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Pensione minima: importo

14 Maggio 2019 | Autore:
Pensione minima: importo

Integrazione al trattamento minimo, maggiorazione, reddito e pensione di cittadinanza: qual è l’importo mensile garantito?

Percepisci la pensione, ma l’importo dell’assegno mensile è molto basso? Forse non sai che ci sono diversi casi in cui la pensione può essere aumentata: si può aver diritto, difatti, all’integrazione al trattamento minimo, alla maggiorazione sociale ed all’incremento al milione.

L’aumento della pensione, però, non spetta a tutti: questo beneficio dipende sia dal reddito dell’interessato, che dalla tipologia di trattamento che si percepisce. Ci sono delle pensioni, difatti, non integrabili al minimo, come quelle calcolate col sistema integralmente contributivo.

Per fortuna, però, dal 2019 sono operativi il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza:  grazie a questi due sussidi, qualsiasi reddito può essere integrato e, addirittura, si ha diritto a una pensione minima anche se non si percepisce alcun trattamento. Bisogna, però, possedere precisi requisiti.

Facciamo allora il punto sulla pensione minima: importo integrazione al trattamento minimo, maggiorazione sociale, incremento al milione, assegno sociale, reddito e pensione di cittadinanza.

Ricordiamo che tutti questi benefici spettano soltanto a chi possiede determinate condizioni di reddito, che possono far riferimento al singolo, oppure al reddito dell’interessato e del coniuge (come avviene, ad esempio, per l’integrazione al minimo e per l’assegno sociale) o, ancora, al reddito di tutta la famiglia, come avviene per la pensione ed il reddito di cittadinanza.

Senza dimenticare che per ciascun beneficio sono richiesti requisiti differenti, non solo di reddito, ma anche di altra natura: non esiste, quindi, una pensione minima universale che spetta a tutti, ma i “paletti” previsti possono determinare il mancato riconoscimento del sussidio anche per chi è a reddito zero. Ma procediamo con ordine.

Integrazione al trattamento minimo di pensione

In molti, quando sentono parlare di pensione minima, fanno riferimento alla cosiddetta integrazione al trattamento minimo di pensione. Di che cosa si tratta?

Il trattamento minimo, o integrazione al trattamento minimo, è una prestazione che l’Inps riconosce a chi ha una pensione molto bassa, al di sotto del cosiddetto minimo vitale, pari, nel 2019, a 513,01 euro mensili, 6.669,13 euro annui (513,01 euro per 13 mensilità).

In pratica, con l’integrazione al minimo, l’importo della pensione viene alzato sino ad arrivare a 513,01 euro mensili per 13 mensilità: l’integrazione al minimo non è dunque un assegno dell’Inps che ammonta a 513 euro, ma può essere pari a 513,01 euro mensili soltanto se, per assurdo, la pensione risulta pari a zero. Negli altri casi, l’importo dell’integrazione è pari alla differenza tra la pensione e l’ammontare del trattamento minimo: ad esempio, se la pensione è pari a 400 euro mensili, l’integrazione al minimo ammonta a 113,01 euro mensili, cioè alla cifra che serve per ottenere la pensione minima.

La tua pensione è più bassa del trattamento minimo?

Devi sapere che non tutte le pensioni sotto la soglia minima possono essere aumentate, perché per alcuni trattamenti la normativa esclude l’integrazione al minimo. Inoltre, per aver diritto all’incremento è necessario rispettare precisi requisiti di reddito.

Quali sono i requisiti di reddito previsti? I limiti di reddito sono diversi per i pensionati single e per i pensionati sposati. Per conoscerli: Limiti di reddito trattamento minimo 2019.

Maggiorazione sociale della pensione

Se hai diritto all’integrazione al minimo potresti anche avere anche diritto alla maggiorazione sociale sulla pensione, rispettando determinati limiti di reddito, che sono diversi rispetto a quelli previsti per l’integrazione al minimo.

L’ammontare annuo della maggiorazione sociale cambia in relazione all’età del pensionato: per l’anno 2018, la maggiorazione ammonta a  25,83 euro al mese per coloro che hanno dai 60 ai 64 anni, ed a 82,64 euro mensili per coloro che hanno tra i 65 e i 69 anni; non si conoscono ancora gli importi 2019.

Vuoi conoscere i limiti di reddito per aver diritto alla maggiorazione sociale? Devi sapere che variano per i pensionati single ed i coniugati. Per approfondire, puoi leggere: Maggiorazione sociale, limiti di reddito.

Se il reddito, riferito al singolo o alla coppia, è inferiore al limite stabilito, la maggiorazione è ridotta, fino a concorrenza della soglia limite.

