri dei sapori (poco alla volta, altrimenti si arriva a un punto in cui non si capisce più niente da ogni punto di vista).

Si può ottenere un ottimo risultato mettendo per ogni litro di vino due pesche o una mela, purché siano mature affinché rilascino più sapore.

Un consiglio: non esagerare con la frutta perché, come ho già avuto occasione di dire, la sangria è una bevanda e non un mangiaebevi. Troppi pezzetti possono dare fastidio.

Una volta che hai messo la frutta nel vino, lasciala riposare in frigo almeno 6 ore prima di completare l’opera in modo che maceri bene (conviene coprirla). Se dovessi servirla la sera, l’ideale sarebbe iniziare a prepararla la mattina. Poi, una mezzoretta prima, puoi aggiungere la gazzosa ed il limone o la lemon soda. Mezzo litro per ogni litro di vino dovrebbe andar bene, ma segui comunque il tuo palato. Lo stesso vale per lo zucchero: regolati con la punta di dolcezza che avrà rilasciato la frutta. Ma ricorda che più zucchero aggiungi, più aumenta la gradazione alcolica della sangria. Se poi ci aggiungi il Cointreau, che gli dà un tocco di arancio ma che aggiunge altro alcol, vacci piano.

Ricetta della sangria: il ghiaccio

Se non vuoi rovinare il gusto della sangria, non metterci il ghiaccio fino al momento di servirla. Considerato che l’avrai lasciata riposare per ore in frigo, sarà già piuttosto fredda. Se aggiungi il ghiaccio troppo presto, rischi di annacquarla troppo e toglierai ogni sfumatura di sapore (del vino, della frutta, del limone). Il consiglio è quello di fare come quando si serve un cocktail: prendi il bicchiere, ci metti qualche cubetto di ghiaccio, versi la sangria ed è fatta.

Vuoi un’alternativa per non rischiare? Eccola pronta. Metti a congelare dei chicchi d’uva e versali nella sangria al posto del ghiaccio all’ultimo momento: otterrai il doppio effetto di raffreddarla ulteriormente e di aggiungere il sapore di un’altra frutta.

E se proprio vuoi gustarla con un piatto tipico spagnolo, puoi guardare la ricetta della tortilla de patatas oppure cimentarti con una buona paella guardando la mia ricetta.

Ricetta della sangria: le controindicazioni

Dicevo prima che la sangria è tra le bevande più infami che esistano perché non avvisa quando è troppa: basta un bicchiere in più per passare dallo star bene all’avere la vista annebbiata ed i riflessi allentati. Per quanto tu abbia seguito la ricetta della sangria così come te l’ho spiegata, stando attento allo zucchero, al Cointreau e alle proporzioni, non è facile capire quanto sei in grado di reggerla: spesso te ne accorgi quando è troppo tardi.

Ecco perché conviene restare sempre un passo indietro, o meglio un bicchiere indietro. Se organizzi una serata con gli amici a base di sangria e vi fate incantare dal suo gusto e dalla sua freschezza, meglio farlo in un posto raggiungibile a piedi: le controindicazioni potrebbero essere molto pesanti nel caso in cui dobbiate tornare a casa in macchina.

Ci vorrà un attimo, infatti, ad arrivare alla fatidica soglia degli 0,5 grammi di alcol per litro di sangue. Quel limite, cioè, che fa scattare la guida in stato di ebbrezza. Oltre a mettere in pericolo voi stessi e chiunque troviate sulla vostra strada, rischiate di trovarvi una pattuglia che vi chieda di concludere la serata soffiando il palloncino dell’etilometro. Se risulterete positivi dopo avere esagerato con la sangria, ecco che cosa vi aspetta a seconda dell’esito del test:

  • tra 0,5 e 0,8 g/l: sanzione da 532 a 2.127 euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi;
  • tra 0,8 e 1,5 g/l: ammenda da 800 a 3.200 euro, arresto fino a 6 mesi e sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno;
  • oltre 1,5 g/l: ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da 6 mesi a 1 anno, sospensione della patente da 1 a 2 anni e sequestro preventivo e confisca dell’auto. Se c’è la recidiva entro il biennio, la patente viene revocata.

In più, ed in ogni caso, perdi 10 punti dalla patente.

Questo nel caso tu non sia un neopatentato. Perché se hai meno di 21 anni oppure hai il permesso di guida da meno di 3 anni, le pene sono più severe e la serata a base di sangria potrebbe costarti questo:

  • tra 0 e 0,5 g/l: ammenda da 164 a 663 euro e decurtazione di 5 punti sulla patente;
  • tra 0,5 e 0,8 g/l: sanzione ordinaria aumentata di 1/3;
  • oltre 0,8 g/l: sanzione ordinaria aumentata da 1/3 alla metà.

Sanzioni raddoppiate per chi provoca un incidente stradale e fermo amministrativo dell’auto per 180 giorni a meno che la macchina sia di una persona diversa rispetto al conducente. Se l’automobilista ci è andato pesante con la sangria e ha un tasso alcolemico oltre 1,5 g/l, perderà la patente. Infine, se nell’incidente muore qualcuno, gli effetti della sangria saranno un aggravante del reato di omicidio stradale.

Ci vuole un attimo.


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