Diritto e Fisco | Articoli

Impugnazione della sanzione disciplinare: l’arbitrato

19 Giugno 2019 | Autore:
Impugnazione della sanzione disciplinare: l’arbitrato

Impugnare una sanzione disciplinare: l’arbitrato può essere una valida soluzione al ricorso in tribunale. E’ meno costoso e richiede tempi più brevi; inoltre, per tutta la durata del procedimento, la sanzione rimane sospesa.

Hai ricevuto una sanzione disciplinare che ritieni illegittima. Infatti, l’azienda non ha rispettato la procedura prevista dalla legge per la sua irrogazione; oppure ti è stata comminata per fatti che ritieni di non aver commesso o comunque che consideri non tanto gravi da meritare una punizione. Il nostro ordinamento prevede che tu possa contestare la sanzione disciplinare impugnandola davanti al giudice, facendo una causa ordinaria contro l’azienda oppure promuovendo un tentativo di conciliazione dinanzi all’Ispettorato del lavoro (e se questo non avrà esito positivo, facendo comunque causa all’azienda), o ancora promuovendo un procedimento di arbitrato. Quest’ultima opzione è spesso prevista anche dai contratti collettivi di categoria. L’arbitrato è, infatti, un procedimento che si svolge presso l’Ispettorato del lavoro, in tempi più brevi e con costi più ridotti rispetto ad una causa in tribunale. Vediamo allora come si svolge l’impugnazione della sanzione disciplinare con l’ arbitrato

Come inizia un arbitrato

Ti è stato contestato per iscritto dall’azienda un comportamento contrario ai tuoi doveri. Entro almeno cinque giorni, hai fornito le tue giustificazioni, ma il datore non le ha accettate e ti ha comunicato, sempre per iscritto, la sanzione disciplinare.

Tu non la ritieni giusta oppure ti è stata inflitta senza rispettare la procedura poco sopra descritta (contestazione, giustificazioni, sanzione), dunque la vuoi impugnare e contestare.

Entro venti giorni dall’irrogazione della sanzione, puoi allora presentare ricorso presso gli uffici dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, anche tramite un rappresentante dell’associazione sindacale a cui appartieni o a cui hai conferito apposito mandato, oppure facendoti assistere da un avvocato.

Le sanzioni che puoi impugnare mediante procedimento arbitrale sono il rimprovero verbale, il richiamo scritto, la multa pari al massimo a 4 ore di retribuzione e la sospensione dal lavoro o dalla retribuzione per un massimo di dieci giorni.

Si ritiene, invece, che non possa essere oggetto di lodo arbitrale il licenziamento, anche se non c’è un vero e proprio divieto in tal senso e può accadere che talvolta anche il licenziamento possa essere oggetto di questo procedimento.

Per tutta la durata dell’arbitrato, la sanzione disciplinare rimane sospesa, diversamente da ciò che accade impugnando invece la sanzione in tribunale dinanzi al giudice.

L’arbitrato presso l’Ispettorato del lavoro: nomina del collegio e procedimento

Nell’ambito del procedimento arbitrale, la legittimità della sanzione impugnata viene valutata da un collegio, composto da un funzionario dell’Ispettorato del lavoro individuato dalle parti di comune accordo o istituito d’ufficio, un rappresentante scelto dal datore di lavoro e un rappresentante scelto dal lavoratore.

Ricevuta la convocazione dinanzi al collegio arbitrale, se il datore di lavoro non provvede entro dieci giorni alla nomina del proprio rappresentate in seno al collegio, la sanzione decade e non ha più alcun effetto.

In alternativa, sempre entro dieci giorni, il datore può adire l’autorità giudiziaria e la sanzione resta comunque sospesa fino al termine del giudizio. Anche il lavoratore può rivolgersi al giudice dopo essersi rivolto all’Ispettorato del lavoro, ma solo fin quando non sia stato nominato il collegio.

Nominato il collegio, viene fissata una data per la convocazione delle parti; queste hanno facoltà di presentare memorie o difendersi oralmente.

Il collegio tenta la conciliazione tra le parti e, se questo non riesce, sulla base degli elementi di prova acquisiti, svolge l’istruttoria del procedimento e cioè valuta i documenti prodotti e sente eventuali testimoni.

Il lodo

Istruita la vertenza, il collegio decide pronunciando un lodo (ossia una decisione), con cui può confermare, modificare o revocare il provvedimento sanzionatorio.

Questo lodo, che ha tra le parti l’efficacia di una sentenza, può essere impugnato davanti all’autorità giudiziaria solo per invalidità della convenzione arbitrale o delle nomine degli arbitri, violazione delle regole previste dalle parti e violazione del principio del contraddittorio.

Nel lodo vengono indicate anche le competenze spettanti al collegio arbitrale che saranno tanto più elevate, quanti più incontri e attività sarà stata svolta dagli arbitri.

Il pagamento del compenso sarà o a carico di entrambe le parti (generalmente in caso di conciliazione), oppure a carico della parte soccombente.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube