Diritto e Fisco | Articoli

Diritto ad avere copia dell’atto di compravendita

15 Giugno 2019
Diritto ad avere copia dell’atto di compravendita

Abito in un condominio in cui lo spazio delimitato è in parte di proprietà dello stesso e in altra parte è della società che ha costruito l’edificio. L’intera suddetta area, delimitante l’edificio, è stata usata come parcheggio dai condomini, dal 1995. Ora un condomino ha acquistato lo spazio della società costruttrice, intimando agli altri condomini di occupare esclusivamente lo spazio di proprietà condominiale. Noi condomini abbiamo il diritto di avere copia o poter visionare il contratto di compravendita tra la società ed il condomino? Come si può esercitare questo diritto in caso di diniego?

Bisogna prima di tutto dire che, se non risulta nulla in contrario dal regolamento condominiale o dai titoli di acquisto (cioè dai contratti di acquisto delle singole proprietà esclusive), si doveva e si deve considerare condomino anche il proprietario dello spazio che prima era di proprietà esclusiva della società costruttrice e che ora è stato acquistato da un altro soggetto (che è già condomino).

Questo vuol dire che il proprietario di questo spazio, chiunque sia, dovrà essere sempre considerato un condomino anche se sarà proprietario esclusivo soltanto di questo spazio e non sia anche proprietario esclusivo di altre unità immobiliari situate nell’edificio condominiale (a condizione che non ci siano indicazioni contrarie nel regolamento condominiale o negli atti di acquisto).

Fatta questa premessa, si deve precisare innanzitutto che non esiste un diritto dell’amministratore o degli gli altri condomini di avere direttamente dal venditore o dall’acquirente la copia dell’atto di acquisto o la possibilità di visionare l’atto di acquisto: sicuramente l’amministratore, delegato dall’assemblea o di propria iniziativa, può chiederla al venditore e/o all’acquirente, ma questi non sono per legge obbligati a fornirla.

Se, quindi, venditore e acquirente dello spazio non dovessero spontaneamente fornire copia dell’atto di compravendita a chi gliela richiede, esistono due modalità per entrarne comunque in possesso: 

1) la legge infatti (cioè l’articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile) stabilisce che chi vende diritti su unità immobiliari ubicate in condominio resta obbligato in solido con l’acquirente per le quote condominiali maturate fino al momento in cui è trasmessa all’amministratore copia autentica del titolo che determina il trasferimento del diritto.

Questo significa che la società costruttrice resterà obbligata a pagare le quote condominiali (calcolate con riferimento alla proprietà dello spazio venduto), in solido insieme all’acquirente dello spazio, fino al momento in cui non avrà trasmesso all’amministratore condominiale copia autentica dell’atto con cui ha venduto l’area in questione al condomino.

È quindi interesse della società costruttrice trasmettere prima possibile copia autentica dell’atto di compravendita all’amministratore perché, fino al momento in cui non l’avrà trasmessa, essa resterà obbligata a pagare le quote condominiali calcolate con riferimento alla proprietà dello spazio venduto e maturate fino a quel momento.

L’amministratore, perciò, potrebbe inviare una nota raccomandata a.r. alla società costruttrice sollecitandola a trasmettergli copia autentica dell’atto con cui quello spazio è stato venduto, ricordandole che fino a quando la copia autentica non gli sarà stata trasmessa, la società costruttrice resterà obbligata a pagare le quote condominiali in solido con l’acquirente.

Si noti che non esiste un diritto dell’amministratore ad ottenere copia autentica del contratto, ma che è nello stesso interesse della società costruttrice trasmetterla all’amministratore il prima possibile (e per questo motivo un sollecito dell’amministratore potrebbe avere l’effetto di ottenerla immediatamente).

2) Esiste, poi, un altro modo per ottenere una copia conforme dell’atto di compravendita: richiederla direttamente al notaio rogante considerato che gli articoli 1, 67, 68 e 69 della legge notarile e l’articolo 743 del Codice di procedura civile riconoscono a chiunque ne abbia interesse (anche a chi non fu parte dell’atto in questione) il diritto di ottenere copia autentica di un atto pubblico.

Chiaramente occorrerà conoscere alcuni dati fondamentali dell’atto (le parti dell’atto, gli estremi catastali dello spazio venduto ecc. e, ovviamente, l’identità del notaio) per poter formulare una richiesta circostanziata e specifica al notaio rogante. Se, invece, fosse sconosciuto il nome del notaio che ha rogato l’atto, l’identità del notaio (ed il numero di repertorio dell’atto) la si può ricavare attraverso un’ispezione ipotecaria presso l’ufficio di pubblicità immobiliare dell’Agenzia delle Entrate (ex Agenzia del Territorio) utilizzando i dati catastali dell’immobile: ottenuto così il nome del notaio (ed il numero di repertorio dell’atto di compravendita), chiunque potrà poi richiedere al notaio copia autentica dell’atto di compravendita che interessa.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube