Reddito di cittadinanza: arrivano le prime rinunce, ecco perché

15 Maggio 2019 | Autore:
Reddito di cittadinanza: arrivano le prime rinunce, ecco perché

Oltre 100mila persone potrebbero dire addio alla nuova misura di contrasto alla povertà: importi esigui e troppi adempimenti.

In base ai dati recentemente diffusi dall’Inps, il reddito di cittadinanza ha avuto un grande successo, con oltre un milione di domande presentate. Di queste domande ne sono state prese in esame, ad oggi, poco meno della metà, ma iniziano già ad emergere degli sviluppi inaspettati: in particolare, in tantissimi, dalle 60mila alle 130mila persone, potrebbero rinunciare al sussidio.

Quali sono i motivi che spingono a rinunciare al reddito di cittadinanza?

Innanzitutto, va chiarito che questo sussidio non consiste, come ritenuto erroneamente da molti, in un accredito da 780 euro al mese: 780 euro mensili è la cifra teoricamente spettante a chi, single, non ha redditi e ha un affitto a carico (con canone da 280 euro mensili in su). L’importo può aumentare per le famiglie con più componenti (sino a 1380 euro al mese, per le famiglie numerose con disabili, e con affitto o mutuo a carico; sino a 1536 euro, per le famiglie nella stessa situazione aventi diritto alla pensione di cittadinanza), ma può diminuire nel caso in cui uno o più componenti percepiscano un reddito. L’importo minimo del reddito di cittadinanza è pari a 40 euro mensili.

Ma quali sono gli adempimenti che vengono richiesti in cambio del sussidio? Gli obblighi, per i beneficiari, sono numerosissimi, e vanno dalla ricerca attiva di lavoro alla partecipazione a corsi di formazione, dall’adesione obbligatoria a progetti a favore del Comune di residenza, all’accettazione di offerte di lavoro anche lontanissime da casa propria.

Per non parlare dei rischi di chi corre chi percepisce il sussidio: chi si dimentica di comunicare una variazione rilevante, per la quale si perde il diritto alla prestazione, può essere condannato anche a tre anni di carcere.

Sicuramente, dunque, per chi percepisce un sussidio mensile esiguo non vale la pena, né di rischiare severe condanne, né di rispettare obblighi che, in diversi casi, risultano eccessivi in rapporto ai benefici.

Rinunciare al reddito di cittadinanza è possibile ma, ad oggi, si attende ancora che diventi operativa la procedura di rinuncia, che deve essere attuata dall’Inps. Nel frattempo, c’è chi si è ingegnato con modalità di rinuncia “alternative”, ma va chiarito subito che si tratta di comportamenti rischiosi, che possono dar luogo, a loro volta, a severe sanzioni. Ne abbiamo parlato in: Reddito di cittadinanza, come rinunciare se l’importo è basso?

Ma chi intende rinunciare al reddito di cittadinanza può spendere gli importi della carta Rdc nel frattempo? In teoria, sino a che non si presenta la rinuncia formale, dovrebbe essere possibile utilizzare gli importi accreditati, perché spettanti. In base alle ultime notizie, però, la rinuncia al sussidio dovrebbe comportare una sorta di penale, che consiste nella restituzione degli ultimi 3 mesi del trattamento.

In definitiva, per dire addio alla carta Rdc è meglio, innanzitutto, riflettere sull’opportunità di un’eventuale rinuncia, ricordando anche che, se la situazione reddituale dovesse peggiorare, l’importo accreditato può aumentare. In ogni caso, bisogna avere pazienza e seguire le regole e le istruzioni ufficiali, che, si spera, saranno rese note a breve.

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[1] Autore immagine: 123rf.com


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