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Come vivere con pochi soldi

17 Maggio 2019 | Autore: Rossella Blaiotta
Come vivere con pochi soldi

> Business Pubblicato il 17 Maggio 2019



Vivere con pochi soldi, ma in maniera dignitosa non è un’impresa impossibile, bastano pochi e semplici accorgimenti.

La crisi economica, l’incertezza sul lavoro, i prezzi dei beni di prima necessità che tendono a salire sempre di più, il costo medio della vita sempre troppo alto, sono solamente alcuni dei motivi che spingono gli italiani a vivere in modo molto più parsimonioso rispetto al passato. I soldi sono pochi e bisogna amministrarli con la massima attenzione, in alcuni casi si tratta di una scelta obbligata perché, ad esempio, gli stipendi ridotti non consentono ampi spazi di manovra, in altri, invece, vi è una vera e propria scelta minimalista che vede l’abbandono del superfluo al fine di instaurare un rapporto con il denaro meno viscerale.

Abbandonare le abitudini consumistiche può rappresentare una vera e propria svolta e intraprendere un percorso del genere, a detta di chi lo ha fatto, è estremamente soddisfacente e non implica eccessive rinunce o sacrifici, ma spinge l’individuo ad osservare la propria esistenza da una prospettiva diversa. Coloro che si trovano in una situazione analoga si domandano dunque come vivere con pochi soldi?

Cos’è il minimalismo?

Il minimalismo è una filosofia di vita che, soprattutto negli ultimi tempi, sta spopolando in tutto il mondo, interpretata come modo per raggiungere la pace e l’equilibrio interiore. La società moderna è basata essenzialmente sul consumismo, su cose comprate non per reale necessità, ma perché è la pubblicità che spinge a spendere soldi inutilmente.

Le case sono piene di oggetti che vengono lasciati in fondo ai cassetti e di cui non si sa neanche il tipo di utilizzo, gli armadi traboccano di vestiti di svariate taglie e le scarpiere, oltre a quelle di uso quotidiano, presentano anche diversi modelli di chissà quale collezione.

Si spende troppo denaro per accaparrarsi merce che, nella maggioranza dei casi, non viene mai usata o sfruttata appieno e questa abitudine sbagliata riguarda tutti i settori: dalla spesa alimentare allo shopping di lusso. Le case vengono riempite di oggetti ma, avendo delle dimensioni sempre più ridotte, monolocali o bilocali, manca proprio lo spazio materiale per contenere tutte queste cose provocando disordine e, di conseguenza nervosismo.

Se ci si sofferma un attimo a pensare a quante cose vengono acquistate ogni giorno e a quante vengono realmente utilizzate viene da pensare che forse i consumi sono davvero troppo vasti rispetto alle reali necessità della persona. Chi non può o non vuole più portare avanti certe abitudini si domanda allora: come vivere con pochi soldi?

Il minimalismo permette di vivere con pochi soldi

Il minimalismo è uno stile di vita diametralmente opposto al consumismo e prevede la liberazione totale dal superfluo e dagli oggetti che effettivamente non servono per lasciare spazio vitale utile per riflettere e meditare sulle tematiche importanti.

In pratica, si tratta di abbandonare le cattive abitudini, volte a spendere denaro spesso in maniera compulsiva, per dedicarsi alla cura della propria persona in una sorta di individuazione di quelli che sono i veri valori. Anche da un punto di vista psicanalitico, chi tende ad acquistare in continuazione lo fa con l’intento di colmare un vuoto interiore e pensa di poterlo fare con i beni materiali.

Il minimalista è colui che vive benissimo con poco, anzi, con il necessario, usando le cose con parsimonia e non desiderando oggetti di cui effettivamente non ha bisogno. Vivere con pochi soldi, ossia abbandonare il sovrabbondante e orientarsi verso un’esistenza più semplice, interpreta appieno lo stile minimalista, fonte di enorme pace interiore. Ma esiste un metodo per essere sereni con poco denaro? Certamente, basta approcciarsi diversamente ad ogni ambito della vita.

Come fare la spesa con pochi soldi

Chi ha poco denaro a disposizione o chi vuole semplicemente risparmiare per diversi motivi sa bene che la spesa del cibo costituisce una voce irrinunciabile all’interno del budget familiare. E’ possibile fare la spesa in economia se si adotta qualche piccolo accorgimento. Innanzitutto, il primo suggerimento è quello di non acquistare prodotti lavorati o semi lavorati, ma optare sempre per alimenti semplici da comporre poi a casa, ad esempio non comprare le cotolette, ma la carne e gli altri ingredienti necessari per la ricetta.

Altro consiglio è quello di creare un menù settimanale in modo da fare una spesa mirata che eviti l’acquisto di merce superflua che rischia di poi di marcire in frigorifero, questo metodo consente anche di mangiare in modo più sano perché consente di calcolare preventivamente le calorie dei pasti.

Inoltre, per contenere i costi, è utile acquistare sempre e solo i prodotti in offerta consultando i volantini, presenti anche online sui siti dei vari supermercati, comprare sempre e solo i pezzi scontati va a ridurre notevolmente il prezzo sullo scontrino. Parlando nel dettaglio di prezzi per la spesa settimanale, con le giuste attenzioni, in una famiglia composta mediamente da tre persone, i costi oscillano tra un minimo di 35-45 euro sino ad un massimo di 60 euro.

Infine, chi ama l’alimentazione sana e ha la fortuna di disporre di uno spazio verde, come ad esempio un giardino o un terrazzo, può dedicarsi alla coltivazione della propria verdura direttamente in casa. Quello degli orti urbani è un trend molto sentito, soprattutto nelle grandi città, in quanto si è ben compresa l’importanza di mangiare cibi naturali, privi di conservanti, pesticidi e altre componenti dannose per la salute. Dopo una piccola spesa iniziale, come l’acquisto nel terriccio e dei semi, l’orto, seguendo tutti gli accorgimenti del caso, può in breve tempo dare vita alla prima produzione. Ognuno può modulare l’orto a seconda dei propri gusti.

In base all’esposizione al sole, esistono dei kit preimpostati, facili da installare; vi sono numerosi tutorial su internet che spiegano passo passo come fare, anche chi è sprovvisto del pollice verde può ottenere dei buoni risultati, basta avere pazienza e costanza. Il costo per la realizzazione di un piccolo orto si aggira intorno ai 50-100 euro, comprensivo del prezzo delle sementi, ma nel giro di poco tempo, la produzione permetterà di rientrare nella spesa iniziale.

Chi invece non ha gli spazi per realizzare il proprio orto, non ha la giusta propensione o, semplicemente, il tempo necessario da dedicare, può acquistare frutta e verdura di stagione, anche rigorosamente biologica, direttamente presso le aziende agricole che organizzano degli appositi mercati o anche dei gruppi di acquisto collettivi, in modo da potere beneficiare di prezzi molto vantaggiosi.

Come mangiare gratuitamente presso le mense parrocchiali

Per coloro che non possono affrontare la spesa quotidiana per cibarsi una valida alternativa potrebbe essere quella di frequentare le mense parrocchiali o rionali che, generalmente a pranzo e a cena, consentono ai bisognosi di nutrirsi adeguatamente senza spendere un euro. Quello che occorre fare è presentarsi all’apertura della mensa e fare pazientemente la fila in quanto si tratta di luoghi abbastanza affollati per ovvi motivi.

Le associazioni di volontariato, unitamente a quelle religiose, offrono in numerose città italiane anche la cosiddetta spesa solidale, consentendo alle persone in difficoltà di portare a casa i beni alimentari indispensabili come ad esempio la pasta, il latte o lo zucchero.

Come curarsi gratuitamente

La salute è un bene primario e in Italia anche coloro che non dispongono di molto denaro, possono curarsi gratuitamente in quanto, grazie al Servizio sanitario nazionale, i ricoveri ospedalieri, le visite mediche e i medicinali, vengono dispensati ai meno abbienti senza alcun pagamento. I farmaci di Fascia A mutuabili sono quelli impiegati per patologie gravi, croniche o acute. Appartengono a questa fascia, per esempio, alcuni tipi di antibiotici per malattie croniche e i farmaci usati nel trattamento di malattie cardiovascolari.

Come spendere pochi soldi nei consumi domestici

I consumi per le utenze domestiche costituiscono la nota dolente per il budget familiare. Tuttavia, non bisogna abbattersi in quanto esistono delle efficaci strategie che consentono di non spendere tanto mensilmente.

Con riferimento all’energia elettrica, il consiglio più valido è quello di utilizzare gli elettrodomestici e gli accessori nelle fasce orarie a basso consumo, come ad esempio la notte, la domenica o i festivi, o di predisporre un contratto formulato in base alle specifiche abitudini. Mai lasciare la tv o il pc in stand by, tutti i device devono essere sempre rigorosamente spenti.

Con riferimento al riscaldamento, per spendere pochi soldi, come è ovvio che sia, bisogna accendere i termosifoni o le stufe il meno possibile, cercando modi alternativi per creare il tepore, come ad esempio aggiungere una coperta in più al letto o indossare un maglione pesante in casa. Proprio con riferimento alle stufe, esistono ottime soluzioni, come ad esempio in carbonio o in pellet, che consentono di riscaldare le quattro mura domestiche senza raggiungere importi eccessivi.

Parlando in modo dettagliato di costi, usando la dovuta parsimonia, sarà possibile riscaldare, con i termosifoni a gas, un appartamento di medie dimensioni, circa 70-80 mq, al prezzo di 100 – 120 euro al mese. Con riferimento alle stufe a pellet, il cui costo si aggira intorno ai 500 – 800 euro a seconda del modello, i sacchetti, di circa 15 kg, hanno un prezzo che varia dai 9 ai 15 euro.

Bonus energia, gas e acqua

Si tratta di agevolazioni per il pagamento delle bollette energia, gas e acqua offerte alle famiglie numerose oppure in una situazione di disagio economico o fisico, quindi in genere con un reddito Isee basso in relazione ai componenti del nucleo familiare.

Il bonus elettrico 2019 è uno sconto determinato dal numero di componenti del nucleo familiare, ad esempio, per un nucleo composto da 1 o 2 persone lo sconto è pari ad euro 112. Il bonus per le utenze elettriche viene detratto direttamente dalla bolletta.

Il bonus gas viene erogato ai cittadini con reddito Isee pari od inferiore ad 8.107,50 euro all’anno oppure 20.000 euro se si è una famiglia numerosa con più di 3 figli a carico. Il beneficio si può richiedere nel caso in cui si sia intestatari di un contratto di fornitura individuale oppure anche se si utilizza un impianto condominiale centralizzato.

Il bonus acqua consiste in un’erogazione gratuita di 50 litri di acqua al giorno e anche in questo caso è previsto uno sconto in bolletta. Il consumo di acqua scontata in bolletta si applica ad ogni membro del nucleo familiare.

La richiesta per i bonus energia elettrica, gas e acqua va presentata presso il proprio Comune di residenza o il Caf competente.

Detrazioni fiscali per familiari a carico

I familiari a carico sono persone che risultano fiscalmente a carico del contribuente in quanto i loro redditi non superano la soglia fissata per legge.

Ad esempio, nel caso della moglie che non lavora il contribuente, per l’anno 2019 ha la possibilità di detrarre gli importi di:

  •     800 euro per un reddito di massimo 15mila euro;
  •     690 euro per un reddito tra 15mila e 40mila euro;
  •     690 euro per i redditi tra 50mila e 80mila euro sulla parte eccedente i 40mila.

Contratti di affitto a canone concordato e contributi affitto

Quando si dispone di poco denaro per vivere, una voce di spesa che incide fortemente sulla sopravvivenza dignitosa è quella riferita all’affitto di casa.

Per fortuna esistono due strumenti che accorrono in aiuto delle persone economicamente disagiate, i contratti di affitto a canone concordato e i contributi affitto. La prima tipologia contrattuale si riferisce alla stipulazione di contratti di locazione per immobili a destinazione abitativa nei quali il canone è, appunto, determinato non dalla libera volontà delle parti, ma sulla base di accordi territoriali tra le associazioni di proprietari e inquilini. La stipula di questo tipo di contratto di locazione è possibile in ogni Comune italiano con durata 3 + 2 (triennale con possibilità di rinnovo per altri due anni) oppure transitorio, da uno a diciotto mesi, o infine, destinato agli studenti universitari con durata compresa tra sei mesi e tre anni.

La sottoscrizione di un contratto a canone concordato prevede agevolazioni fiscali:

  • pagamento dell’imposta di registro (da dividere tra proprietario ed inquilino) pari al 2% calcolato sul 70% del canone annuo;
  • maggiore detrazione Irpef sull’ammontare dei canoni pagati se l’appartamento è stato destinato ad abitazione principale dell’inquilino;
  • canone di locazione inferiore rispetto a quello stabilito in un contratto a canone libero;

I contributi affitto rappresentano un bonus attribuito ai cosiddetti “inquilini vittime di morosità incolpevole”, ossia a coloro che, non per cattiva volontà ma per oggettive problematiche (come ad esempio la perdita del lavoro, infortunio o decesso di un qualsiasi componente familiare concorrente al reddito del nucleo), non sono in grado di pagare il canone di affitto della propria abitazione. Questo contributo viene erogato dallo Stato, fino ad esaurimento fondi, anche attraverso il Comune di residenza in base al proprio Isee, per il 2019, al di sotto di 26.000 euro all’anno.

Bonus sociale idrico: come funziona? GUARDA IL VIDEO



Di Rossella Blaiotta

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Autore immagine: 123rf com.


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