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Fregare l’etilometro è possibile?

16 Maggio 2019


Fregare l’etilometro è possibile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Maggio 2019



Alcoltest: si può bere e non risultare positivi al controllo? Metodi per abbassare il livello di alcol e risultare negativi.

Per risultare positivi all’etilometro basta un bicchierino di vino assunto pochi minuti prima del controllo. Questo perché l’apparecchio viene ingannato dall’alito ancora tutto impregnato di alcol. È come mettere il palloncino davanti a un calice di Bordeaux. Quando, invece, il tempo tra l’assunzione del drink e il test dell’alcol è maggiore c’è la possibilità di risultare in regola. Fregare l’etilometro è possibile? Se lo chiedono in molti quando, all’uscita da un locale o da un ristorante, temono di essere fermati dalla polizia. C’è però da dire che, al di là degli stratagemmi che circolano in rete su come ingannare l’etilometro, gli agenti possono elevare la contravvenzione anche con una semplice verifica oculare delle condizioni dell’automobilista, ossia su base sintomatica: se traballa, biascica le parole, ha gli occhi rossi e l’alito vinoso non c’è bisogno di attaccargli la macchinetta in bocca per capire che è ubriaco. Tanto basta per la multa e, nei casi più gravi, per la condanna penale. Quando invece si passa all’alcoltest, allora entrano in gioco la tecnica e anche i sofismi legali. 

Internet ha rivelato le ipocrisie degli italiani. Se digiti su Google la parola etilometro, tra i risultati più frequenti non troverai (come invece ti potresti aspettare) «dopo quanti bicchieri si è positivi all’etilometro» – cosa che avrebbe evidenziato la volontà degli automobilisti di guidare in regola e in sicurezza – ma «come fregare l’etilometro». Sembra quasi che il vero problema degli utenti della strada non sia il rispetto della legalità, ma il fuggire alle sanzioni, ferma invece restando l’illegalità. Farla franca in barba alla legge, insomma. Ecco perché molte volte la giurisprudenza è stata chiamata a giudicare su scuse e cavilli rivolti a far annullare le sanzioni amministrative e penali. Ecco una rassegna delle sentenze più interessanti sull’etilometro e sui tentativi di eludere l’alcoltest.

Guida in stato di ebbrezza: il secondo test

Secondo numerose sentenze non è così facile fregare l’etilometro. Ad esempio, una recente pronuncia della Cassazione [1] spiega che la guida in stato di ebbrezza è valida se vengono fatti due test alcolemici e il secondo risulta superiore al primo. Può sembrare paradossale: infatti è noto che più tempo passa dall’assunzione dell’alcol e più blandi sono i suoi effetti. A rigore, quindi, la seconda prova dovrebbe registrare un indice di alcolemia inferiore. Ma non è così automatico. C’è infatti un momento di picco dell’alcol nel sangue prima del quale il suo volume cresce per poi, solo dopo, decrescere. Se quindi il test viene fatto in questo primo arco di tempo è naturale che il secondo test registri un numero superiore.

Di tanto abbiamo parlato in Etilometro, due risultati uguali o diversi: che succede?

Se lo scontrino indica «volume insufficiente»

Altro escamotage comunemente usato per fregare l’etilometro è trattenere il fiato e soffiare con poca potenza dentro l’apparecchio, magari simulando un problema respiratorio. Anche qui la giurisprudenza non è stata benevola con il conducente. Infatti, dice la Cassazione [1], in un alcoltest il volume insufficiente non esclude il valore rilevato e le verifiche visive della polizia. 

Insomma, per invalidare l’alcoltest non basta che l’etilometro segnali che l’aria soffiata dal guidatore ha «volume insufficiente»: il risultato della misurazione si considera comunque valido. Secondo la Corte, ai fini dell’accertamento della guida in stato di ebbrezza nei casi in cui costituisce reato (tasso alcolemico da 0,81 grammi/litro in su) è sufficiente che una sola delle due misurazioni rientri nella fascia che ha rilevanza penale, «se corroborata da elementi sintomatici desumibili dagli atti» (e in effetti nel verbale degli agenti della Polizia stradale si segnalava il forte alito vinoso).

