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Condominio: chiavi locali comuni

11 Giugno 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Giugno 2019



Chiavi locali condominiali: a chi spettano? Quali sono le aree comuni del condominio? Quando l’accesso può essere riservato solo ad alcuni condòmini?

Il condominio è quel luogo ove più persone sono chiamate a vivere insieme, ciascuno nella propria abitazione ma condividendo le restanti parti comuni dell’edificio. Nel condominio, perciò, coesistono parti di proprietà esclusiva con parti di proprietà comune. Proprio per queste ultime si pone spesso il problema della loro accessibilità: in altre parole, se le aree condominiali sono chiuse, hanno diritto di accedervi tutti i condòmini indistintamente? In condominio le chiavi dei locali comuni spettano a tutti o solo all’amministratore? Se stai cercando risposte a queste domande, sei nel posto giusto: con questo articolo ti spiegherò se le chiavi che consentono l’accesso alle aree comuni sono un diritto di tutti gli inquilini o solo di alcuni.

Locali comuni del condominio: quali sono?

Innanzitutto, per comprendere a chi spettano le chiavi dei locali comuni in condominio bisogna prima capire quali sono le aree comuni in un edificio condominiale. A stabilirlo è direttamente la legge [1], secondo cui, salvo che non risulti il contrario dal titolo, sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio:

  • tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge il condominio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici e i cortili;
  • le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune;
  • le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo.

Chiavi locali comuni: quando servono?

Ovviamente, il problema delle chiavi dei locali comuni si pone nel momento in cui le aree condominiali sono rese non liberamente accessibili perché chiuse da porte o cancelli: immagina al locale ove risiedono i singoli box, oppure i locali della caldaia o dell’impianto elettrico centrale.

In casi del genere, le chiavi per l’accesso spettano a tutti i condòmini o solo ad alcuni di essi, magari all’amministratore oppure a colui che è stato nominato responsabile dall’assemblea?

Chiavi locali condominiali: a chi spettano?

In linea di massima, se le chiavi dei locali condominiali consentono l’accesso ad aree comuni, cioè a quelle che rientrano nell’elenco di cui al primo paragrafo, esse spettano a tutti i condomini. Il principio, quindi, è il seguente: i luoghi oggettivamente destinati all’uso comune devono essere accessibili a tutti e, di conseguenza, se delimitati o sbarrati da porte o cancelli, ogni inquilino deve possedere le chiavi per poter varcare la soglia.

Al contrario, se vi sono alcune aree che, per regolamento condominiale o titolo originario di costruzione, sono nella disponibilità solamente di alcuni inquilini, allora le chiavi spetteranno soltanto a coloro hanno diritto ad accedervi.

Chiavi locali condominiali: quando non spettano a tutti?

Le chiavi dei locali comuni in condominio potrebbero essere concesse solamente a determinate persone e, di conseguenza, non a tutti i condomini, se il regolamento o l’assemblea decidono in maniera diversa. Ad esempio, potrebbero esserci dei locali in cui l’accesso è consentito solamente a personale qualificato (pensa all’impianto elettrico oppure a quello ove c’è la caldaia): in un caso del genere, l’assemblea potrebbe deliberare che solamente determinate persone possano avere le chiavi di questi locali.

Un conto, infatti, sono le aree comuni rappresentate dall’androne, dal terrazzo oppure dalle scale, mentre un altro sono, ad esempio, i locali ove sono i contatori, il locale dei motori dell’ascensore oppure quello dell’autoclave: in questi casi, per una questione di sicurezza è ben possibile che venga prevista l’attribuzione delle chiavi solamente all’amministratore, il quale le affiderà poi al personale competente.

In buona sostanza, esistono ambienti comuni che non possono essere di libero accesso per questioni di sicurezza: ad esempio, per precisa disposizione legislativa [2], i locali dell’ascensore (o montacarichi) e delle pulegge di rinvio devono essere chiusi a chiave durante il servizio; la chiave deve essere affidata al personale di custodia o a persona incaricata.

note

[1] Art. 1117 cod. civ.

[2] Art. 6, D.P.R. n. 1497/1963.

Autore immagine: Pixabay.com


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