Striscioni anti-Salvini: la Polizia può rimuoverli?

14 Maggio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Maggio 2019



Quali sono i poteri della Questura e degli agenti di fronte alla contestazione pacifica ad un politico? C’è la liberta di esprimere un’idea senza offendere?

Il comico Maurizio Crozza l’ha chiamata «balconite». Si tratta di una sindrome che colpisce chi fa rimuovere dai balconi uno striscione in cui si contesta, con più o meno garbo, un uomo politico. È quello che è successo, a pochi giorni dalle elezioni europee, a Brembate, in provincia di Bergamo ad una signora che, in vista del comizio del segretario della Lega (nonché ministro dell’Interno) Matteo Salvini, aveva appeso sul suo balcone uno striscione con su scritto «Non sei il benvenuto». Riferito al ministro, ovviamente. Lo striscione è stato tolto dai vigili del fuoco per ordine della Questura di Bergamo, la quale sarebbe stata sollecitata da qualche «entità» ancora superiore ma non ben identificata. Sarebbe legittimo chiedersi: ma la Polizia può rimuovere gli striscioni anti-Salvini?

Certo, certo. È una domanda che innesca altri interrogativi. Ad esempio: se appendo uno striscione sul balcone di mia proprietà e non sulla parte comune di un condominio in cui esprimo un mio parere su un personaggio pubblico pur senza offenderlo, è normale che mi arrivino i vigili del fuoco con una gru a toglierlo? E poi: se lo striscione non minaccia l’incolumità di vicini o passanti, è normale che intervengano i pompieri? E ancora: esiste la possibilità di dire quello che si pensa in modo garbato senza che qualcuno debba scomodare le forze dell’ordine per mandarlo a tacere? Perché, in fin dei conti, è quello che è successo con gli striscioni anti-Salvini: la Polizia può rimuoverli?

Confesso che mi sta venendo un dubbio: riuscirai a finir di leggere questo articolo prima che qualcuno chiami i vigili del fuoco per farlo rimuovere dal web?

Striscioni anti-Salvini: l’episodio di Bergamo

Ricordo che, tra gli anni ’80 ed i ’90, quando c’era la visita di un parlamentare o di un ministro in qualche città di provincia, le vie venivano tappezzate di manifesti in cui si salutava e si ringraziava Sua Eccellenza per avere incontrato i cittadini. Una sorta di inchino collettivo davanti al politico che si scomodava a scendere tra i comuni mortali. Che poi sarebbero i suoi datori di lavoro (e non il contrario), ma questo, ormai, sembra un dettaglio dimenticato da tempo. Sua Eccellenza sorrideva e gonfiava il petto tra gli applausi della folla ed i manifesti che lo osannavano.

Ecco, sembra che qualcuno sia ancora talmente aggrappato a questa icona del politico da riverire che non riesca a sopportare una voce fuori dal coro. Così a Brembate, paesino della Bergamasca, qualcuno ha pensato di fare il possibile affinché l’accoglienza del ministro dell’Interno non venisse «sporcata» da qualche elettore sconsiderato. Ad una manciata di giorni dalle elezioni europee, e nel pieno di un calo di consensi, il segretario leghista ha in programma un comizio. Qualcuno, però, sente il democratico bisogno di dire la sua. Niente applausi, niente inchini. E al posto di un manifesto per ringraziare della presenza del ministro, uno striscione appeso sul balcone con la scritta «Non sei il benvenuto». Non un insulto, non un messaggio che riportasse la memoria indietro di qualche decennio (come succede sempre più spesso ultimamente).

Non è passato molto tempo prima che la signora si trovasse davanti a casa un camion dei pompieri con tanto di gru per togliere la scritta con la forza. Un’iniziativa del comandante dei vigili del fuoco? Certo che no: i pompieri si sono mossi su ordine della Questura, la quale avrebbe ricevuto indicazioni dalla Prefettura, la quale, a sua volta, vai a sapere da chi ha avuto il diktat. Quindi la Polizia può rimuovere gli striscioni anti-Salvini?

Secondo l’entourage di Salvini sì. Perché l’episodio di Bergamo era già accaduto a Salerno «per motivi di ordine pubblico». Stessa modalità, ma senza l’intervento dei vigili del fuoco: una signora appende uno striscione anti-Salvini e questa volta si muovono agenti della Digos, o presunti tali per rimuoverlo. Senza la gru: forse la signora abitava al piano terra.

Striscioni anti-Salvini: cosa ne dice la Polizia?

Ma se qualcuno è convinto che gli striscioni anti-Salvini possano essere rimossi dalla Polizia, tra le forze dell’ordine c’è chi non è così convinto. È lo stesso capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli, a manifestare qualche perplessità. Premette che non bisogna alimentare le polemiche già piuttosto infiammate, ma aggiunge in un’intervista al Corriere della Sera: «Noi siamo la Polizia di Stato, non una polizia privata al servizio di questo o quel ministro».

Che cosa significa? Che la Polizia di Stato si deve limitare al suo compito principale, cioè quello di garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini. L’agente può e deve valutare se ci sono delle situazioni «di potenziale turbativa», spiega Gabrielli, per evitare delle provocazioni. Ma senza esagerare.

Ecco perché lo stesso Gabrielli ha chiesto dei chiarimenti ai poliziotti che hanno sequestrato il telefonino di una ragazza salernitana, colpevole di essersi ripresa con Salvini mentre gli diceva: «Ma non eravamo dei terroni di m…?». La sensazione, insomma, è che qualcuno, avendone l’autorità, faccia un uso piuttosto disinvolto della Polizia di Stato per evitare delle contestazioni che possano far calare ancora di più i consensi e rovinare il clima di applausi e di manifesti di appoggio ad ogni comizio.

In altre parole: gli striscioni anti-Salvini possono essere rimossi dalla Polizia quando c’è un reale pericolo di disordini, cioè quando scatenano una battaglia campale tra sostenitori e detrattori del ministro leghista, ma non per il solo fatto di essere stati appesi.

Nel frattempo, si attende di sapere se sia normale far intervenire i vigili del fuoco (chi paga l’intervento?) su una situazione che non presentava alcun pericolo per l’incolumità di vicini o passanti. Non c’era un incendio, non c’era un cornicione pericolante, il peso dello striscione non comprometteva la struttura del balcone e men che meno quella dell’edificio, non c’era – come diceva ancora Crozza – alcun gattino da salvare. E allora, perché chiamare i pompieri? Perché la Questura viene interpellata (da chi?) per lo striscione di una privata e sconosciuta cittadina? Perché – come nel 2010 a Milano – una Questura viene scomodata per proteggere l’interesse di un politico? Perché un privato cittadino non può dire quello che pensa ma deve, nel frattempo, vedere gli insulti che i politici si scambiano quotidianamente in tv o in Parlamento? Tra i privilegi degli onorevoli ci sono anche quelli di offendersi tra di loro ma di mandare a tacere chi li ha eletti?

Se hai letto fino a qua, sono fortunato: nessuno ha ancora chiamato i pompieri.

note

Autore immagine: lastampa.it


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1 Commento

  1. Solo per precisare…. non è un’autogrù ma un autoscala, anche se cambia l’automezzo non cambia il significato o la sostanza

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