Ma che succede se entrambe le misurazioni segnalano che la quantità d’aria è troppo cosa? Secondo la Cassazione [2] il giudice deve analizzare caso per caso se il valore numerico che appare come risultato della misurazione sia attendibile nonostante venga riportato dall’etilometro assieme al «volume insufficiente». Non solo: per dimostrare la colpevolezza dell’imputato non si potrà fare riferimento ai sintomi di ebbrezza eventualmente riportati dagli agenti nel verbale, salvo che questi ultimi siano in grado di attestare «oltre ogni ragionevole dubbio» il superamento della soglia di rilevanza penale (0,8 g/l).

La scusa di collutori e medicinali

Spesso si è ricorso a giustificazioni di tipo medico: gli automobilisti denunciavano l’assunzione di farmaci a base di alcol per giustificare il superamento dei limiti. Anche questi motivi però non hanno mai trovato accoglimento nella giurisprudenza. Inutile anche salvarsi con le mentine o le gomme da masticare. L’aglio è invece in grado di ridurre la percezione dell’alcol con gli etilometri più datati.

Acqua e cibo

Si dice che bere molta acqua riduce il livello di alcol nel sangue. Questo è parzialmente vero: servono molti litri, quanti ne basterebbero per interrompere un viaggio ogni 20 minuti per urinare. La cosa migliore è certamente bere a stomaco pieno perché solo così l’alcol viene assorbito prima e meglio dal corpo. L’assimilazione dell’alcol è poi un fattore soggettivo e varia da soggetto a soggetto a seconda di alcuni enzimi presenti nel corpo. 

È anche opportuno non mettersi alla guida subito dopo aver bevuto perché, in questo caso, è più facile che l’etilometro raggiunga il picco.

Come stabilire se l’etilometro funziona davvero

L’etilometro potrebbe anche non funzionare ma spetta al trasgressore dimostrarlo. L’automobilista infatti deve essere in grado di provare una circostanza che possa inficiare la valenza probatoria dell’alcoltest. Inutile quindi sostenere che il test non sia certo per poi scaricare l’onere della prova contraria sull’amministrazione. Secondo la Cassazione, spetta a chi ne contesta l’attendibilità dimostrare quali sono gli errori commessi dalla strumentazione in uso alla polizia e perché questa non funzionerebbe correttamente. Una prova, quest’ultima, estremamente difficile, se non impossibile da fornire per il conducente che non conosce il meccanismo né lo può analizzare da sé.

Come contestare l’etilometro

Al di là degli escamotage pratici, esistono degli appigli legali per fregare l’etilometro… che poi, a ben vedere, non sono dei modi per ingannare la misurazione, ma la verifica dei presupposti legali per la validità della stessa. Come avevamo già spiegato in Etilometro, come difendersi, al pari dell’autovelox anche l’etilometro deve essere sottoposto a taratura almeno una volta all’anno, necessaria per verificare la corretta funzionalità dello strumento. Strumento che, con l’uso, è soggetto a errori. Ecco perché la Corte costituzionale, nel 2015, aveva obbligato il check-up periodico di tutti gli strumenti elettronici di controllo delle infrazioni del Codice della strada. 

L’etilometro deve essere sottoposto a taratura presso uno dei centri autorizzati. Questo dice un importante precedente del tribunale di Forlì [3]. L’automobilista può verificare che tale adempimento sia stato posto in essere depositando un’istanza di accesso agli atti con cui chiede di visionare l’attestazione di taratura compiuta negli ultimi 365 giorni. E se, nel corso della causa di impugnazione della sanzione, il ricorrente adduce all’assenza del controllo e il verbale non salta fuori (in originale o in copia conforme), la sanzione amministrativa o penale diventa illegittima.

Quando scatta la guida in stato di ebbrezza?

