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Come spendere soldi inutilmente

14 Giugno 2019
Come spendere soldi inutilmente

Quante volte è capitato di ritrovarti davanti all’estratto conto a domandarti come sia stato possibile spendere tutti quei soldi in un mese? Ecco una guida per aiutarti a capire quali possono essere per te delle spese inutili.

Spesso si perde il conto di quanto si spende oppure non si tiene conto delle piccole spese, nonostante i buoni propositi di stilare una lista delle entrate e delle uscite. In fondo a chi non piace levarsi qualche sfizio di tanto in tanto? Fare acquisti può essere decisamente gratificante e aiutare a risollevare l’umore. Il punto è: quand’è che si esagera? Qual è il punto di rottura tra il concetto di “levarsi uno sfizio” e buttare i soldi dalla finestra? Con questo articolo capirai come spendere soldi inutilmente e potrebbe esserti utile qualora volessi iniziare a ragionare su quali spese siano da tagliare per evitare esborsi inutili.

Shopping

Quando si parla di shopping, il nostro pensiero corre immediatamente all’abbigliamento e agli accessori. È forse la prima associazione mentale che facciamo in automatico. In ogni casa ci sono armadi pieni di vestiti che non vengono indossati da anni, ma che ad ogni cambio di stagione ci rifiutiamo categoricamente di buttar via perché “non si sa mai…”. Bisogna ammettere che è difficile resistere al richiamo di un abito particolare che ti fa innamorare al primo sguardo; soprattutto se il prezzo risulta allettante, siamo tentati di acquistarlo pur essendo inconsciamente consapevoli che non si avrà mai l’occasione di sfruttarlo.

Alcune star hanno addirittura dichiarato che la loro ossessione per le scarpe le porta ad acquistare modelli di numeri diversi da quello che indossano per il solo gusto di possederli. Visto che il consumatore medio non ha il reddito di una star di Hollywood, riflettendo sulle cifre utilizzate per acquistare tutti questi abiti mai indossati, ci si renderebbe conto di aver speso inutilmente troppi soldi. Tutto ciò potrebbe essere utile per prestare più attenzione al prossimo giro di shopping, comprando solo ciò che realmente serve.

Shopping firmato per i più piccoli

Altro modo inutile di spendere i propri averi, restando sempre in tema abbigliamento, è sicuramente quello di acquistare interi guardaroba composti da decine di capi firmati per i propri bambini. Questi capi, infatti, hanno vita breve; il tempo di una stagione e subito devono necessariamente essere eliminati perché il pargolo è cresciuto. Per un adulto, almeno, l’acquisto di un abito o di un cappotto di una rinomata marca potrebbe essere giustificato. Infatti, alcuni capi intramontabili non passano mai di moda e sono addirittura considerati al pari di un investimento. Al contrario, è solo una grossa perdita economica acquistare vestiti firmati per un bambino che dopo sei mesi sarà aumentato di due taglie.

Le creme miracolose funzionano davvero?

Decisamente inutile è, inoltre, spendere soldi per creme, sieri e altri prodotti costosi di marchi beauty che gridano al miracolo. Il più delle volte sono solo un concentrato di siliconi e petrolati che non fanno respirare la pelle. Quindi, dopo il primo o il secondo mese di routine maniacale ti accorgi deluso che miglioramenti non ce ne sono stati e sarebbe stato più conveniente acquistare dei principi attivi puri (al decimo del prezzo del siero super pubblicizzato).

Trattamenti estetici pericolosi

Ormai, a causa dei social, l’immagine ha sempre più importanza. La maggior parte dei modelli proposti ai comuni mortali sono così meravigliosi grazie ai filtri fotografici e Photoshop. Eppure, qualcuno ancora ci casca nell’illusione di rincorrere una perfezione in realtà inesistente.

Negli ultimi anni, infatti, vi è stato un proliferare di centri di medicina estetica che propongono trattamenti più o meno invasivi. Ce n’è davvero per tutte le esigenze. Anche molti centri estetici hanno inserito pacchetti del genere, in alcuni casi senza avere la preparazione adeguata. Nella migliore delle ipotesi, i trattamenti eseguiti da mani inesperte non produrranno i risultati sperati, ma in sfortunate circostanze questa imperizia può causare notevoli danni o lesioni al cliente. Proprio per questo, in numerose sentenze si sottolinea come lo standard di preparazione tecnica debba essere più elevato della cosiddetta media.

Tra l’estetista e il/la cliente intercorre un rapporto contrattuale e la giurisprudenza maggioritaria ravvede una responsabilità dell’operatore:

  • qualora risulti che quest’ultimo/a non abbia eseguito la propria obbligazione con la perizia e la diligenza doverose;
  • quando sussista un nesso causale tra il trattamento messo in opera e le lesioni subite.

Per la giurisprudenza di legittimità il danno estetico, nel momento in cui viene leso il diritto alla salute, tutelato costituzionalmente dall’art. 32 della Costituzione [1], può essere ricondotto alla fattispecie del danno biologico (danno non patrimoniale). Onde evitare tali problemi, occorre sempre accertarsi che i trattamenti cui ci si vuole sottoporre siano eseguiti in centri seri, muniti delle necessarie autorizzazioni e che siano eseguiti da un personale adeguatamente formato professionalmente.

