Diritto e Fisco | Articoli

Direttore tecnico: nuova società utilizza i lavori già eseguiti

8 Giugno 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Giugno 2019



Ho ricoperto la carica di direttore tecnico, con il titolo di studio da Geometra, in una s.r.l. (di cui ero contemporaneamente socio al 33%, amministratore unico e unico direttore tecnico) dal 2000 al 27/03/2015 (giorno della cessione delle mie quote, delle dimissioni da direttore tecnico e delle dimissioni da amministratore unico). Durante il periodo della mia attività ho eseguito lavori nella categoria OG 2 come risulta dai CEL e certificati SOA per 1.800.000 Euro. Una nuova società (dove risulto socio di maggioranza, amministratore unico e direttore tecnico) per partecipare a lavori sotto i 150.000 Euro in OG 2 può utilizzare i lavori da me eseguiti, sopra descritti, applicando il comma 14 dell’art. 79 del D.P.R. 207/2010, per dimostrare i requisiti di cui al comma a) art. 12 del D.M. 154 del 2017?

Ad avviso dello scrivente i lavori precedentemente eseguiti potrebbero essere utilizzati con la nuova società per rispettare i dettami del D.M. n. 154 del 2017 posto che questa normativa àncora la possibilità di esecuzione di lavori di importo inferiore ai 150.000 euro al requisito dell’aver eseguito lavori direttamente e in proprio antecedentemente alla pubblicazione del bando o … in alternativa … all’avere in compagine un direttore tecnico con riconoscimento di idoneità alla direzione tecnica.

L’unico problema riguarderebbe l’art. 13 che, in merito alla direzione tecnica per i lavori in oggetto, richiede per la categoria OG 2, che la direzione tecnica sia affidata a soggetti iscritti all’albo professionale – Sezione A degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, o in possesso di laurea magistrale in conservazione dei beni culturali. I soggetti che alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34 svolgevano la funzione di direttore tecnico, possono conservare l’incarico presso la stessa impresa.

Ritornando sulla questione in esame, non essendoci una espressa deroga sul punto le due norme vanno ad operare congiuntamente e, pertanto, nel caso per dimostrare i requisiti tecnici di cui al D.M. 154/17 potrà farsi riferimento al D.P.R. 207/2010, dal lettore richiamato, secondo cui la

società può dimostrare l’idoneità tecnica a partecipare agli appalti pubblici di categoria attraverso lavori affidati ad altre imprese della cui condotta è stato responsabile uno dei propri direttori tecnici negli ultimi venti anni.

I problemi riguarderebbero, semmai, l’eventuale utilizzo dell’avvalimento della categoria da parte di società che non possiede tale tipo di qualificazione.

Infatti, essendo la qualificazione tout court ottenuta nella procedura dalla società precedente e non dal rappresentante della società in questo caso sarebbe vietato riprendere quella qualificazione utilizzata per altri lavori speciali; ma per ottenere l’idoneità tecnica non si rinvengono normative contrastanti sul punto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA