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Risarcimento danni caduta albero condominio

17 Maggio 2019
Risarcimento danni caduta albero condominio

Caduta di pigne, rami e tronco d’albero su auto nel cortile condominiale: chi paga i danni?

Immagina di svegliarti una bella mattina e di trovare il cofano della tua auto ammaccato. Il responsabile è ancora lì, a pochi passi: si tratta di una grossa pigna, caduta durante la notte da un albero sotto i cui rami avevi parcheggiato. La pianta si trova all’interno dei recinti condominiali, ragion per cui provi a chiedere il risarcimento all’amministratore. Questi porta la questione in assemblea, ma gli altri condomini non vogliono pagarti la riparazione della macchina. A loro avviso, il colpo di vento, di intensità tale da far cadere una pigna o un ramo su un’auto, non è un fatto di cui il condominio debba rispondere. Si tratterebbe cioè, di un «caso fortuito», imprevedibile e inevitabile. Del resto, c’è già un giardiniere delegato alla manutenzione e potatura degli alberi, cosa che esime da ogni responsabilità tutti gli altri condomini. Chi ha ragione? Una recente sentenza del tribunale di Roma [1] si occupa proprio del tema del risarcimento danni da caduta di albero in condominio. Ecco cosa hanno scritto, in questo caso, i giudici della capitale.

Responsabilità condominio per danni da alberi

Il Codice civile [2] stabilisce che «Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito». Per caso fortuito si intende un fatto tanto eccezionale e imprevedibile da non poter essere evitato, con le dovute precauzioni, neanche con l’ordinaria diligenza.

La caduta di una pigna, di un ramo o di un albero non è un evento tanto eccezionale da potersi ritenere «imprevedibile». A tutti sono noti gli effetti della forza di gravità che può essere peraltro agevolata dal peso delle cose. Non bisogna essere un giardiniere o un botanico, tantomeno un fisico, per sapere che i frutti di un vegetale (ivi comprese le pigne) tanto più sono pesanti, tanto più facilmente possono cadere provocando danni. 

Ciò vale ancor di più per un ramo o un tronco d’albero che, se cade, non lo fa all’improvviso, ma a seguito di una lenta e visibile inclinazione: l’evento, quindi, può essere previsto ed evitato da un intervento tempestivo da parte del proprietario. Insomma, non stiamo parlando di danni tanto improvvisi e inimmaginabili da escludere la responsabilità del proprietario. 

Responsabilità giardiniere

Quanto alla delega di mansioni al giardiniere, il condominio assume sempre una posizione di garanzia in quanto custode dei propri beni. E, come tutti coloro che si valgono di soggetti esterni, esso è responsabile per il fatto colpevole del proprio collaboratore a cui abbia delegato determinate mansioni. Quindi, tutt’al più, l’amministratore potrà intentare un’azione di responsabilità contro il giardiniere che, seppur delegato a potare i rami o a raccogliere le pigne più pesanti prima che queste cadano, non vi abbia provveduto. In via diretta, però, nei confronti del titolare dell’auto danneggiata dall’albero, a risarcire i danni è il condominio.

La proprietà dell’albero

Condizione per chiedere il risarcimento al condominio è accertare ovviamente la sua proprietà sull’albero responsabile del danno. Nel caso esaminato dal tribunale di Roma, il giudice ha dato per certo che vi fosse il rapporto di causalità tra bene in custodia e danno, stante il fatto che l’albero si trovava nella proprietà dell’edificio. 

L’attore aveva provato che vi era il forte pericolo di caduta di grandi pigne e che questo impediva l’uso e il godimento in termini sicuri del suo giardino. 

Peraltro era agli atti la comunicazione del condominio di intervenuta potatura del tronco al dichiarato fine di mettere termine a ogni sorta di pericolo. 

Il caso fortuito che esonera il condominio dalla responsabilità

Spetta al danneggiante – nel nostro caso il condominio – dimostrare che il danno è stato determinato da un «caso fortuito» ossia da un evento imprevedibile e inevitabile. Sul punto si è già espressa numerose volte la giurisprudenza sostenendo che le forti raffiche di vento o i temporali, sia pur di intensità superiori alle medie stagionali, non possono escludere la responsabilità del proprietario dell’albero, il quale deve prevedere che, di tanto in tanto, possano verificarsi fenomeni atmosferici più intensi della media.

Solo l’evento eccezionale, come il terremoto o un tifone del tutto atipico per la zona geografica in cui si verifica, può salvare il condominio dal risarcimento. In questo caso, il proprietario dell’auto dovrà pagare da solo la riparazione del danno.

E se non si può utilizzare il proprio giardino?

Immaginiamo che un uomo, titolare di un giardino, non possa parcheggiare l’auto nei propri spazi a causa della pericolosità derivante dalla probabile caduta delle pigne dall’albero di proprietà del condominio vicino. In questo caso, dice il tribunale di Roma, il mancato utilizzo del giardino dovuto dal timore della caduta di pigne comporta la responsabilità del custode che deve risarcire il vicino.

Se l’albero è di proprietà del Comune

La proprietà dell’albero in capo al Comune o a qualsiasi altra pubblica amministrazione non cambia le carte in tavola. Secondo il giudice di pace di Marigliano [3] il Comune, quale “custode” dei beni del proprio verde urbano, è responsabile dei danni provocati da tali beni e, pertanto, deve rispondere dei danni cagionati alla carrozzeria di autovettura, regolarmente in sosta, dalla caduta di una pigna distaccatasi dal ramo di un albero.

L’ordine del Comune di tagliare i rami o l’albero

Il proprietario a cui è notificata diffida ad eliminare pigne e rami dal proprio terreno, in quanto suscettibili di determinare, secondo l’amministrazione, pericoli contro l’incolumità pubblica e privata, ha diritto di accedere alla documentazione (segnalazione e verbale di sopralluogo) che ha determinato l’attivazione del potere di controllo, ispezione e vigilanza e l’adozione del relativo provvedimento [4]. 

Del danno cagionato dalla caduta di un ramo staccatosi da un albero in un pubblico piazzale risponde l’amministrazione comunale in qualità di custode, essendo la medesima tenuta alla manutenzione dell’albero salvo che provi il caso fortuito [5].

Se i rami vengono tagliati

Una volta effettuata la recisione dei rami sporgenti, il proprietario non è responsabile per i danni cagionati dalla caduta di fogliame dal suo albero nel fondo confinante, non ricorrendo il carattere lesivo dell’evento, né la pericolosità della cosa (la pianta) in relazione all’evento dedotto, e neanche la possibilità di prevenzione dello stesso [6].


note

[1] Trib. Roma, sent. del 28.02.2019.

[2] Art. 2051 cod. civ.

[3] Giudice di pace di Marigliano sent. n. 1886/2011.

[4] Tar Napoli, sent. n. 4177/2014.

[5] Tribunale Prato sent. del 28.04.2009

[6] Tribunale Perugia 28.04.2000.


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