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Cosa fa l’addetto al recupero crediti e quanto guadagna

18 Giugno 2019
Cosa fa l’addetto al recupero crediti e quanto guadagna

La tutela dei crediti è una attività molto importante e molto delicata. Per questo la svolgono dei professionisti che hanno maturato una specifica competenza nel settore.

Pochi, maledetti e subito. Questo motto, molto diffuso nella tradizione popolare, sta ad indicare che quando devi avere dei soldi è meglio ridurre la tua pretesa pur di avere un pagamento immediato. Da questa frase si capisce un concetto molto semplice: è importante avere un credito, ossia il diritto di ricevere una certa somma di denaro, ma è ancora più importante riuscire ad incassare materialmente quel credito che, in caso contrario, resta un pezzo di carta di assoluta inutilità.

Per lo svolgimento di questa attività nasce l’addetto al recupero crediti ed in questo articolo cercheremo di capire cosa fa questo professionista e quanto guadagna.

In generale, si può affermare che il recupero del credito costituisce un problema davvero di proporzioni enormi se si pensa che ci sono aziende che falliscono non perché non hanno lavoro, ma proprio perché non vengono pagate regolarmente dai soggetti per i quali hanno lavorato e vanno dunque a corto di soldi in cassa.

Che cos’è il credito?

Per capire cos’è un credito, prima di addentrarci in definizioni giuridiche, facciamo degli esempio. La Banca Alfa presta del denaro a Tizio che deve comprare una nuova auto. Le parti stipulano un contratto di prestito e Tizio si impegna a restituire i soldi in rate mensili per 36 mesi. Ad un certo punto, però, smette di pagare. La Banca deve ancora riprendere da Tizio 10.000 euro. Questa somma è un credito, ossia il diritto di un soggetto di ricevere un bene (in questo caso il denaro) da parte di un altro soggetto.

Ogni volta in cui si firma un accordo per il quale una parte deve dare all’altra dei soldi, la parte che deve ricevere il denaro si dice creditore e la parte che deve pagarlo debitore.

Il credito è, quindi, un diritto. Il debito è, al contrario, un obbligo. Il problema è che spesso il debitore non fa ciò che si è impegnato a fare.

Nell’esempio che abbiamo fatto, Tizio ha ricevuto dei soldi dalla Banca Alfa e si è obbligato a renderli indietro in 36 rate mensili. Ad un certo punto, però, non ha più pagato venendo meno al proprio obbligo che si è liberamente assunto.

Che fare in questi casi?

Il recupero del credito

In queste situazioni la legge prevede una specifica procedura da seguire per il recupero del credito ossia per consentire al creditore di recuperare, forzatamente, la somma di denaro che il debitore si era impegnato a pagare ma che non ha pagato.

La procedura si compone di due fasi:

  1. la fase bonaria o pre-contenziosa: in questa prima fase il creditore cerca di recuperare quanto dovuto senza utilizzare la procedura esecutiva di legge ma in maniera bonaria. Verrà dunque inviata una lettera di sollecito al debitore con cui lo si invita a saldare il suo debito entro una certa data ed avvertendolo che se ciò non avviene si dovrà ricorrere alla procedura esecutiva di legge;
  2. la procedura esecutiva: se il tentativo di recuperare “con le buone” il credito non sortisce alcun effetto, dopo aver magari tentato di inviare ulteriori solleciti, non resta che agire per le vie legali avviando la procedura esecutiva. senza entrare troppo nel merito, si tratta di un procedimento le cui fasi sono scandite dalla legge  che prevede l’invio di una intimazione di pagamento formale, il cosiddetto precetto, e quindi il pignoramento dei beni mobili o immobili del debitore. In sostanza, si cerca di prendere dei beni di cui il debitore è proprietario, venderli e sul ricavato soddisfare il credito vantato dal creditore.

L’addetto al recupero crediti: quali competenze deve avere?

Nella prima fase del recupero crediti, quella che abbiamo definito bonaria e pre-contenziosa, si colloca una figura professionale molto importante per la sorte dei crediti delle aziende: l’addetto al recupero crediti.

Questa qualifica professionale, a ben vedere, viene spesso vista con diffidenza, ricordando la vecchia figura dell’esattore delle tasse.

In realtà occorre ricordare che oggi il tema del recupero crediti costituisce spesso una vera  e propria emergenza per le aziende e anche per gli enti pubblici. Quando, infatti, la mole dei crediti non riscossi raggiunge livelli importanti, la stessa tenuta delle casse della società o dell’ente è compromessa.

Va dunque da sé che la figura dell’addetto al recupero crediti diventa fondamentale per garantire alla società o all’ente creditore il costante flusso di denaro in cassa, che consente poi lo svolgimento di tutte le attività (il pagamento degli stipendi dei dipendenti, dei fornitori, etc.).

Nell’immaginario comune, l’attività di recupero crediti viene immaginata come un qualcosa di cinico e freddo.

In realtà, è vero l’esatto contrario.

Proprio in virtù del motto che abbiamo riportato all’inizio (pochi, maledetti e subito), i creditori sono ben consapevoli che il credito va incassato prima possibile, a costo di fare uno sconto al debitore. Statisticamente più un credito invecchia più le probabilità di incassarlo diminuiscono.

