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Immobile abusivo: sanzioni e demolizione

8 Giugno 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Giugno 2019



Ho ereditato una casa costruita abusivamente nel 1973 su un terreno regolarmente lottizzato acquistato nel 1961. Nel 2000 il piano regolatore del Comune ha suddiviso il terreno in due parti: uno asservito alla casa e l’altro edificabile. La casa è accatastata (legge case fantasma) e non pende sull’immobile alcun ordine di abbattimento. Visto che la casa è invendibile l’unica via per uscirne fuori è abbatterla e riunire il terreno dove sorge a quello edificabile (come era in origine) a scopo di vendere il tutto regolarmente. L’operazione di abbattimento non è facile in termini emotivi ed economici. Premesso che per abbattere la casa occorre chiedere l’autorizzazione al Comune, anche se penalmente non siamo responsabili dell’abuso, presentando questa domanda rischiamo di incorrere in qualche conseguenza di ordine civile, sanzioni o altro?

Le sanzioni previste per gli immobili abusivi si trasmettono anche agli eredi, posto che non sono di natura punitiva, aggredendo solo l’autore dell’illecito, ma riguardano un interesse preminente della pubblica amministrazione a eliminare l’abusivismo esistente nel proprio territorio.

Pertanto, la repressione degli illeciti edilizi ben può essere disposta nei confronti del proprietario attuale dell’immobile interessato dall’intervento abusivo, anche se non responsabile del medesimo, trattandosi d’illecito permanente; inoltre, l’emanazione dei provvedimenti sanzionatori non richiede l’accertamento del dolo o della colpa del soggetto cui si imputi la realizzazione dell’abuso, trattandosi di sanzioni di carattere reale, né può essere invocato il principio di estraneità degli attuali proprietari all’abuso realizzato, in quanto gli eredi, perpetuando la personalità del de cuius, subentrano automaticamente in tutti i rapporti attivi e passivi rientranti nel patrimonio del loro dante causa e nella stessa posizione di quest’ultimo, ad ogni effetto giuridico (T.A.R. Emilia-Romagna Bologna, sez. I, 10/07/2013, n. 522).

Fatta questa doverosa premessa, nel caso specifico non è possibile calcolare con certezza l’ammontare delle sanzioni amministrative gravanti sull’immobile (posto che si tratta solo del pagamento di sanzioni amministrative), ma – in linea di principio – la volontà del lettore di voler eliminare l’abuso immobiliare ereditato dal de cuius potrebbe comportare la possibilità per la pubblica amministrazione (in questo caso il Comune di riferimento) di valutare la sua collaborazione nell’eliminare l’abuso ereditato.

Ad ogni modo, sulla base del decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001, la sanzione parte da un minimo di € 516,00 fino ad arrivare al doppio dell’aumento del valore venale del terreno a seguito della costruzione dell’immobile abusivo, a prescindere dall’intento di demolire l’abuso (la norma non fa riferimento a tale eccezione).

Quello che si consiglia al lettore, prima di procedere con la formalizzazione dell’istanza, è di recarsi presso l’ufficio comunale di competenza e sondare il terreno, verificando la possibilità di ricevere il minimo della sanzione prevista per la procedura di demolizione, rappresentando come egli non abbia mai ricevuto un ordine di ripristino e che, pertanto, la richiesta deriva da una sua volontà spontanea di legalizzare ciò che ha ereditato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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