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Licenziamento: si può andare al mare durante la malattia?

21 Gennaio 2018 | Autore:
Licenziamento: si può andare al mare durante la malattia?

Può essere licenziato il dipendente che, durante il periodo di assenza per malattia, esce di casa, svolge regolarmente la propria vita quotidiana e va al mare

Non è raro che il dipendente assente per malattia dal posto di lavoro venga sorpreso a svolgere le attività quotidiane della propria vita come se nulla fosse. Teoricamente, chi è malato (e lo è per davvero) non dovrebbe essere in grado di svolgere alcuna attività. Capita spesso che, invece, il lavoratore ammalato sia “pizzicato” fuori casa, intento in attività quotidiane e addirittura ricreative, quali lunghe passeggiate, giornate al parco o addirittura al mare.  E allora ci si domanda: cosa può fare il dipendente durante il periodo di assenza dal lavoro per malattia? Sul punto, la linea di confine oltre la quale è vietato spingersi non è sempre chiara a tutti i lavoratori, specie per via degli obblighi conseguenti alle fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale (in proposito, per gli ultimi aggiornamenti leggi: Visite fiscali: cosa cambia nel 2018?). Un errore può costare – per giurisprudenza costante – anche il licenziamento per giusta causa e condotta infedele. È bene, quindi, fare chiarezza. Vediamo, dunque, cosa può fare e cosa non può fare il dipendente durante l’assenza per malattia: il lavoratore assente dal posto di lavoro per malattia può uscire di casa?

Su punto, inoltre, è bene sapere che la Suprema Corte ha, di recente, affrontato un caso molto particolare, vale a dire quello di un dipendente che, durante il periodo di assenza dal lavoro per malattia, era stato “beccato” a svolgere regolarmente le attività della propria vita quotidiana e non si era fatto alcun tipo di problema, anzi, era addirittura andato al mare. Ebbene, la domanda è: il dipendente può andare al mare durante la malattia? Il dipendente in malattia che va al mare rischia il licenziamento? Scopriamolo insieme. Prima, però, facciamo chiarezza.

Dipendente in malattia: può uscire di casa?

Sbaglia chi crede che il lavoratore assente per malattia dal posto di lavoro non possa uscire di casa. Sul punto è importante fare una distinzione.

Il lavoratore, infatti, negli orari di reperibilità deve rimanere presso la propria abitazione o nell’indirizzo comunicato all’azienda attraverso il certificato medico, salvo le previste esenzioni per malattia grave. Durante gli orari della cosiddetta «reperibilità», dunque, il lavoratore deve rimanere a casa per consentire la visita fiscale del medico inviato dall’Inps. Per quanto riguarda, invece, gli orari diversi da quelli previsti per la visita fiscale, il lavoratore può tranquillamente assentarsi da casa, ma ad una condizione. Vediamo quale.

Dipendente in malattia: dopo la reperibilità può uscire di casa

Il lavoratore malato può uscire di casa dopo l’orario in cui può arrivare il medico fiscale? La risposta è certamente affermativa. Ma ad una sola condizione: tale comportamento non può pregiudicare una pronta guarigione. In buona sostanza, il dipendente in malattia non deve svolgere attività che possano tenerlo lontano dal lavoro più del tempo dovuto. Se infatti è vero che, uscire di casa dopo gli orari di reperibilità non è un comportamento vietato, è però necessario che l’attività svolta dal dipendente non rallenti la convalescenza. Il caso tipico è quello di chi, producendo un certificato di malattia per lombosciatalgia, venga visto sollevare pesi in giardino o fare lavori sul tetto; o di chi, nonostante la brutta bronchite, vada a fare la spesa con un clima particolarmente rigido, sconsigliato a chi abbia problemi respiratori. In questi casi il datore di lavoro può procedere al licenziamento in tronco, ossia per giusta causa (senza preavviso). Viceversa è certamente consentito andare a fare una passeggiata per sgranchirsi a chi sia in malattia per aver riportato una frattura.

Non si può, quindi, licenziare il dipendente se la mancata permanenza in casa non è necessaria per la guarigione. Ciò è quanto, da ultimo chiarito, da una recente sentenza della Corte di Cassazione [1].

Licenziamento: si può andare al mare durante la malattia

Fermo quanto sin qui scritto, il lavoratore in malattia non solo può uscire di casa, ma può andare anche al mare senza rischiare il licenziamento. Con la sentenza in commento, infatti, la Suprema Corte ha chiarito quanto segue. In tema di licenziamento, la condotta del lavoratore che, in ottemperanza alle prescrizioni del medico curante, si sia allontanato da casa e abbia ripreso a compiere le attività della propria vira quotidiana – la cui gravosità non è comparabile a quella di un’attività lavorativa piena, non è idonea a configurare un inadempimento ai danni dell’interesse del datore di lavoro, dovendosi ritenere che l’espletamento di altra attività, lavorativa ed extra-lavorativa, da parte del dipendente durante lo stato di malattia, è idoneo a violare i doveri contrattuali di buona fede e di correttezza, solo laddove si riscontri che l’attività espletata costituisca indice di scarsa attenzione del lavoratore alla propria salute  ed ai relativi doveri di cura  e di non ritardata guarigione. Solo in tali casi, la cui dimostrazione resta a carico del datore di lavoro, può ritenersi giustificabile il licenziamento. Sta infatti al datore di lavoro dimostrare che durante il periodo di assenza dal lavoro per malattia la condotta del lavoratore sia stata contraria a correttezza e buona fede, in caso contrario non si potrà licenziare il dipendente solo perché – come nel caso all’esame della Suprema Corte – si sia allontanato da casa per andare al mare. Passeggiate in spiaggia e bagni al mare, se compatibili con la terapia e con lo stato di malattia del dipendente, non possono giustificarne il licenziamento. Con la sentenza in commento, infatti, i giudici hanno disposto la reintegra del dipendente che era stato ingiustamente licenziato, condannando il datore di lavoro (una società) al pagamento delle spese di giudizio.

Sullo stesso tema, consigliamo la lettura dell’articolo: Assenza per malattia e lavoro presso terzi: quali rischi?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

note

[1] Cass. sent. n. 1173 del 18.01.2018.

Autore immagine: Pixabay.com


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