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Bonus Inps donne disoccupate

19 Maggio 2019 | Autore:
Bonus Inps donne disoccupate

Incentivi assunzione donne lavoratrici: quali sono? Bonus donne disoccupate: cos’è e quali vantaggi comporta? Chi può accedere agli sgravi contributivi?

La legge italiana tutela la donna non soltanto dalla violenza di genere, proteggendola dagli abusi e dai maltrattamenti degli uomini, ma anche dalla disparità nell’ambito lavorativo. È un dato incontestabile, infatti, che il mondo del lavoro sia ancora troppo orientato verso il genere maschile che, a volte con prepotenza e arroganza, lo fa da padrone. Per porre un argine al divario che separa i due sessi, il legislatore italiano ha ideato una serie di misure che possano incentivare l’assunzione delle donne: tra queste, una delle più importanti è il bonus Inps donne disoccupate. Cos’è? Chi può richiedere questo beneficio? In cosa consiste? Se ne vuoi sapere di più sull’argomento, ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme a chi si rivolgono gli sgravi fiscali e gli incentivi per l’assunzione delle donne.

Bonus donne disoccupate: cos’è?

Tra gli strumenti legislativi che l’ordinamento giuridico italiano prevede a favore delle donne compare innanzitutto il cosiddetto bonus Inps donne disoccupate. Si tratta di un incentivo di tipo contributivo elargito dall’Inps a favore di tutte le aziende che assumono donne disoccupate da almeno sei mesi.

Il beneficio fu introdotto per la prima volta dalla ben nota legge Fornero [1] e poi prorogato costantemente nel tempo fino ad oggi. Come detto, si tratta di un’agevolazione contributiva e non di un contributo economico: in altre parole, lo Stato non elargisce una somma di danaro, ma offre una riduzione contributiva del 50 % sulla retribuzione che le aziende danno alle donne disoccupate da almeno sei mesi, con lo scopo di incentivare l’assunzione di genere soprattutto nelle aree economicamente svantaggiate del Paese.

Bonus Inps per le donne disoccupate: a chi spetta?

Più nel dettaglio, il bonus Inps donne disoccupate è destinato a tutte le imprese che assumono lavoratrici che non percepiscono un regolare stipendio da almeno sei mesi, purché esse siano residenti nelle aree svantaggiate d’Italia, così come indicate in un apposito decreto ministeriale [2].

Rientrano nelle zone svantaggiate e, pertanto, hanno diritto al bonus Inps tutte le donne disoccupate che abbiano la residenza, tra l’altro: in Campania, in Basilicata, in Calabria, in Puglia e in Sicilia, nonché in alcune determinate zone del centro nord, tra cui le province di Ferrara e Piacenza, ma anche aree specifiche delle Regioni più ricche, come il Veneto e la Lombardia.

Non ci sono, invece, limiti di età: il bonus donne disoccupate spetta a tutte le aziende che assumono una lavoratrice a prescindere dalla sua età anagrafica. Lo sgravio contributivo spetta tanto alle grandi imprese quanto alle piccole, compresi i datori di lavoro privati.

Quanto dura il bonus donne disoccupate?

Il bonus Inps donne disoccupate, ovviamente, non è una misura a tempo indeterminato, nel senso che il datore di lavoro non può beneficiarne senza limiti: secondo la legge, lo sgravio contributivo ha una durata massima di dodici mesi nel caso di assunzioni a tempo determinato o in somministrazione, mentre è pari a diciotto mesi, nelle ipotesi di contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Il beneficio contributivo può essere prorogato a diciotto mesi nel caso in cui il rapporto di lavoro, sorto inizialmente a tempo determinato, venga trasformato a tempo indeterminato, purché entro i limiti della scadenza del beneficio.

Facciamo un esempio. Ipotizziamo che tu sia stato assunto per sei mesi con contratto a tempo determinato, con il datore di lavoro che ha beneficiato dell’incentivo per tutto il periodo. Alla scadenza del contratto il rapporto di lavoro viene trasformato in contratto a tempo indeterminato: il datore può beneficiare della riduzione contributiva del 50% per altre dodici mensilità.

