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Cistite: sintomi, cause e cure

17 Maggio 2019 | Autore:
Cistite: sintomi, cause e cure

Cos’è la cistite? Perché si presenta? Com’è possibile prevenirne la comparsa? Quali sono i rimedi? Come si sceglie il medico di base?

Se avverti un frequente e urgente stimolo di urinare e una sensazione di incompleto svuotamento della vescica; percepisci un forte bruciore alla minzione e un dolore al basso ventre; riscontri difficoltà nell’urinare e ti accorgi che le urine sono torbide, con tracce di sangue e/o maleodoranti, è bene che tu ti rivolga al tuo medico di fiducia, in quanto con molta probabilità hai la cistite. Se sei interessato all’argomento, continua a leggere il mio articolo; troverai maggiori informazioni sulla cistite: sintomi, cause e cure. I sintomi della cistite possono presentarsi tutti allo stesso tempo; manifestarsi singolarmente o mutare per frequenza, quantità e intensità. E’ bene precisare che è possibile riscontrare tali sintomi anche in altre patologie, ecco perché è fondamentale confrontarsi con un professionista ed evitare le terapie fai da te.

E’ possibile prevenire la cistite? Il ministero della Salute indica alcuni comportamenti da adottare per evitare la comparsa di infezioni delle vie urinarie, vale a dire: mantenere un’accurata igiene personale; non trattenere l’urina e svuotare la vescica quando se ne avverte lo stimolo; seguire una dieta sana ed equilibrata; bere molta acqua e succo di mirtillo (a quanto pare, secondo alcuni studi, protegge dalle infezioni delle vie urinarie). Quali sono le cause della cistite? In che modo è possibile curarla? Prosegui la lettura. Ti spiegherò come scegliere il medico di fiducia a cui potrai rivolgerti per la tutela della tua salute; ti parlerò delle ultime sentenze che hanno riconosciuto la cistite come causa di servizio; dopodiché potrai leggere l’intervista al dr. Fabrizio Muzi, andrologo, urologo, specialista in chirurgia generale.

Come scegliere il medico di fiducia?

La prestazione curativa di assistenza medico-generica è erogata a favore del cittadino (utente del Servizio sanitario nazionale [1]) attraverso il personale dipendente del servizio pubblico o il personale convenzionato con lo stesso servizio [2].

Qualora non si preferisca il medico pubblico dipendente operante nell’Asl, la scelta del medico di fiducia dovrà ricadere sul medico convenzionato che opera nel Comune di residenza dell’utente del Ssn [3] con riferimento ad «una graduatoria unica per titoli, predisposta annualmente a livello regionale e secondo un rapporto ottimale definito nell’ambito degli accordi regionali, in modo che l’accesso medesimo sia consentito ai medici forniti dell’attestato o del diploma di cui all’art. 21 D.Lgs. 368/1999 e a quelli in possesso di titolo equipollente» [4].

L’assistito può scegliere il medico in base al principio della fiducia personale, tenendo ben presenti le finalità prevalenti di tutela della salute pubblica. In più, questa libertà di scelta deve essere collegata all’ambito territoriale di riferimento che, in genere, coincide con quello dell’Asl di appartenenza.

Nel caso dei grandi Comuni in cui sono presenti più Asl, l’ambito territoriale coincide con una frazione del Comune. Qualora l’Asl sia pluricomunale non è ammissibile un potere di scelta ristretto ad una sola parte del territorio su cui opera l’azienda sanitaria, in quanto ne deriverebbero una limitazione del potere di scelta (non consentita dall’art. 25 L. 833/1978) e una chiara disparità di trattamento tra cittadini e sanitari dei grandi centri e coloro che risiedono nei piccoli Comuni.

Una volta che il cittadino avrà scelto il medico di fiducia, individuato tra i medici convenzionati con l’Asl competente, quest’ultimo è tenuto a prestare l’assistenza medico-generica in forza del rapporto di convenzionamento.

Cistite: è riconosciuta come causa di servizio?

Secondo la Corte dei Conti [5], la cistite può dipendere da causa di servizio, qualora sia comparsa come reazione allergica alle vaccinazioni praticate subito dopo l’arruolamento e favorita dalla vita di caserma.