L’abbonamento annuale in palestra

Vuoi conoscere un altro metodo infallibile per spendere soldi inutilmente? Iscriversi in palestra senza motivazione e convinzione. Capita a tutti! Si parte pieni di buone intenzioni per migliorare la forma fisica, si acquistano completi da fitness bellissimi, si sceglie la struttura più alla moda e si fa l’errore: l’abbonamento annuale in palestra! In fondo pensi di risparmiare. Più è duraturo l’abbonamento, più sarà basso il costo mensile dei singoli ingressi. Eppure, quanti portano avanti il loro programma di work out mese dopo mese, senza arenarsi? Ecco, appunto. Per i più, purtroppo, si tratta di soldi sprecati. Sarebbe meglio iniziare con un abbonamento mensile o trimestrale per verificarne l’effettiva frequentazione.

L’abbonamento ai mezzi pubblici

Con il medesimo spirito, armati sempre delle migliori intenzioni, si cade in un altro tranello: l’abbonamento annuale ai mezzi pubblici. Come sopra, anche questo tipo di abbonamento è più vantaggioso se copre un arco temporale maggiore. Inoltre, penserai sicuramente che favorire i mezzi pubblici rispetto all’automobile possa stimolarti a fare più moto (visto che non sfrutti l’abbonamento in palestra), senza contare che ha anche una valenza ecologica. A meno che però tu non viva a Zurigo, ti troverai in breve tempo a lottare con metro che saltano le corse, autobus che non passano mai. Stanco di ciò e per pigrizia tornerai mestamente ad utilizzare l’auto, rimpiangendo i soldi regalati all’azienda di trasporti. Ricorda, però, che sarebbe meglio combattere la pigrizia e usarli davvero i mezzi pubblici, la tutela ambientale ha bisogno anche di questi piccoli gesti.

Sei caduto nel tranello della «super car»?

Si possono anche spendere soldi inutilmente acquistando un’auto bellissima, magari un po’ più costosa di quanto ci si potrebbe permettere, ma estremamente performante e poi ritrovarsi a pagare le rate tenendola chiusa in garage per risparmiare sui costi eccessivi di carburante. Sembra assurdo, eppure capita davvero!

Gli sprechi alimentari

D’altronde il consumismo ormai è ben radicato nella nostra società e ciò porta ad accumulare tanti prodotti che poi non verranno mai utilizzati. Questo accade in tantissimi settori, ma soprattutto nel campo alimentare e cosmetico, in cui ci sono indicazioni temporali ben precise indicate sulle confezioni, oltre le quali non è consigliabile consumare ciò che si è acquistato.

Spesso, quando si fa la spesa al supermercato, si è presi dall’irrefrenabile voglia di riempire il carrello con i prodotti più disparati che difficilmente verranno consumati, ma che al momento sembrano indispensabili.

Nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione che mettono in guardia dagli sprechi alimentari, la dispensa si riempie di cibi, anche costosi ed esotici, che non verranno mai consumati. Buttare via il cibo è davvero il modo peggiore per spendere soldi inutilmente ed è quello che forse (giustamente) provoca più vergogna.

I cosmetici scaduti vanno eliminati?

Anche i cosmetici hanno una data di scadenza. Se sei un appassionato/a di prodotti beauty sai quanto sia difficile riuscire a finire la cialda di un blush o di un ombretto che sembrano durare in eterno. Puoi verificare se siano effettivamente cambiate la consistenza e l’odore, ma è sempre meglio eliminare i prodotti che vanno a contatto con gli occhi, come il mascara. La pubblicità delle case cosmetiche spinge ad accumulare sempre più trucchi pubblicizzati dalla top model o “influencer” del momento. Appena pubblicizzato un prodotto, ecco che ne esce uno nuovo e intanto il vecchio giace inutilizzato nel cassetto pieno ancora per metà. Si creano così le cosiddette make up collections tanto care alle youtubers, che mostrano intere stanze dedicate al make up, colme di cassettiere straripanti di trucchi inviati gratis dalle aziende. Ed ecco che le fan corrono a comprare (di tasca loro o dei genitori, ovviamente) le nuove palettes in tutte le gradazioni e nuove cassettiere per contenerle.

Dopo un po’, si procede con il “decutler” (che altro non sarebbe che un bel repulisti). E dunque, si riempiono interi sacchi della spazzatura di rossetti, smalti, ombretti mai usati o usati una volta e poi scaduti per un totale di centinaia di euro polverizzati.

Ossessione per gli elettrodomestici: servono davvero?

Sei un patito dei vari programmi televisivi culinari e non te ne perdi uno? Potresti, allora, cadere nella tentazione di acquistare tanti elettrodomestici che sembrano indispensabili per ricreare le ricette viste sul piccolo schermo. Sarebbe impensabile fare il pane senza la macchina del pane o il gelato senza la gelatiera sponsorizzata nell’ultima puntata. E poi, pensandoci bene, si tratta di risparmiare perché acquistando la macchina del pane da 500 euro, non dovrai più spendere quell’euro al giorno dal fornaio. Per non parlare del gelato fatto in casa o della macchina per tirare la pasta all’uovo. Sulla stessa scia si acquistano forni ideati esclusivamente per la cottura al vapore di ultima generazione, robot da cucina e tanto altro.

Sicuramente, ci sono persone che amano cucinare e davvero realizzano il pane in casa quotidianamente, ma per tanti altri si tratta dello sfizio del momento che viene accantonato dopo il primo utilizzo. In fondo, è molto più veloce andare dal fornaio sotto casa a comprare la baguette già realizzata dalle sue sapienti mani. E alla fine, con quei 500 euro della macchina del pane, potevi comprare del pane di prima qualità per cinquecento giorni.

note

[1] Art. 32 Cost. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.”


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