Come richiedere il bonus donne

Il bonus Inps donne disoccupate non viene concesso automaticamente dallo Stato: perché se ne possa beneficiare, occorre che il datore di lavoro che abbia assunto una donna disoccupata da almeno sei mesi che sia residente in una delle aree svantaggiate d’Italia come per legge inoltri apposita domanda all’Inps, utilizzando l’istanza disponibile nel Cassetto previdenziale aziendale, cioè nell’area virtuale all’interno della quale il datore di lavoro può trovare una serie di informazioni, tra cui la propria regolarità contributiva, le aziende collegate, ecc.

Inoltrata la domanda, l’Inps si attiva per verificare la regolarità dell’istanza e, nello specifico, la sussistenza di tutti i requisiti necessari affinché il bonus donne disoccupate possa essere concesso, e cioè che:

  • la donna assunta non lavori da almeno sei mesi;
  • ella sia residente in una delle aree svantaggiate del Paese.

I controlli dell’Inps sul bonus donne disoccupate

Mentre il secondo tipo di controllo (quello sulla residenza) risulta senz’altro semplice, bisogna intendersi sul primo requisito. Quando una donna è priva di impiego da sei mesi? Lo è quando, nell’arco di tempo indicato, ella:

  • non ha avuto alcun tipo di rapporto di lavoro subordinato;
  • non ha svolto attività lavorativa autonoma, lavori co.co.co oppure a progetto, dai quali sia derivato un reddito pari o superiore al reddito minimo personale annuale.

L’Inps, inoltre, valuterà anche i requisiti del datore di lavoro: in particolare, quest’ultimo deve essere in regola con la normativa che tutela la sicurezza sul lavoro e, soprattutto, con il Documento di Valutazione Rischi (DVR), il prospetto che racchiude rischi e misure di prevenzione per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, obbligatorio per tutte le aziende con almeno un dipendente.

Quali sono gli altri bonus l’assunzione delle donne?

Il bonus Inps donne disoccupate di cui abbiamo appena parlato non è l’unico incentivo all’assunzione delle donne lavoratrici. Ed infatti, possono beneficiare della riduzione contributiva del 50%, per un periodo da dodici a diciotto mesi, i datori di lavoro che assumono:

  • donne over 50 disoccupate da oltre dodici mesi;
  • a prescindere dall’età, donne che abbiano una professione o appartengano ad un settore economico caratterizzato da un’accentuata disparità occupazionale di genere [3], oltre ad essere prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  • indipendentemente dall’età, del settore di appartenenza e della zona di residenza, sia priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi.

Anche in questi casi, il bonus assunzione donne si concreta in uno sgravio contributivo pari al 50% a favore del datore che effettua l’assunzione. Come detto, questo incentivo ha una durata che varia da dodici a diciotto mesi, a seconda della tipologia dell’assunzione:

  • per le assunzioni a tempo indeterminato, la riduzione contributivo vale per diciotto mesi;
  • per le assunzioni a tempo determinato, il bonus è valido per dodici mesi.

Nel caso di rinnovo di un contratto a tempo determinato si può beneficiare dello sconto contributivo residuo, ma complessivamente non si può comunque superare il limite di dodici mesi.

Quando il bonus donne non può essere concesso?

Affinché il datore di lavoro possa beneficiare del bonus donne disoccupate è necessario che la lavoratrice venga assunta con contratto a tempo determinato o indeterminato, indipendentemente se part-time o full-time.

Ci sono però delle lavoratrici per cui non è possibile richiedere il bonus assunzioni: ad esempio, le colf e le badanti ne sono escluse, visto che l’incentivo non spetta per i rapporti di lavoro domestico. Il bonus non si può utilizzare neppure per i rapporti di lavoro intermittente, ripartito o accessorio.


note

[1] Legge 28 giugno 2012, n. 92.

[2] D.M. 27 marzo 2008.

[3] Decreto Interministeriale del 28 novembre 2018.

Autore immagine: Unsplash.com


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