Inoltre, la Corte dei Conti, in un’altra pronuncia [6], ha ammesso che le numerose terapie adottate per curare una cistite cronica (già riconosciuta come causa di servizio) hanno determinato l’affezione gastroduodenitica: «instauratasi in individuo sicuramente debilitato nonché predisposto, tanto più che, durante la prestazione militare, ripetutamente ne aveva sofferto».

Per saperne di più sulla cistite, abbiamo intervistato il dr. Fabrizio Muzi (andrologo, urologo, specialista in chirurgia generale, ecografia internistica, carbossiterapia, ozonoterapia).

Cistite: cos’è?

La cistite è un’infezione delle basse vie urinarie caratterizzata da un’infiammazione della mucosa vescicale. A livello più rigorosamente scientifico e medico, essa rientra in un capitolo clinico molto più vasto che comprende gran parte delle patologie infiammatorie pelviche definite con l’acronimo Luts (lower urinary tract syndrome).

Cistite: cosa provoca?

Possiamo considerare la vescica un organo sociale. L’infiammazione cronica vescicale, oltre a provocare dolore, è anche in grado di modificare sensibilmente il nostro status fisico, relazionale, quotidiano. Può limitare le nostre attività, modificando il nostro umore e le nostre abitudini.

Quali sono i sintomi della cistite?

Con  questa domanda possiamo introdurre un po’ di nomi strani molto cari alla clinica medica classica:

  • pollachiuria: aumento transitorio o permanente del numero di minzioni durante le 24 ore. La minzione di solito non è abbondante ed è caratterizzata a volte da urgenza nel dover urinare;
  • disuria: difficoltà saltuaria o continua nell’urinare. Questo è un termine generico entro cui si può racchiudere anche la pollachiuria;
  • stranguria: bruciore o dolore durante la minzione, talvolta accompagnato da brividi e freddo;
  • presenza di urine torbide, scure, rosse a volte maleodoranti a causa della presenza di sangue e pus.

La febbre di solito non è presente, a meno che l’infezione non si sia propagata alle alte vie urinarie, cioè i reni.

Cistite: quali sono le cause e i fattori di rischio?

Molto comuni sono le cistiti batteriche, causate da batteri che popolano il colon. Questi possono raggiungere la vescica dall’esterno passando attraverso l’uretra, definita via retrograda o ascendente, oppure passando dall’interno, propagandosi cioè da organi vicini per contiguità. Il batterio più frequente è l’Escherichia Coli (80% delle infezioni) che presenta una grande capacità di sopravvivenza nel corpo umano ed è in grado di mutare rapidamente in modo da sviluppare geneticamente una multiresistenza alle terapie antibiotiche.

La cistite correla molto spesso con la frequenza dei rapporti sessuali, probabilmente a causa dell’irritazione meccanica del coito. L’uso di sistemi contraccettivi come il diaframma e, talvolta, l’uso indiscriminato di antibiotici, sempre più consigliati a livello” telefonico” senza un’adeguata valutazione clinica, generano squilibri nella popolazione di lattobacilli, considerati batteri “buoni” della flora vaginale.

Anche il periodo post menopausa può essere caratterizzato da più frequenti cistiti a causa del deficit di estrogeni che altera il normale trofismo vaginale. Assieme alla menopausa, anche interventi chirurgici uroginecologici (isterectomia, isteroannessiectomia, ecc.), la comparsa di prolasso rettale e uterino sono tra le condizioni predisponenti più comuni dell’età matura. Queste ultime condizioni possono determinare nelle donne l’incontinenza urinaria da stress o da urgenza che, già da sé, può creare problemi igienici e quindi favorire l’insorgenza di cistiti.

In ultimo, ma non per importanza, si  parla molto in ambito scientifico anche di una predisposizione genetica alle infiammazioni delle vie urinarie,  legata a meccanismi immunitari di immunoglobuline secretorie delle mucose, le IgA. Il dato genetico va sempre letto in correlazione con il dato ambientale.

Cistite: può presentarsi a causa dello stress?

Possiamo dire che lo stress può influenzare molti di questi apparati, alterando i normali equilibri biochimici. Lo stress è una parola che racchiude molti aspetti ambientali, luoghi che frequentiamo, cibo che assumiamo, abitudini di vita ecc. La cistite cronica può essere limitante nelle attività quotidiane e determinare stress fisico e, conseguentemente, anche psicologico.

