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Dove vivere in pensione con pochi soldi

19 Maggio 2019 | Autore:
Dove vivere in pensione con pochi soldi

Pensionati italiani e trasferimento all’estero: un fenomeno in costante crescita negli ultimi anni. Le ragioni e i principali Paesi verso i quali sta avvenendo l’emigrazione.

Stai per andare in pensione e vorresti trasferirti all’estero. Conviene rimanere in Europa o cambiare continente? Se invece, decidessi di rimanere in Italia, dove andare? Quali sono i criteri da seguire al fine di decidere il Paese nel quale vivere da pensionato? Spesso quando ancora si lavora, si immagina a come potrà essere la vita una volta andati in pensione. Le ipotesi sono molteplici: c’è chi sogna di fare il nonno per accudire i nipoti, chi di dedicarsi alle proprie passioni, chi di frequentare con più costanza gli amici di sempre e chi sogna di scappare all’estero. Si, è proprio così!

C’è chi si immagina in un posto lontano dall’Italia, preferibilmente dove è caldo tutto l’anno e i ritmi quotidiani sono più rilassati. Ma soprattutto in un luogo dov’è possibile godersi la pensione senza fare tanti sacrifici e rinunce per arrivare a fine mese. Ed ecco allora che sorge spontanea la domanda: dove vivere in pensione con pochi soldi?

Secondo quanto riportato da International Living, la migliore rivista specializzata in questo settore, i principali criteri da considerare ai fini della scelta del Paese in cui conviene trasferirsi dopo la pensione, oltre al clima favorevole sono:

  • il costo della vita più basso;
  • gli incentivi fiscali;
  • una tassazione inferiore rispetto alla nostra;
  • lo standard del sistema sanitario;
  • i servizi efficienti;
  • la lingua facile da imparare;
  • un livello di cultura e di divertimento adeguato.

Incidono anche la vicinanza all’Italia, la facilità dei collegamenti sia marittimi sia aerei nonché la possibilità di adoperare internet agevolmente per comunicare con amici e parenti.

Vediamo allora quali sono i Paesi più ambiti dai pensionati italiani, selezionati in base ai parametri sopra enunciati.

Paesi europei

Il Portogallo, si colloca la primo posto nella classifica degli Stati europei in cui hanno deciso di trasferirsi molti nostri connazionali una volta smesso di lavorare. La scelta è da ricondurre al fatto che in tale Paese possono beneficiare di una tassazione pari a 0 per i primi dieci anni se vi trascorrono almeno 183 giorni all’anno in qualità di “residenti non abituali”.

Inoltre, possono godere di un’assistenza sanitaria gratuita in strutture dallo standard qualitativo adeguato a quello degli altri Paesi europei. In Portogallo il costo della vita è inferiore rispetto all’Italia e i prezzi del mercato immobiliare sono più che competitivi: per acquistare a Lisbona un monolocale di buon livello si arriva a spendere all’incirca il 25% in meno rispetto ad uno di uguali dimensioni a Roma.

Per affittare un appartamento, invece, sono necessari dai € 300 ai € 500 al mese, comprensivi delle spese di luce, acqua e gas. Bisogna considerare per la spesa all’incirca € 300 al mese per due persone e tra gli € 8 e i € 15 procapite per mangiare al ristorante. Non va dimenticato che, attualmente, il Portogallo è stimato come una delle zone più sicure della terra con poca criminalità e ridottissime allerte internazionali e che Lisbona, nel 2018, è stata dichiarata la città dove si vive meglio al mondo.

Le Canarie ed in particolare l’isola di Tenerife, rientrano tra le mete preferite dai pensionati italiani per via del clima mite che è quasi costante tutto l’anno, aggirandosi tra i 20 e i 30 gradi. Dal punto di vista fiscale è un “piccolo paradiso” in quanto vige un regime agevolato (ad esempio l’Iva va dal 4 al 7% e non si applica ai beni di prima necessità; le tasse, che vengono calcolate sulla pensione lorda, sono molto più basse di quelle italiane).

I costi degli immobili sono altrettanto contenuti se si pensa che per l’affitto di un monolocale in centro bisogna spendere circa € 450 al mese. Anche il costo della vita è quasi la metà che in Italia: per mangiare al ristorante ci vogliono intorno ai € 15 a persona, il carburante costa € 1,00 al litro, per le utenze (gas, luce, acqua e tassa dei rifiuti) di un appartamento di 85 mq si arrivano a spendere circa € 60 mensili. Lo spagnolo poi, è facile sia da imparare sia da comprendere, essendo molto simile all’italiano, e questo facilita l’inserimento dei nostri connazionali nel Paese fin dall’inizio.

