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Divorzio anticipato: la nuova legge

15 Maggio 2019


Divorzio anticipato: la nuova legge

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Maggio 2019



Stato di divorziato già all’inizio del processo di cessazione degli effetti civili del matrimonio; assegno a tempo determinato e calcolato sulla durata della convivenza matrimoniale.

Non c’è solo la revisione dei criteri di calcolo dell’assegno di mantenimento (con la possibilità di un contributo limitato solo a un primo periodo) nella nuova legge che riforma il divorzio e che la Commissione Giustizia ha appena licenziato. Marito e moglie potranno inoltre ottenere lo stato di “divorziato” già all’inizio del processo di cessazione degli effetti civili del matrimonio in modo da potersi sentire subito “liberi” ed eventualmente sposarsi una seconda volta. Una sorta di divorzio anticipato prima della sentenza che chiude il giudizio in caso di divorzio giudiziale (in quello consensuale invece il problema non si pone, limitandosi ad un’unica udienza).

In più l’assegno divorzile sarà ufficialmente calcolato sulla base della durata non del matrimonio ma della convivenza matrimoniale. Ciò significa che se marito e moglie, seppur ancora sposati, hanno vissuto per molto tempo separatamente (o per ragioni di lavoro o per altri motivi personali), questo periodo non verrà preso in considerazione dal giudice per il calcolo dell’assegno. Assegno inoltre che verrà definitivamente meno se l’ex coniuge inizia una nuova relazione stabile con un’altra persona. E se questa relazione cessa anche dopo pochi giorni, non si potrà più riottenere il contributo dall’ex coniuge. Ne avevamo già parlato in Addio all’assegno di mantenimento all’ex: la nuova legge e in Divorzio: come cambia l’assegno di mantenimento.

Status di divorziato anticipato all’inizio del processo: le coppie saranno subito ‘libere’

La nuova riforma è saltata subito all’attenzione dei media soprattutto per la nuova previsione di un assegno divorzile a tempo determinato, con una durata prefissata dal giudice quando le condizioni economiche dell’ex coniuge più debole sono determinate da ragioni contingenti (assenza di un’occupazione, per esempio). Con l’emendamento approvato, tra i motivi della concessione solo per un periodo di tempo del contributo economico, può rientrare espressamente anche la limitata convivenza.

Il testo di legge ha subito, in questi giorni, diverse modifiche. Alcuni emendamenti sono stati presentati da Forza Italia e ora il testo è cambiato su più punti tutt’altro che marginali. Con la possibilità di ottenere il divorzio anticipato, spiega il deputato di Forza Italia Bertozzi che ha scritto gli emendamenti, «concediamo la possibilità che il tribunale emetta una sentenza immediatamente. Quindi senza attendere l’esito del giudizio di divorzio che può durare anni. Con questo emendamento noi rendiamo le persone libere: dal momento in cui il ricorso è depositato e il presidente fisserà l’udienza presidenziale, già in quella fase potrà intervenire sul punto e quindi pronunciare sullo status. Credo sia una battaglia di civiltà».

I patti prematrimoniali restano ancora i grandi esclusi dalla legge di riforma, ma la Camera ha dato il via libera a un ordine del giorno che impegna il Governo a intervenire in maniera più meditata su questo importante e sentito tema. In tal modo i coniugi, già prima di sposarsi, potranno predefinire l’entità e la durata del mantenimento, sottraendo ogni arbitrio al giudice. 


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