Per questo l’addetto al recupero crediti deve tirare fuori il meglio di sé, sapendo usare sia lo strumento della fermezza verso il debitore, sia quello della comprensione e del dialogo, al fine di raggiungere il risultato.

Cerchiamo, allora, di capire quali sono le principali competenze che deve possedere l’addetto al recupero crediti per poter svolgere con efficacia il proprio compito.

Le principali skills richieste sono:

  • la capacità di ascolto;
  • la capacità di essere propositivo;
  • la capacità di dialogo e, in particolare, riuscire a porre al debitore le giuste domande;
  • la capacità psicologica di comprendere le caratteristiche del debitore con cui si dialoga;
  • la capacità di risoluzione dei problemi (problem solving);
  • la proattività;
  • la capacità di gestione dello stress;
  • la capacità di non essere troppo coinvolti sul piano emotivo.

Addetto al recupero crediti: cosa fa?

Una volta indagate le principali competenze richieste all’addetto al recupero crediti, cerchiamo di capire cosa è chiamato a fare, concretamente, questo professionista nel lavoro quotidiano.

Come abbiamo detto, l’addetto al recupero crediti è una figura professionale chiamata ad agevolare ed accelerare la riscossione del credito da parte del creditore per il quale lavora.

L’addetto al recupero crediti può essere dipendente diretto del creditore oppure, più spesso, è dipendente di una società di recupero crediti, che si occupa dunque di incassare il credito per altri soggetti, che le conferiscono questo incarico.

L’addetto al recupero, concretamente, si occupa dunque di  raggiungere, o al telefono o tramite qualsiasi altro mezzo di comunicazione, i soggetti che hanno debiti verso il creditore per sollecitare il pagamento.

L’attività dell’addetto al recupero crediti varia a seconda del momento in cui tale attività si colloca. Se il credito non è ancora scaduto, l’addetto al recupero crediti si limita a ricordare gentilmente di effettuare il pagamento. Man mano che, invece, si va oltre la scadenza del credito l’attività cambia.

Quando ci si rende conto che si rischia di non prendere nulla, l’addetto al recupero crediti può anche essere autorizzato dal creditore a tentare delle mediazioni con il debitore che possono prevedere:

  • la proposta di una rateizzazione del debito in un lasso di tempo dilatato;
  • la riduzione del credito a fronte, però, di un pagamento immediato;
  • qualsiasi altro accordo autorizzato dal creditore che viene considerato utile per un recupero il più immediato possibile del credito.

L’attività dell’addetto al recupero crediti consiste, dunque, soprattutto in:

  • telefonate, mail, lettere e qualsiasi altro contatto con il debitore;
  • reportistica nei confronti del creditore per aggiornarlo sul processo di recupero crediti;
  • predisposizione di soluzioni transattive per agevolare il rientro del credito (piani di rateizzazione e/o riduzione del credito, etc.);
  • gestione delle scadenze dei pagamenti che devono effettuare i creditori;
  • redazione di decreti ingiuntivi;
  • redazione di report e statistiche sul recupero crediti;
  • intermediazioni nelle comunicazioni tra soggetto creditore e soggetti debitori;
  • aggiornamento del database relativo ai debitori insolventi;
  • raccordo con avvocati e/o altri consulenti in caso di passaggio alla fase esecutiva.

Addetto al recupero crediti: quanto guadagna?

Definire in maniera fissa e rigida il guadagno dell’addetto al recupero crediti è assolutamente impossibile. Si deve infatti tenere conto del fatto che in questa figura professionale conta molto l’esperienza e la capacità di portare risultati concreti.

Dunque, la retribuzione dell’addetto al recupero crediti dipende molto dal livello di esperienza e dall’inquadramento contrattuale che il professionista riesce ad ottenere.

Occorre considerare che molto spesso, oltre alla retribuzione fissa, l’addetto al recupero crediti ha la possibilità di ricevere anche una retribuzione variabile basata sull’eventuale raggiungimento da parte del professionista degli obiettivi di recupero del credito che gli vengono fissati.

In alcuni casi, si prevede che l’addetto al recupero crediti riceva, a titolo di retribuzione variabile, una percentuale delle somme che è riuscito effettivamente a recuperare. In altri casi, gli vengono fissati degli obiettivi di recupero del credito per periodi e se vengono raggiunti scattano dei bonus e delle premialità che possono anche consistere in ingenti somme di denaro.

Tornando alla retribuzione base, possiamo affermare che, a titolo indicativo, in Italia lo stipendio medio mensile dell’addetto al recupero crediti è quantificabile tra gli 800 euro e i 1.200 euro netti al mese.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il ruolo rivestito in azienda. In alcuni casi, infatti, l’ufficio recupero crediti prevede varie figure che vanno dai semplici addetti ai team leader e al manager di area. Evidentemente, chi riveste ruoli direttivi e di coordinamento può aspirare a stipendi molto superiori, che possono anche raggiungere 40.000 euro fino a  50.000 euro annui.


note

Autore immagine: 123rf com.


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