Quanto è frequente la cistite nella popolazione?

È una delle infezioni più frequenti nella popolazione e colpisce soprattutto il sesso femminile: quasi 1 donna su 2 riscontra problemi di cistite. Circa il 25-35% delle donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni ha manifestato almeno un episodio di cistite nella vita.

Nell’uomo, tornando al concetto di Luts, parliamo più spesso di prostatite. La sua incidenza, generalmente, non supera l’1-2% e tende ad aumentare dopo i 50 anni in conseguenza a condizioni come la sclerosi del collo vescicale e l’iperplasia prostatica benigna.

Quali sono le forme più diffuse?

Un sempre più elevato tasso di cistiti è quello delle forme recidivanti e resistenti a terapia. Sono più comuni nelle donne principalmente per due ragioni: nel sesso femminile l’uretra è più corta, quindi è più facile per i batteri invadere la vescica che in condizioni di normalità è sterile, non contiene cioè i batteri. Inoltre, il meato uretrale è più vicino a vagina e ano, che sono dei distretti anatomici particolarmente ricchi di flora batterica.

Non tutte le cistiti sono provocate da batteri. Esistono condizioni legate a fluttuazioni ormonali nella donna, tra estrogeni e progestinici, che provocano un’esfoliazione cellulare all’interno della vescica denominata trigonite. Altre forme di cistite, fortunatamente più rare, sono quelle che coinvolgono la parete interna della vescica e non l’urotelio che la riveste. La cistite interstiziale determina la formazione di numerosi capillari facilmente sanguinanti durante la distensione fisiologica, tanto da determinare molto spesso delle ulcerazioni dolorose.

E’ possibile prevenire la cistite?

Grande importanza hanno le nostre abitudini quotidiane. Il fumo, ad esempio, è irritante per la vescica oltre ad essere fattore di rischio per il carcinoma vescicale e uroteliale.

Occorre un adeguato apporto idrico giornaliero (almeno 2 litri/die); bisogna evitare di trattenere l’urina, che può essere causa di predisposizione all’infiammazione della vescica, abitudine sempre meno rispettata alle nostre latitudini. Svuotare la vescica, spesso, impedisce ai batteri di replicarsi esponenzialmente. E’ importante urinare prima del sonno o dopo un rapporto sessuale. Inoltre, è consigliabile utilizzare biancheria intima di tessuto naturale come il cotone. Di vitale importanza, è fare in modo di regolarizzare l’intestino, poiché anche la stipsi è uno dei maggiori fattori di rischio per la cistite. In sostanza, l’apparato urinario e intestinale sono distretti anatomicamente divisi, ma funzionalmente sinergici.

Grande importanza risiede nella cura dell’igiene locale evitando l’utilizzo di detergenti non adeguati o troppo irritanti. Nell’igiene intima femminile si devono scegliere saponi a pH acido, affine a quello dei genitali esterni femminili. Per l’uomo, occorre utilizzare prodotti neutri.

Cistite: come viene diagnosticata?

La maggior parte delle infezioni urinarie non complicate è causata da batteri di origine intestinale. L’identificazione dell’agente infettante è importante per la diagnosi e per la terapia, soprattutto nelle cistiti ricorrenti. Gli esami di laboratorio che orientano verso la diagnosi di cistite di origine batterica sono l’esame chimico-fisico e l’urinocoltura.

Cistite: quando diventa cronica?

La fenomenologia clinica della cistite cronica è simile a quella della cistite acuta, ma è caratterizzata da sintomi più lievi. Si può affermare che una donna soffre di cistite ricorrente quando presenta almeno tre episodi di cistite acuta in un anno oppure almeno due episodi di cistite acuta in sei mesi.

Quando andare dal medico o al pronto soccorso?

Il medico di famiglia è sicuramente il primo riferimento che può fare una buona diagnosi clinica per poi prescrivere la terapia più adatta e personalizzata a seconda dei casi. Al suo fianco, ci siamo noi specialisti, urologi, andrologi e ginecologi. Il pronto soccorso è chiamato in causa per gestire il dolore acuto o eventualmente le complicanze, quando cioè la cistite finisce per coinvolgere anche i reni determinando sintomi febbrili e infettivi molto seri.