Incremento al milione della pensione

Hai almeno 70 anni? Oppure hai almeno 60 anni, ma sei invalido al 100%, sordomuto o cieco civile assoluto, titolare della relativa pensione o della pensione d’inabilità?

Puoi aver diritto all’incremento della maggiorazione, o incremento al milione. Questo beneficio, un tempo, consentiva di aumentare la pensione sino a raggiungere un milione di lire: oggi, consente di raggiungere una pensione massima, per l’anno 2019, di 649,45 euro al mese, con un incremento della maggiorazione di a 363,79 euro.

Se hai meno di 70 anni, e più di 65 anni, potresti ottenere il beneficio se possiedi molti anni di contributi: in particolare, il limite di età di 70 anni è ridotto di un anno ogni 5 anni di contributi (o frazione almeno pari a 2 anni e mezzo), fino ad arrivare a un limite di età di 65 anni. Per la riduzione, contano tutti i contributi (obbligatori, figurativi, volontari e da riscatto) utili alla pensione sulla quale applicare l’incremento.

Per ottenere l’incremento è poi necessario non superare determinati limiti di reddito annuo, personale e cumulato con quello del coniuge. Per conoscere le soglie di reddito: Incremento al milione, requisiti economici.

Assegno sociale

Chi non ha versato contributi, o ne ha versato troppo pochi per ottenere un trattamento di previdenza, può aver diritto alla pensione minima? Sì, se per pensione minima intendiamo l’assegno sociale. Si tratta di una prestazione che spetta, al di sopra dei 67 anni, a chi possiede determinati requisiti di cittadinanza, di residenza e di reddito, che non deve essere:

  • superiore a 5.953,87 euro annui, per chi non è coniugato;
  • superiore a 11 .907,74 euro annui, per chi è coniugato (si considera il reddito personale assieme al reddito del coniuge).

L’assegno ammonta a 457,99 euro al mese, ma se hai un reddito, l’assegno ti viene ridotto. Se sei invalido, puoi aver diritto all’assegno sociale sostitutivo, che ammonta a 372,98 euro mensili.

A determinate condizioni di reddito e di età, puoi beneficiare anche dell’applicazione di maggiorazioni sull’assegno sociale, pari a 12,42 ed a 191,46 euro al mese. Sull’assegno sociale sostitutivo, puoi ottenere un aumento di 85,01 euro. Per approfondire: Assegno sociale.

Reddito e pensione di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza, cioè i sussidi per il contrasto alla povertà istituiti di recente, rappresentano la nuova pensione minima? Ti hanno detto che ora hai diritto a una pensione di 780 euro al mese, o più alta, se la tua famiglia è numerosa? Le cose non stanno esattamente così: reddito e pensione di cittadinanza, infatti, sono dei sussidi che integrano il reddito della tua famiglia, non consistono in trattamenti con importi fissi. Ti faccio un esempio per capire meglio:

  • se sei solo (nucleo familiare mono componente), non hai reddito e paghi l’affitto, ti spettano 780 euro al mese; devi però possedere tutti i requisiti prescritti dalla norma, che non sono solo di reddito, ma di varia natura (requisiti di cittadinanza e residenza, relativi ai beni durevoli, al patrimonio mobiliare e immobiliare, assenza di determinate condanne…);
  • se sei solo, paghi l’affitto, ma hai un reddito di 700 euro al mese, ti spettano invece 80 euro mensili (perché il sussidio spettante, integra il tuo reddito sino ad arrivare a 780 euro mensili); anche in questo caso, devi possedere tutti i requisiti previsti.

Tieni anche conto che il reddito di cittadinanza è suddiviso in due quote:

  • la quota base integra il reddito familiare sino a un massimo di 500 euro mensili: è aumentata del 40% per ogni persona adulta presente in famiglia, e del 20% per ogni minore, sino a un massimo del 220%, quindi di 1.100 euro al mese;
  • la seconda quota può ammontare a un massimo di 280 euro al mese se paghi il mutuo, di 150 euro se paghi l’affitto.

Hai diritto alla pensione di cittadinanza (ricorda che questo sussidio spetta solo alle famiglie in cui siano tutti over 67 o disabili gravi- non autosufficienti)? Anche questo trattamento è suddiviso in due quote:

  • la quota base integra il reddito familiare sino a un massimo di 630 euro mensili: è aumentata del 40% per ogni persona adulta presente in famiglia, e del 20% per ogni minore (che può essere presente in un nucleo beneficiario della pensione di cittadinanza se disabile), sino a un massimo del 220%, quindi di 1.386 euro al mese;
  • la seconda quota può ammontare a un massimo di 150 euro al mese se paghi il mutuo o l’affitto.

Per approfondire e conoscere tutti gli importi e i requisiti dei sussidi, e come richiederli:


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