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Dipendente con partita Iva: quando è possibile

19 Maggio 2019 | Autore:


> Business Pubblicato il 19 Maggio 2019



In quali casi il lavoratore subordinato può mettersi in proprio senza che vi siano ripercussioni sul rapporto di lavoro dipendente?

Un dipendente può essere contemporaneamente lavoratore autonomo, cioè aprire partita Iva? Teoricamente, sì: non c’è infatti una legge che vieti espressamente al lavoratore subordinato di mettersi in proprio.

Ci sono però diverse leggi che limitano questa facoltà: se l’interessato, ad esempio, è un dipendente pubblico, nella generalità dei casi non gli è concesso il contemporaneo svolgimento di un’altra attività lavorativa, nel rispetto del principio di esclusività del rapporto pubblico [1]. L’apertura della partita Iva è concessa solo in ipotesi particolari, oppure ai docenti, al personale sanitario ed ai lavoratori con part time non superiore al 50%.

Non bisogna dimenticare, poi, anche nel caso in cui l’interessato sia un dipendente di un’azienda del settore privato, che il lavoratore subordinato ha l’obbligo di fedeltà nei confronti del datore di lavoro, e non può fargli concorrenza.

Insomma, per il dipendente con partita Iva: quando è possibile mettersi in proprio?

Vediamo quali sono le ipotesi in cui il lavoratore subordinato può aprire partita Iva senza rischiare sanzioni disciplinari, o addirittura il licenziamento, da parte dell’azienda o dell’amministrazione per la quale presta servizio.

Senza dimenticare che, in base alla legge di Bilancio 2019 [2], chi si mette in proprio col regime forfettario non può fatturare prevalentemente al datore di lavoro (col quale è in corso un rapporto, o era in corso nei 2 anni precedenti), o nei confronti di soggetti collegati.

Ma procediamo con ordine.

Posso avere la partita Iva se sono dipendente di un’azienda?

Se sei dipendente di un’azienda, o di un datore di lavoro del settore privato (ad esempio, un professionista), nessuno ti vieta di aprire una partita Iva.

Fai attenzione, però: il Codice civile [3] prevede, per i lavoratori subordinati, l’obbligo di fedeltà nei confronti del datore di lavoro. Di che cosa si tratta? L’obbligo di fedeltà consiste nel divieto, per il lavoratore subordinato, di trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza col datore di lavoro, o di recargli pregiudizio utilizzando informazioni sull’organizzazione o sui metodi di produzione dell’azienda.

In sostanza, se la tua attività coincide, anche parzialmente, con quella esercitata dal tuo datore di lavoro, questi potrebbe decidere di applicare una sanzione disciplinare nei tuoi confronti, per la violazione dell’obbligo di fedeltà, che può consistere anche nel licenziamento.

Quindi non c’è modo di aprire partita Iva? Se l’attività che svolgi è in potenziale concorrenza col datore di lavoro, puoi comunque metterti in proprio e, per non rischiare di essere sanzionato, puoi chiedergli preventivamente l’autorizzazione.

Se l’attività che andrai a svolgere in proprio non è in concorrenza col datore di lavoro, non hai bisogno di essere autorizzato, ma ricorda che ti è ugualmente vietato utilizzare informazioni sull’organizzazione o sui metodi di produzione dell’impresa.

Dipendente con partita Iva: ci sono problemi con l’orario di lavoro?

Lavori full time e vuoi aprire partita Iva, ma hai paura di incorrere in sanzioni per il superamento dell’orario di lavoro massimo? Devi sapere che, dato che il lavoratore in proprio non ha vincoli di orario, le ore lavorate in proprio non rilevano ai fini del superamento dei limiti di orario giornaliero, settimanale e mensile, né ai fini del godimento di ferie e permessi [4].

In ogni caso, chi viene sanzionato per il superamento dell’orario massimo di lavoro non è il dipendente, ma il datore; ne abbiamo parlato in: Posso avere due lavori?

Dipendente con partita Iva: ci sono problemi col regime forfettario?

Sei un lavoratore dipendente, vuoi aprire la partita Iva e vuoi avvalerti del regime fiscale agevolato forfettario, con tassazione sostitutiva del 15%? Puoi farlo, ma ricorda che non puoi fatturare, in prevalenza:

  • al tuo datore di lavoro attuale;
  • a uno dei datori di lavoro con cui hai avuto un rapporto nei 2 anni precedenti;
  • a un soggetto a questi collegato, ossia direttamente o indirettamente riconducibile al datore o ex datore di lavoro.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che [5], per stabilire la prevalenza della fatturazione nei confronti del datore o ex datore di lavoro (o del soggetto a lui riconducibile), non ha alcuna rilevanza il tempo impiegato per portare a termine gli incarichi conferiti, ma bisogna far riferimento ai compensi ricevuti: i ricavi o i compensi percepiti nell’anno dal datore (o ex datore, o soggetto riconducibile) devono risultare, cioè, superiori al 50% del totale.

Dipendente pubblico con partita Iva

Hai un rapporto di lavoro subordinato con una Pubblica Amministrazione e vuoi metterti in proprio? Ti è permesso aprire partita Iva solo in ipotesi specifiche:

  • vi sia un’apposita autorizzazione allo svolgimento dell’attività;
  • il rapporto con l’ente pubblico sia un part time non superiore ai 50%;
  • per i docenti della scuola (dietro autorizzazione del direttore didattico o del dirigente scolastico, che deve verificare la compatibilità della seconda attività con l’orario di insegnamento e di servizio);
  • per i docenti universitari a tempo determinato;
  • per il personale sanitario, sia in regime intramoenia (cioè che esercita all’interno della struttura sanitaria pubblica) o extramoenia.

Per approfondire: Il dipendente pubblico può avere partita Iva?

note

[1] D.lgs. 165/2001.

[2] L.145/2018.

[3] Art. 2105 Cod. Civ.

[4] DL 66/2003.

[5] Circolare 9/E/2019.


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