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Accesso agli atti: normativa aggiornata

20 Maggio 2019 | Autore:
Accesso agli atti: normativa aggiornata

Quale legge regola l’accesso agli atti amministrativi? Un cittadino può avere copia di un atto per semplice curiosità?

In Italia, il diritto di accesso del cittadino agli atti della Pubblica Amministrazione è previsto e regolato da varie leggi. C’è quella sulla trasparenza dell’azione amministrativa e introdotta all’inizio degli anni 90; c’è l’accesso civico semplice che si realizza allorquando la PA pubblica alcuni atti in quanto obbligata oppure è stato previsto il cosiddetto accesso civico generalizzato. Poi, ci sono le applicazioni che di queste leggi fanno i magistrati; vere e proprie interpretazioni delle norme in materia che diventano degli aggiornamenti di fatto delle medesime. Pertanto, potresti avere un certo dubbio: in merito all’accesso agli atti amministrativi qual è la normativa aggiornata?

Ti stai ponendo questa domanda poiché saresti interessato ad avere copia di un certo atto amministrativo senza indicare alcuna giustificazione a sostegno della tua richiesta. In particolare, la tua vera motivazione sarebbe il soddisfare una semplice curiosità. E’ possibile? Secondo un’importante decisione del Tar del Lazio [1], che sarà cura approfondire nel prosieguo di questo articolo, la risposta sarebbe negativa. Pertanto ti chiedi: quali sono i presupposti per l’accesso agli atti amministrativi? Con l’accesso civico generalizzato posso avere copia di un atto per curiosità?

Accesso agli atti: la legge 241/1990

È la prima legge in Italia che ha previsto e regolato l’accesso agli atti amministrativi. Si tratta di un accesso di natura documentale, fondato sulla presenza di un interesse specifico del richiedente. In pratica, il cittadino ha interesse ad avere la copia di un certo documento amministrativo, a differenza di altri potenziali richiedenti che nulla hanno a che vedere con un procedimento amministrativo. Tecnicamente, si dice che l’interesse del richiedente è concreto, attuale, giuridicamente tutelato e, ovviamente, collegato al documento di cui si chiede l’estratto [2].

Ad esempio, lo studente che desidera la copia del proprio elaborato di esame, per valutare la legittimità del giudizio ricevuto, può chiedere l’accesso agli atti amministrativi, ai sensi della legge 241/1990, con richiesta motivata. Se l’amministrazione non risponderà positivamente entro trenta giorni dall’istanza, essa si intenderà respinta e l’interessato potrà fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale oppure al difensore civico [3].

Accesso agli atti: l’accesso civico semplice

In questo caso, la trasparenza dell’azione amministrativa avviene mediante la pubblicazione di alcuni atti dell’amministrazione. In pratica, l’esigenza di conoscenza del cittadino è soddisfatta da questo adempimento. In tal modo, egli è informato compiutamente dell’attività realizzata dall’ente e non ha bisogno di chiedere copia dell’atto poiché è in grado di visualizzarlo sul sito dell’amministrazione coinvolta. Quest’ultima, quindi, è obbligata per legge a pubblicare alcuni provvedimenti; in caso contrario, il cittadino interessato può agire per ottenere la mancata divulgazione e, quindi, l’accesso voluto, rivolgendo istanza al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza [4].

Accesso civico generalizzato o Foia: cos’è?

Con una legge del 2016 [5], nell’ambito della riforma della Pubblica Amministrazione, è stato introdotto il cosiddetto Foia che in inglese sta per Freedom of Information Act. Attraverso questa disposizione normativa, che è andata ad integrare altra già in vigore, è stato previsto e regolato l’accesso civico generalizzato.

In pratica, attraverso questa norma il cittadino ha facoltà di conoscere dati e documenti in possesso della Pubblica Amministrazione. Il predetto accesso potrà avvenire solo a condizione che eventuali interessi pubblici (ad esempio un segreto di stato) o privati non siano compromessi dalla richiesta del cittadino.

Inoltre, la cosiddetta normativa Foia ha previsto che l’istanza rivolta all’amministrazione competente non debba essere motivata, così come è diversamente stabilito in altre ipotesi analoghe. Detto ciò, come avviene l’accesso civico generalizzato?

Accesso civico generalizzato o Foia: il procedimento

Poniamo il caso che un cittadino voglia chiedere l’accesso civico generalizzato di un documento in possesso di un istituto scolastico; in pratica, vorrebbe la copia di quest’atto. Cosa può fare? Può limitarsi a fare domanda alla scuola, ad esempio, depositandola presso l’ufficio segreteria della medesima.

A questo punto, l’istituto in questione ha trenta giorni di tempo per decidere ed eventualmente assecondare la richiesta. Se dovesse essere rigettata la propria istanza oppure se non dovesse ricevere risposta nel termine anzidetto, per contrastare il rifiuto così espresso il cittadino può fare domanda di riesame presso il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza che ha l’obbligo di comunicare la propria decisione entro venti giorni dalla richiesta, provvedendo, con adeguata motivazione, all’accoglimento o al rigetto dell’istanza. In quest’ultimo caso, il cittadino interessato, evidentemente non soddisfatto dall’esito della procedura, ha ancora la possibilità di ricorrere dinanzi al Tribunale amministrativo regionale (Tar), entro trenta giorni dal ricevimento del provvedimento di rigetto appena descritto.

Accesso civico generalizzato: è possibile per curiosità?

Leggendo quanto scritto in precedenza, hai potuto capire che l’accesso a dati e documenti della Pubblica Amministrazione può avvenire semplicemente facendo domanda all’ente competente e senza alcuna motivazione. Hai, inoltre, appreso il procedimento da seguire per soddisfare il tuo desiderio; i tempi di attesa per la risposta; gli eventuali passaggi successivi da compiere nel caso in cui la tua istanza dovesse essere rigettata. A questo punto, magari, ti è rimasto soltanto un dubbio: posso accedere agli atti e avere copia di un documento amministrativo per semplice curiosità?

A queste domande sembrerebbe abbia dato una risposta più che soddisfacente il Tar del Lazio, secondo il quale un intento come quello anzidetto non potrebbe incontrare adeguata soddisfazione. Per i giudici, infatti, non bisogna dimenticare su quali principi si fonda la cosiddetta normativa Foia: cioè il controllo dell’azione amministrativa e la partecipazione del cittadino al dibattito pubblico [6].

In quest’ottica, sostengono i magistrati, anche se l’istanza di accesso civico generalizzato non deve essere motivata, essa deve comunque fondarsi su un interesse pubblico. Per questo motivo, concludono i giudici, una richiesta del genere, basata su di un interesse esclusivamente privato, non può essere accolta.

Pertanto, alla luce di queste conclusioni, non sembrerebbe possibile ottenere un accesso civico generalizzato per semplice curiosità.

note

[1] Tar del Lazio sent. n. 7326/2018 del 02.07.2018

[2] Art. 22, co. 1 lett. b) L. 241/1990

[3] Art. 25 L. 241/1990

[4] Art. 5, co. 1 – 3 lett. d) D.lgs n. 33/2013

[5] D.lgs n. 33/2013 così come modificato dal D.lgs n. 97/2016

[6] Art. 5, co. 2 D.lgs n. 33/2013


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