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Apnea notturna: pensione invalidità

17 Maggio 2019 | Autore:
Apnea notturna: pensione invalidità

A che cosa ha diritto chi soffre di Osas durante il sonno? Quale punteggio viene attribuito a questa malattia? Che succede con la patente?

Non riesci mai a fare una notte con un sonno regolare: ti svegli di colpo con la sensazione di soffocare e le ore che dormi non ti bastano: quando ti svegli sei quasi più stanco di quando se andato a letto. Per non parlare di chi ti sta vicino: il tuo modo di russare è diventato insopportabile. Se ti accorgi di avere questi sintomi, è molto probabile che ti soffra di apnee ostruttive nel sonno. In pratica, si notte smetti di respirare con una certa frequenza, nonostante il tuo corpo cerchi disperatamente di farlo. Da lì, la stanchezza che accusi la mattina ed il russamento violento quando, per spirito di sopravvivenza, riesci finalmente a prendere aria di colpo. Le conseguenze possono essere devastanti, tant’è che questa viene considerata una malattia invalidante. Ma l’apnea notturna dà diritto alla pensione di invalidità?

La patologia presenta diversi stadi. Per quelli meno gravi, le percentuali di invalidità sono piuttosto basse, nel senso che non danno diritto ad un granché come prestazioni assistenziali se non (ed è già tanto) alla possibilità di avere gratuitamente un apparecchio che aiuta a respirare di notte. Nei casi più gravi, le apnee notturne possono provocare altre malattie ancora peggiori, soprattutto di tipo cardiovascolare. Ed è qui che subentra, come vedremo, la possibilità di ottenere la pensione di invalidità. Anche se, ovviamente, non avere questo diritto significa che stai decisamente meglio.

La diagnosi delle apnee ostruttive nel sonno, dette anche Osas, viene fatta grazie ad un esame chiamato polisonnografia. Si tratta di una rilevazione fatta con un apparecchio simile ad un holter che misura la quantità e la qualità del sonno per una notte.

Questa sindrome non è assolutamente da sottovalutare, tant’è che da qualche anno chi ne soffre può avere delle limitazioni nel rilascio o nel rinnovo della patente per il rischio che la sonnolenza provocata dalle apnee possa avere delle conseguenze fatali al volante.

Ma vediamo che cosa sono le apnee notturne, quali conseguenze hanno, quali diritti danno al paziente e se consentono di ottenere la pensione di invalidità.

Apnee notturne: che cosa sono?

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno è un disturbo che provoca la ripetuta interruzione del normale respiro durante la notte. In pratica, nel momento in cui il soggetto si addormenta, smette ad un certo punto di respirare per alcuni secondi, dopodiché riprende in maniera piuttosto brusca.

In parole povere, l’apnea funziona così. I muscoli della parte posteriore della gola che supportano il palato molle, l’ugola, le tonsille e la lingua si rilassano in eccesso e non ti consentono di respirare normalmente anche quando tenti di inspirare: le vie respiratorie si chiudono e l’aria non passa per alcuni istanti (mediamente da 10 a 20 secondi, che possono essere un’eternità).

Il tuo cervello si rende conto del problema e ti sveglia di scatto (è a questo punto che russi bruscamente) affinché tu riprenda il respiro. Si tratta di risvegli molto brevi, tant’è che uno nemmeno se ne accorge. Anche se, qualche volta, il soggetto lo avverte, specialmente quando tenta di respirare normalmente e per qualche secondo non riesce. Tenta, addirittura, di dire qualcosa per svegliare chi gli sta vicino ma, finché le vie respiratorie non sono del tutto aperte, sarà uno sforzo inutile.

Così per tutta la notte e per tutte le notti. Non è vita.

Apnee notturne: quali sono i sintomi?

Paradossalmente, l’ultima persona a rendersi conto di avere delle apnee notturne è chi ne soffre. Più facilmente se ne accorge chi gli sta vicino, perché questa sindrome è la causa, tra le altre cose, di un russamento particolarmente fastidioso.

Altri campanelli d’allarme che spesso non vengono associati al problema delle apnee ma che sono strettamente collegati sono:

  • l’ostruzione completa o parziale delle vie respiratorie;
  • i risvegli bruschi con sensazione di soffocamento e di ansia;
  • la stanchezza e la sonnolenza diurne apparentemente ingiustificate;
  • la mancanza di concentrazione;
  • il calo dei riflessi a causa della stanchezza accumulata.

In pratica, chi accusa questi sintomi di solito dà la colpa allo stress, tanto per cambiare. E questo è vero ma solo in parte. Si tratta di capire che a causare lo stress è la mancanza dell’adeguato riposo notturno proprio per colpa delle apnee. Una notte va bene, ma quando passano settimane, mesi o anni a non dormire come si deve, prima o poi si crolla. Se non, addirittura, si rischia un male peggiore.

Apnee notturne: quali sono le cause?