La Bulgaria è uno degli Stati europei più poveri, dove gli stipendi medi si aggirano intorno ai € 250 al mese e il costo della vita è relativamente basso. Perciò negli ultimi anni si è assistito ad una crescita del numero dei pensionati italiani che hanno scelto di trasferirsi in questo Paese. Si tratta, in particolar modo, di quelli che percepiscono una pensione tra i € 600 e i € 700 mensili, i quali qui possono comunque trascorrere una vita agiata.

Nella capitale, Sofia, un appartamento in centro può costare meno di € 500 al mese e all’incirca € 250 in un quartiere più periferico. I beni alimentari, le utenze come ad esempio il servizio elettrico, i costi dei trasporti e quelli dei divertimenti, vedi il ristorante, sono decisamente economici e alla portata di tutti.

La Romania offre molti vantaggi ai pensionati italiani che si vogliono trasferire. Basta considerare che:

  • gli affitti sono economici (un appartamento in centro città può costare fino a € 400 al mese ed in periferia circa € 100 mensili);
  • i costi delle utenze sono contenuti (in inverno quando il riscaldamento rimane costantemente accesso, si arriva a spendere intorno ai € 100 al mese, comprensivi di elettricità, gas e acqua);
  • per il cibo si risparmia notevolmente soprattutto se si consumano prodotti locali;
  • i divertimenti, come i ristoranti e i locali notturni, costano in media sui € 5,00 a persona;
  • il sistema sanitario è buono, dà diritto al medico di base gratuito e copre alcune spese mediche. I farmaci, invece, sono a pagamento, ma il loro prezzo è comunque più basso e conveniente che in Italia;
  • inoltre, la tassazione è più bassa che nel nostro Paese.

Il Montenegro può rappresentare una valida soluzione dove trasferirsi per chi va in pensione, considerato che l’affitto di un monolocale varia dai € 180 ai € 280 al mese, dipendendo la differenza, dalla vicinanza o meno alle principali città. Inoltre, le tariffe per i servizi sono molto basse ad iniziare da quella per il servizio telefonico.

La Grecia, nonostante la preoccupante situazione economica, è famosa per essere un Paese in cui vivere con pochi soldi. Oltre al clima favorevole, offre uno stile di vita rilassato, un’assistenza sanitaria efficiente, un basso tasso di criminalità e una burocrazia più semplificata rispetto alla nostra che ne fanno una delle mete preferite dai pensionati italiani.

Anche la Repubblica Ceca, la Croazia e la Macedonia rientrano tra gli Stati europei dove è possibile vivere dignitosamente e arrivare a fine mese con una pensione italiana.

Sud Italia e isole

Vi sono, poi, alcuni pensionati che hanno scelto di trasferirsi nel Sud Italia o nelle isole (Sicilia e Sardegna), attuando così una sorta di “emigrazione interna”. Questo perché in tali posti il costo della vita è più basso rispetto al Nord Italia, in alcuni casi addirittura del 50%. Basta considerare, infatti, che un affitto medio può costare € 230 mensili in Sicilia contro i € 350 delle regioni del Nord-est. Inoltre i ritmi della vita quotidiana sono più rilassati e il clima è meno inclemente durante tutto l’anno.

Paesi extra europei

Per i pensionati italiani che scelgono di trasferirsi all’estero fuori dall’Europa le destinazioni più ambite sono rappresentate dal:

  • sud est asiatico ed in particolare dalla Thailandia;
  • sud America, in Paesi come il Brasile, Panama e l’Ecuador;
  • nord Africa e più precisamente dalla Tunisia.

La Thailandia consente un tenore di vita più che dignitoso anche a chi ha una disponibilità limitata di denaro se si considera che:

  • affittare un monolocale costa meno di € 200 mensili, i quali possono arrivare a € 330 quanto più ci si avvicina al centro;
  • la spesa mensile per mangiare non supera i € 150 al mese, rimanendo anche qualche soldo in tasca per una cena per due al ristorante, il cui costo è di circa € 15;
  • per la connessione ad internet si pagano € 16 al mese;
  • i trasporti pubblici costano € 0,50 e per un litro di gasolio occorrono € 0,73.
  • i servizi sanitari sono al pari di quelli occidentali.

In Brasile il governo ha introdotto diversi incentivi per chi ha superato i 50 anni e vi si trasferisce. Il costo della vita è relativamente basso se si tiene presente che per acquistare alcuni generi alimentari di prima necessità serve pochissimo. E’ quindi, possibile vivere senza spendere molto al pari di molti brasiliani.