Come si cura la cistite?

Curare correttamente la cistite sin dal primo episodio serve a evitare le comuni recidive e resistenze. Nella maggioranza dei casi, la cistite ha un decorso benigno e si risolve generalmente con un aumento dell’apporto idrico ed eventualmente un breve trattamento antibiotico, ancor meglio se mirato in caso delle sole cistiti batteriche. È possibile e opportuno preferire terapie differenziate per l’uomo e per la donna in considerazione di sintomi concomitanti (prostatite, vaginite ecc.)

E’ possibile curare la cistite in modo naturale?

Esistono molte sostanze in natura che ci possono aiutare. L’E. coli può sopravvivere in ambiente acido, si moltiplica a grande velocità e riesce ad adattarsi a qualsiasi ambiente; risulta costituito da microciglia, composte da lectine che si legano al mannosio presente sulla mucosa vescicale e del tratto urinario. Per questo motivo, possiamo usare ad esempio il D-Mannosio, il Cranberry e altri potenti antiossidanti per limitare effetti lesivi ed adesivi dei batteri.

L’acido ialuronico, disponibile numerose formulazioni (sia per bocca sia da iniettare direttamente in vescica), può fornire i mattoni per ricostituire la barriera uroteliale, il “coating” che ricopre l’interno della vescica. In caso di resistenze al trattamento medico (antibiotici, integratori, ecc.), esistono anche terapie non convenzionali come l’ozonoterapia e la carbossiterapia, sia per le cistiti batteriche sia per quelle abatteriche in grado di risolvere molti quadri clinici complessi sia nell’uomo sia nella donna.

Cistite in gravidanza: cos’è?

La cistite può insorgere anche e soprattutto durante la gravidanza per molte ragioni. Dal punto di vista clinico, non differisce di molto dalle cistiti batteriche dell’adulto. Può determinarsi facilmente dal momento che durante la gravidanza si può avere un ristagno urinario, un aumento del residuo al termine della minzione. Durante il periodo della gravidanza, occorre valutare con attenzione l’uso degli antibiotici e degli antiinfiammatori. Come ben sappiamo, alcune molecole non si possono utilizzare, soprattutto nelle prime fasi di gestazione.

Cistite in gravidanza: quali sono le cause e le possibili complicanze?

Nelle donne in gravidanza, la cistite è particolarmente diffusa, a causa di una serie di modificazioni correlate all’aumento dei livelli di progesterone nell’organismo della donna con conseguente ipotonia muscolare dell’uretere e dell’uretra.

Non bisogna dimenticare che il moltiplicarsi di vari ormoni, come la prolattina, aumenta notevolmente la tendenza alla formazione di calcoli urinari che possono favorire l’impianto di colonie batteriche nelle vie urinarie.

Cistite nei bambini: consigli?

Le  infezioni delle vie urinarie possono colpire anche i bambini. Anche in questo caso, l’incidenza è maggiore negli individui di sesso femminile. Nei più piccoli, la cistite può manifestarsi attraverso segni e sintomi generici, apparentemente senza alcuna spiegazione. Ad esempio: irritabilità, inappetenza, vomito, astenia e febbre.

Il consiglio più saggio è quello di rivolgersi al pediatra. Per prevenire le cistiti nei bambini bisogna: curare scrupolosamente l’igiene, sia nel periodo in cui si utilizza il pannolino, sia dopo utilizzando sempre prodotti adeguati e indumenti intimi sempre in fibra naturale; educare i bambini a non trattenere a lungo l’urina (questo comunque dovremmo ricordarlo anche agli adulti). In conclusione, l’informazione è un’arma molto potente.


note

[1] L. 833/1978.

[2] Art. 48 L. 833/1978 e art. 8 D.Lgs. 502/1992.

[3] Art. 25 co. 4 L. 833/1978.

[4] Art. 8 lett. h D.Lgs. 502/1992.

[5] Corte Conti sez. IV n.58736 del 27.01.1981.

[6] Corte Conti sez. IV n.77402 del 22.07.1991.

Autore immagine: 123rf com.


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