Ci sono dei fattori che possono influire negativamente sulle apnee notturne. I più comuni sono:

  • il peso: la maggior parte delle persone che soffrono di apnee ostruttive nel sonno hanno dei chili in più. E l’eccesso di grasso attorno alle vie respiratorie superiori non fa che impedire il regolare flusso d’aria;
  • il fumo: aumenta le probabilità di occlusione delle vie aeree;
  • l’ipertensione;
  • il diabete;
  • il fattore ereditario: chi nasce con le vie aeree più strette non è certo agevolato.

Apnee notturne: quali sono le conseguenze?

Come abbiamo detto, non bisogna sottovalutare le apnee notturne perché possono avere delle complicazioni anche molto gravi.

Tra queste, i problemi cardiovascolari causati dalla scarsa ossigenazione del sangue e del cervello. In pratica, ogni volta che c’è un repentino calo di ossigeno, la pressione sanguigna aumenta. Considera che chi soffre di questa patologia in modo severo, può contare almeno 500 apnee in una sola note e che questi episodi si ripetono ogni volta che va a letto.

Che cosa si rischia? Non è difficile immaginarlo: infarto, ictus, insufficienza cardiaca.

C’è, poi, il discorso della sonnolenza e del calo di concentrazione. Fattori che possono avere delle conseguenze serie sia al lavoro (non si rende come si deve) sia al volante: la possibilità di provocare un incidente a causa di un calo dei riflessi o di una disattenzione non è così remota.

Apnee notturne: c’è l’invalidità?

Chi soffre di apnee ostruttive nel sonno può ottenere dalla commissione Asl un massimo del 40% di invalidità. Normalmente non viene concesso un punteggio più alto, a meno che le Osas non abbiano provocato una patologia più grave, come una cardiopatia cronica. In questo caso, però, l’invalidità riguarderebbe la natura e lo stadio della cardiopatia e non le apnee. Solo se si arriva ad un 74% è possibile ottenere la pensione di invalidità, il cui importo varia a seconda del reddito.

Questo vuol dire che l’interessato avrà diritto soltanto ad avere gratuitamente dal servizio sanitario nazionale i cosiddetti aiuti e protesi. Quello più comune è la Cpap, vale a dire un apparecchio di ventilazione dotato di mascherina che va indossato al momento di coricarsi e che aiuta a respirare durante la notte. Il beneficio è duplice: da un lato, si evitano danni più gravi e, dall’altro, si lascia dormire chi si trova vicino. Con la Cpap, infatti, praticamente non si russa più.

La domanda per ottenere la Cpap va fatta all’Asl. L’Azienda sanitaria si metterà in contatto con la società che fornisce l’apparecchio, la quale, a sua volta, si occuperà di recapitarla al domicilio del richiedente e alla manutenzione semestrale o annuale della macchinetta.

Apnee notturne: posso rinnovare la patente?

Da qualche anno, la legge impone a chi soffre di apnee notturne anche in forma lieve di comunicare questo problema al medico durante la visita per il rinnovo della patente. Il medico verificherà lo stadio della malattia e, se ci fosse qualche problema, lo comunicherebbe alla commissione medica locale.

La commissione, in tal caso e con l’aiuto di uno specialista, verificherebbe se l’automobilista è ancora in grado di guidare in modo sicuro oppure no.

La patente viene rinnovata normalmente se il richiedente dimostra di poter controllare i sintomi, vale a dire la sonnolenza provocata durante il giorno dalle apnee In caso contrario, potrebbe avere il permesso di guida solo per tre anni se guida un’autovettura o per un anno se guida un mezzo pesante. O potrebbe non averla per niente.



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3 Commenti

  1. BUONASERA IL MIO NOME E UMBERTO CASSINESE VORREI SAPERE PER POTER USUFRUIRE DELLA MACCHINETTA COSA DEVO FARE FACCIOI PRESENTE CHE HO LAPNEE NOTTURNE VISTO LESITO CHE MI ANNO DIANOSTICATO PRESSO LOSPEDALE DI SAN GIOVANNIU ROTONDO E CHE IO PULTROPPO SONO ANDATO VIA PORIMA CHE MI ASEGNASE LA MACCHINETTA VORREI RIFARE LESAME DAS UNALTRA PARTE MAGARI PRESSO UNA QUALCHE STRUTURA CONSILIATA DA VOI DISTINTI SALUTI E INVIATEMI LA RISPOSTA SE POSSIBILE AL N DI CELL3487698428HO UN MESSAGGIO ALLO STESSO N GRAZIE

  2. Mi è stata diagnosticata OSAS di grado severo. Con il CPAP dormo meglio, e mi sveglio più riposato. Ho ugualmente diritto a quale percentuale di invalidità civile? E posso ancora detenere patente di guida, seppur con revisioni più frequenti di prima? Mille ringraziamenti! Cordiali saluti. Antonio Tartaglia 3381417559

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