La sanità funziona più o meno bene anche se c’è una notevole differenza in base allo Stato o alla città dove si vive un po’ come avviene in Italia con le differenze tra Nord e Sud.

La sanità pubblica non è scarsa ma le liste di attesa sono più lunghe di quelle italiane e i brasiliani benestanti e gli stranieri sono costretti ad optare per il servizio sanitario privato, stipulando delle assicurazioni abbastanza onerose.

La criminalità è il lato negativo che più incide sulla scelta del Brasile come Paese dove trascorrere la propria vecchiaia a meno che non si decida di andare a vivere in una delle zone più tranquille, magari in qualche residence con una guardia armata che controlla la vita dei suoi abitanti. Tuttavia, il Brasile rimane una della mete più interessanti dove andare a vivere da pensionati soprattutto se non si hanno grandi pretese grazie ad un cambio favorevole.

Panama è un paradiso fiscale in quanto le tasse sono pressoché nulle ed il costo della vita è più basso rispetto a quello italiano. Un appartamento in una zona fuori dal centro si affitta per € 450 mensili, una cena al ristorante costa € 8,00 a persona e per un cinema sono sufficienti € 5,00.

L’Ecuador è un altro Paese dove si può vivere bene da pensionati anche grazie a un clima favorevole, che non supera mai i 32°sulla costa e i 23° nella Sierra. Qui, con una pensione di € 800 si può condurre una vita molto diversa dall’Italia: affittare un appartamento lussuosamente arredato a Cuenca (il centro storico di Quito) costa € 400, per i taxi si spendono in media € 2,00 e le bollette non superano i € 30 mensili.

In Tunisia c’è un regime fiscale agevolato che consente di pagare il 25% di tasse sul 20% di reddito. Dei 3.000 italiani che si sono trasferiti in questo Paese circa 200 sono pensionati ed il fenomeno è in crescente aumento.

Non occorre una pensione alta per vivere bene se si considera che l’affitto mensile di una casa di 100 mq in una città di mare, costa sui € 200, per gli alimenti si possono spendere intorno ai € 150 al mese, un taxi costa € 1,00 e con quello che rimane è possibile concedersi anche qualche cena al ristorante. L’unico aspetto negativo è rappresentato dalle strutture sanitarie: infatti anche se esiste un accordo che dà diritto all’assistenza sanitaria gratuita, gli ospedali sono da migliorare. Pertanto, conviene scegliere città con cliniche private che hanno comunque costi accessibili.



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7 Commenti

  1. Buongiorno. Articolo interessante. Un chiarimento, quale importo sarebbe la Pensione in Italia di riferimento? €. 800, 1000, 1200. 1500…..mensili netti? Grazie.
    Cordiali saluti.

    1. Se sei un pensionato INPS avrai, per una residenza di almeno 6 mesi ed un giorno, la pensione al lordo. Se invece sei un pensionato Inpdap avrai, purtroppo, la pensione sempre netta a meno di non andare in Tunisia, Australia, Senegal (.. e qualche altro paese).
      I pensionati pubblici, infatti, per motivi avvolti dalla solita follia giuridica italiana, se decidono di emigrare nella stragrande maggioranza dei paesi continuano a pagare le tasse anche in Italia!

  2. ma come in Portogallo si parla spagnolo?
    ma chi scrive questi articoli che cultura ha? è laureato? anche il linguaggio è molto essenziale…

    1. Ciao Mauro, Tenerife è un’isola situata nell’oceano Atlantico, appartenente alla Comunità autonoma delle Isole Canarie, Spagna. Pertanto, non rientra nel territorio del Portogallo. La lingua ufficiale è lo spagnolo (castigliano) anche se ma l’accento e il dialetto degli abitanti delle Isole Canarie si avvicina di più allo spagnolo parlato nei Caraibi e nei paesi dell’America del sud, che è molto diverso dallo spagnolo della Spagna continentale. Si parla anche l’inglese,il francese, e molti comprendono pure il tedesco e l’italiano.
      La Legge per tutti è un sito rivolto a tutti i tipi di lettori e quindi, volutamente il linguaggio è essenziale.

    2. porteghese ma comunque molto simile, e comprensibile più del germanico dell’arabo del turko dell’inglese del cinese etc etc suvvia non essere pignolone.

  3. se mi trasferisco all’estero per sei mesi e un giorno l’inps dovrebbe elargirmi la pensione detassata pertanto se ora prendo 750 euro mensili dopo quanto sarà aumentata ?
    dopo questa tiritera l’aumento della pensione sarà stabile o verrà tassato come prima?

    Resta inteso che le pensioni dei politici sono al sicuro.

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