La legge prevede quattro scaglioni per valutare l’alcol nel sangue. Nel primo si è nella legalità. Nel secondo si riceve solo una sanzione amministrativa (al pari dell’eccesso di velocità). Nel terzo e nel quarto scaglione subentra il reato di guida in stato di ebbrezza: le sanzioni sono più gravi ovviamente nell’ultimo scaglione. Ecco, nel dettaglio, quali sono le sanzioni previste dalla legge.

Tasso alcolemico fino a 0,4 grammi per litro

Chi ha un livello di alcol nel sangue entro questa soglia non commette alcun illecito. Si tratta di un bicchiere intero di vino o di una lattina di birra. Ovviamente le dosi di alcol possono variare a seconda del sesso del conducente, della corporatura, della capacità del fisico di assimilare l’alcol, della lontananza dai pasti.

Tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 grammi per litro

In questo caso si commette solo un illecito amministrativo. La sanzione consiste nel pagamento di una somma da euro 532 ad euro 2.127. Scatta poi la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi.

Tasso alcolemico tra a 0,9 e non superiore a 1,5 grammi per litro

Qui siamo già nel penale e scatta il reato di guida in stato di ebbrezza. La pena è l’ammenda da euro 800 ad euro 3.200 e l’arresto fino a sei mesi. C’è poi la sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno.

Tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro

In tutti gli altri casi, il reato contestato di guida in stato di ebbrezza viene punito molto severamente: con l’ammenda da euro 1.500 ad euro 6.000, l’arresto da sei mesi ad un anno e la sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata.

Quanto vino prima di guidare? GUARDA IL VIDEO


note

[1] Cass. sent. n. 20814/19.

[2] Cass. sent. n. 23520/2016.

[3] Trib. Forlì, sent. n. 241/2019.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Fregare l’etilometro? In un art del 2000 si leggeva: non basta aumentare il n° degli Agenti, ci vuole la tecnologia. La soluzione è mettere in atto una repressione di qualità, colpire in modo che non si possa avanzare proteste e dubbi, usando la tecnologia. Parole di un Direttore della scuola di Polizia di Stato.
    Dopo 17 anni, ma l’uso iniziò negli anni ’80, sarebbe il caso che qualcuno si prendesse la briga (almeno la Gabanelli, Report, Striscia, l’Indignato sp., magari Paragone dalla Gabbia (ora) del Senato, e tutti quei Media specialistici e no che sembra abbiano scritto sotto dettatura) di elaborare una indagine bilancio? Ed i famosi Organi di Garanzia, dove sono?
    Già dalla lettura di questo art. si può dire che questo Funzionario ha cannato. “Al di là …, esistono degli appigli legali per fregare l’etilometro”, tradotto: Esattamente come con i t-red, gli autovelox, e gli ultimi strilli quali i Tutor Minniti a 500 metri e quelli che sta cercando di legalizzare il Governo in carica (le multe automatiche): quella repressione di qualità non è una soluzione ma solo un calcolato compromesso per cui i Giudici danno un colpo al cerchio ed uno alla botte, illudono le “masse” ed il grande “business” prospera, uno con le teste piene di vuoto e l’altro con le tasche piene.
    Ecco cosa bisognerebbe indagare prima di parlare e scrivere di quanto porta a migliaia di morti/anno, la tecnologia è la panacea, è utile per tutti o è un grande “business” assistenzializzato, etilometro compreso?
    L’etilometro è a basso tasso tecnologico e non è un cecchino, però attua una repressione limitata in rapporto agli uomini impiegati e chi non è campionato è libero di andare ad uccidersi o uccidere, uomini che hanno in testa il tasso alcolemico a scapito delle comportamentalità, quelle contemplate nella Patente a punti ma scarsamente rilevate, limitata anche perché le Polizie non dovrebbero fare “repressione” ma filtrare quanto sfugge alle opere educatrici istituzionali e famigliari (ragazzi e loro genitori), appunto, non farli andare in discoteca quando dovrebbero essere a letto e fargli assimilare il grande fratello invece di Cuore (forse neanche quel Direttore sapeva che il libro Cuore era praticamente il primo Codice della strada della storia! E poi l’etilometro non è cecchino ma tra apparecchi e tarature non sfigura rispetto ai cugini tiratori.

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