Diritto e Fisco | Articoli

Eredità: debiti e accettazione con beneficio d’inventario

8 Giugno 2019
Eredità: debiti e accettazione con beneficio d’inventario

Mio marito, deceduto due mesi fa, era titolare di una ditta individuale(chiusa prima che morisse) e amministratore e socio di una srl (io 98% e lui 2%). Ha lasciato debiti gravi con la ditta individuale e contabilità disastrosa nella srl per la quale abbiamo accertamenti in corso e tanta iva e sanzioni già erogate. Devo presentare io la dichiarazione iva 2018 della ditta individuale, ma visto che ci sono delle fatture da riscuotere e dei debiti (TFR e ultimo stipendio dipendente e fornitori) e visto che accetteremo l’eredità con beneficio di inventario, cosa devo fare? Prima che morisse mio marito, è stato nominato amministratore della srl mio figlio diciottenne( ho altri due minori) al quale il padre ha lasciato la sua quota per testamento. Considerato il beneficio di inventario potremmo mettere la società in liquidazione se non entra in possesso della sua quota? Non vorrei commettere errori e mettere ancora in difficoltà i miei figli che rischiano già di ritrovarsi senza niente. 

Le norme di legge prevedono che con l’accettazione dell’eredità il patrimonio del dante causa ed il patrimonio degli eredi diventi unico, dunque lo strumento giuridico

dell’accettazione con beneficio di inventario è fondamentale per evitare che eventuali debiti ereditari, eccedenti i valori dell’attivo ereditario, ricadano sul patrimonio personale degli eredi.

I tempi sono importanti, infatti gli eredi che fossero già al possesso dei beni ereditari, anche se solo parzialmente, avrebbero solo 3 mesi per depositare il ricorso per l’accettazione dell’eredità col beneficio d’inventario e, nel caso del quesito, detto termine scade al 29 Aprile 2019.

Qualora la richiesta di accettazione col beneficio d’inventario non venisse depositata entro detto termine l’eredità si intenderebbe come accettata e gli eredi diverrebbero responsabili per tutti i debiti ereditari rispondendone con il loro patrimonio personale.

Importante è inoltre distinguere fra l’accettazione con beneficio d’inventario obbligatoria per la presenza di eredi minorenni, da richiedere al giudice tutelare, e l’accettazione con beneficio d’inventario in capo agli eredi maggiorenni, nella fattispecie il coniuge ed il figlio.

Pertanto nel ricorso da depositare in cancelleria presso il Tribunale competente territorialmente occorrerà precisare che il beneficio d’inventario viene richiesto da tutti gli eredi, dal coniuge per sé stessa, dal figlio maggiorenne per sé stesso e dal coniuge come tutore legale nell’interessi dei due minorenni.

Successivamente al deposito della suddetta richiesta, o anche contestualmente alla stessa, i chiamati all’eredità, avendola accettata con il beneficio d’inventario, devono richiedere la nomina di un cancelliere per la redazione dell’inventario stesso, ovvero per redigere l’elenco di tutti i beni – attivi e passivi, crediti e debiti – che compongono l’eredità del dante causa.

Solo dopo la redazione dell’inventario i chiamati all’eredità, direttamente – cioè la moglie ed il figlio maggiorenne – ed i due minori, indirettamente, attraverso l’intervento del Giudice tutelare, potranno valutare se accettare l’eredità o rinunciarvi.

In ogni caso occorre tenere ben presente che le azioni, sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione, compiute dagli eredi dopo i 3 mesi dalla data della apertura della successione e prima del deposito della richiesta di accettazione con beneficio d’inventario, verranno considerate come comportamento concludente nel senso che si intenderà avvenuta l’accettazione dell’eredità, con tutte le conseguenze che questo comporta.

Invece, qualora la richiesta venga depositata entro i 3 mesi dalla apertura della successione, l’erede o gli eredi potrebbero compiere anche atti di straordinaria amministrazione, quali: comprare e vendere aziende e/o immobili, iniziare, cessare, prendere o dare in affitto attività aziendali, assumere impegni bancari, finanziari o di garanzia, ecc., purchè con la preventiva autorizzazione del giudice delegato.

Infine ovviamente, qualora la richiesta venisse depositata nel termine dei 3 mesi dalla data di apertura della successione, gli eredi potrebbero compiere liberamente le operazioni di ordinaria amministrazione, con l’unico intento di conservazione del patrimonio.

In tal caso la responsabilità degli eredi si limiterà al pagamento dei debiti ereditati fino al limite del controvalore degli eventuali elementi dell’attivo ereditario individuati nell’inventario e pertanto il patrimonio personale degli eredi non sarà intaccato dagli eventuali passivi eccedenti gli attivi, ereditari.

Purtroppo nel quesito non è specificato se l’asse ereditario contenga anche attività – immobili, conti correnti con saldo positivo, ecc. – ma ovviamente se questi elementi attivi non fossero presenti, gli eredi dovrebbero rinunciare all’eredità e dunque astenersi da qualsiasi atto di gestione della ditta individuale e da qualsiasi atto di disposizione della quota del 2% della Srl.

Per quanto riguarda invece la Srl, già di proprietà per il 98% del coniuge e avendo come amministratore il figlio maggiorenne, non vi sono beni che possano cadere in successione se non la quota del 2% della Srl suddetta, che in caso di rinuncia all’eredità, dovrebbe essere abbandonata all’eredità giacente.

Infatti, in caso di rinuncia all’eredità, tutti i beni ereditati, cioè la ditta individuale e la quota societaria del 2% e gli altri eventuali elementi ereditari – sia attivi che passivi – come inventariati, affluiranno ad una eredità giacente ed il Giudice provvederà a nominare un curatore legale che provvederà a liquidare detti beni e a pagare tutti i debiti ereditari sino a concorrenza dei valori incassati dalla vendita, ove possibile.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA