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Società semplice: la responsabilità dell’ex socio

22 Gennaio 2018 | Autore:
Società semplice: la responsabilità dell’ex socio

Qual è la responsabilità dell’ex socio per i debiti contratti prima della cessione della propria quota?

Per rispondere al quesito in ordine ai profili di responsabilità dell’ex socio per le obbligazioni sociali nel caso di cessione della quota in una società semplice, bisogna fare qualche passo indietro e premettere qualcosa in ordine alle caratteristiche e al funzionamento della società semplice.

Società semplice: cos’è?

La società semplice rappresenta la forma più elementare di società di persone. La caratteristica fondamentale è data dal fatto che essa può avere ad oggetto esclusivamente l’esercizio di un’attività economica non commerciale e, quindi, viene utilizzata per l’esercizio di attività agricola. L’atto costitutivo non è soggetto a formalità particolari, ma è richiesta almeno la forma scritta a seconda dei beni conferiti nella società. La società deve essere iscritta al Registro delle Imprese e non è prevista l’esistenza di un capitale minimo.

Società semplice: come funziona?

La società semplice è caratterizzata dalla responsabilità personale illimitata e solidale di tutti i soci per le obbligazioni sociali. Con apposito patto può essere esclusa la responsabilità personale dei soci che non hanno agito in nome della società, ma il patto deve essere portato a conoscenza dei terzi, altrimenti questa limitazione di responsabilità in concreto non opera.  Nel caso in cui il creditore sociale richieda il pagamento del debito della società direttamente al socio, questo potrà richiedere al creditore che venga preventivamente escusso il patrimonio sociale, indicando i beni della società sui cui potersi agevolmente soddisfare (cosiddetto beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale). Inoltre la società semplice non è soggetta al fallimento.

L’amministrazione e la rappresentanza della società semplice spettano generalmente a ciascun socio disgiuntamente dagli altri. Tuttavia i soci, in sede di costituzione della società, possono optare per un sistema di amministrazione congiunta sia per l’ordinaria amministrazione che per quella straordinaria, oppure disgiunta solo per l’ordinaria e congiunta per la straordinaria. Inoltre è anche possibile riservare l’amministrazione soltanto ad alcuni soci.

La società, poi, si scioglie per il decorso del termine di durata, per il conseguimento dell’oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo, per la volontà di tutti i soci, quando viene a mancare la pluralità dei soci, se nel termine di sei mesi questa non è ricostituita e/o per le altre cause previste dal contratto sociale.

Società semplice: la responsabilità del singolo socio

La responsabilità personale e solidale del singolo socio che abbia agito in nome e per conto della società [1] non termina con la sua uscita dalla società. Infatti, nei casi in cui il rapporto sociale si interrompa limitatamente a un socio, questi o i suoi eredi sono responsabili verso i terzi per le obbligazioni sociali fino al giorno in cui si verifica lo scioglimento [2]. Il principio posto dalla norma è chiaro e ragionevole: il socio deve rispondere delle obbligazioni contratte nel periodo in cui ha fatto parte della società. Allo stesso modo, però, non può essere chiamato a rispondere delle eventuali passività maturate nel periodo successivo allo scioglimento del vincolo sociale. Quest’ultimo principio, però, è subordinato al fatto che dello scioglimento del rapporto sociale sia data notizia mediante pubblicazione nella sezione speciale del registro delle imprese.

In proposito, infatti, la giurisprudenza ha ritenuto che in mancanza della prescritta pubblicità, il socio receduto sia tenuto a rispondere delle obbligazioni sociali anche se sorte successivamente allo scioglimento del vincolo sociale [3].

Di recente, la Cassazione ha espressamente sancito la portata generale del regime di responsabilità del socio uscente o dei suoi eredi in caso di trasferimento di quota di società stabilendo che esso non va limitato alle sole obbligazioni di natura negoziale (ossia quelle derivanti da contratto), ma va esteso a qualsiasi genere di obbligazione, anche a quelle che hanno fonte nella legge, quali ad esempio l’obbligazione di versamento dell’Iva [4] o quella di versamento dei contributi previdenziali [5].


note

[1] Prevista dall’art. 2267 Cod. Civ.

[2] Ai sensi dell’art. 2290 Cod. Civ.

[3] Così Cass. Civ. sent. n. 774/1979; Cass. Civ., sent. n. 28115/2008.

[4] Cass. Civ. sent. n.6230 del 13.03.2013

[5] Cass. Lav., sent.  n. 8649/2010.

Autore immagine: Pixabay.com


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