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Regole condominiali rumori

23 Giugno 2019 | Autore:
Regole condominiali rumori

Immissioni di rumori in condominio: quali sono le regole da rispettare? Cosa fare se il regolamento non prevede le fasce di silenzio? Cosa dice la Cassazione?

Il condominio è quell’edificio in cui sono presenti, allo stesso tempo, aree di proprietà comune e zone di proprietà esclusiva: le prime sono le aree condominiali (scale, ascensore, cortile, ecc.), di cui chiunque può godere purché ne consenta l’utilizzo anche agli altri; le seconde, invece, si identificano con gli alloggi di cui ogni inquilino è proprietario. Il problema della vicinanza forzosa tra proprietari si traduce molto spesso in litigi che non poche volte diventano contenziosi giudiziari veri e propri. Tra le cause principali di tali diatribe v’è il problema delle immissioni rumorose. Quali sono le regole condominiali per i rumori? Quando le lamentele del vicino di casa sono ingiustificate e quando, invece, sono pienamente fondate? Qual è la fascia di silenzio da rispettare? Proprio di questo argomento vorrei parlarti. Se sei interessato, prosegui pure nella lettura: vedremo in modo semplice e chiaro le basilari regole condominiali che disciplinano i rumori.

Immissione di rumori in condominio: quali regole?

Le regole condominiali sui rumori, generalmente, sono stabilite all’interno del regolamento condominiale, cioè nell’atto che rappresenta lo “statuto” del condominio, la sua costituzione, ove è possibile trovare i dettami fondamentali che tutti devono rispettare.

Pertanto, se l’inquilino del piano superiore fa rumore con l’asciugacapelli in piena notte, oppure trascina i suoi mobili nel primo pomeriggio, per capire se il suo comportamento è legittimo o meno dovrai consultare e regolamento e cercare quali sono le fasce di silenzio previste.

Regole sui rumori in condominio: può decidere l’assemblea?

Nel caso in cui il regolamento condominiale taccia sulle regole condominiali sui rumori, a questo vuoto è possibile porre rimedio con una delibera assembleare. In altre parole, se nessuna fascia di silenzio è prevista all’interno del regolamento, i condòmini, rispettando le regole previste per la validità della composizione assembleare e della sua decisione, possono stabilire quali debbano essere gli orari in cui non è possibile produrre rumori molesti.

Fasce di silenzio in condominio: quali sono?

Di norma, quando previste all’interno del regolamento oppure votate dall’assemblea, le fasce “protette”, cioè quelle in cui è vietato fare rumore, vanno dalle 14 alle 16 e dalle 21 fino al mattino, verso le otto circa.

In queste ore, quindi, è assolutamente vietato arrecare disturbo ai propri vicini e, pertanto, è preferibile rinviare ad orario diverso il compimento di alcune operazioni, tipo lo spostamento del mobilio, l’accensione degli elettrodomestici più rumorosi oppure l’esercizio con strumenti musicali (chitarra, pianoforte, ecc.).

La violazione degli orari condominiali può essere sollevata in sede di assemblea al fine di chiedere la cessazione del disturbo arrecato e il ripristino del rispetto delle regole comuni.

Rumori condominio: che fare se non sono previste regole?

Come comportarsi nel caso in cui le regole condominiali sui rumori non siano previste, né dal regolamento né da alcuna delibera assembleare? Quali saranno le fasce di silenzio da rispettare? Ebbene, in un caso del genere non significa che si è liberi di poter provocare immissioni rumorose senza limiti, ma semplicemente che bisognerà adeguarsi alle comuni norme dettate dal buon senso.

Se il regolamento condominiale non prevede nulla a riguardo dei rumori, dovrai comunque attenerti alle più comuni fasce di silenzio, le quali corrispondono a quelle che ti ho indicato nel paragrafo precedente: in pratica, dovrai essere particolare attento a non disturbare il riposo delle persone nelle prime ore del pomeriggio e in orario serale, per tutta la notte e fino alle prime ore del mattino successivo.

Ovviamente, in assenza di un regolamento o di una delibera che indichi in modo preciso quali sono le fasce di silenzio, sarà più difficile chiederne il sanzionamento in sede assembleare.

Rumori in condominio: sono leciti se non ricadono nelle fasce di silenzio?

Abbiamo detto che le regole condominiali sui rumori sono normalmente stabilite all’interno del regolamento condominiale o, in assenza, dall’assemblea; se neanche quest’ultima dovesse aver provveduto, allora occorre fare riferimento alle normali regole del vivere civile e, pertanto, rispettare ugualmente gli orari solitamente adibiti al riposo delle persone.

I rumori dei vicini potrebbero comunque essere illeciti anche se causati durante orari diversi da quelli destinati al silenzio. Mi spiego meglio: urlare a squarciagola alle dieci del mattino costituisce un comportamento censurabile anche se posto in essere in un orario che non rientra nella “fascia protetta”. Questo perché, al di là di ogni regolamento condominiale, le norme del codice civile vanno sempre rispettate.

Nello specifico, la legge vieta le immissioni di qualsiasi natura (di suoni, di fumi, di calore, ecc.) quando esse siano intollerabili [1]. Da tanto deriva che nessuno può infastidire gli altri vicini con i propri rumori insopportabili, a prescindere da qualsiasi orario.

Allo stesso modo, la fascia di silenzio non significa che in casa non ci si può neanche muovere per timore di svegliare l’inquilino del piano di sotto, ma semplicemente che bisogna astenersi dal compiere attività che, per la loro natura “rumorosa”, debbono essere compiute in altro tempo.

Rumori in condominio: quando sono sanzionabili?

Questo criterio improntato all’elasticità e al buon senso è stato sposato anche dalla Corte di Cassazione, la quale ha sostenuto che, per comprendere se un rumore è intollerabile o meno e, di conseguenza, per comprendere se esso è punibile, occorre fare riferimento alle condizioni naturali e sociali dei luoghi e alle abitudini della popolazione [2].

La Suprema Corte ha quindi stabilito che, ai fini della valutazione dell’immissione rumorosa, la violazione dei regolamenti comunali e condominiali è solamente indiziaria: ciò che conta è che, in concreto, il rumore sia intollerabile per una persona comune. Nella sentenza appena citata, la Cassazione riteneva che il rumore prodotto dalla lavatrice durante il tempo della centrifuga, seppur superasse i decibel stabiliti dalla legge, non fosse idoneo a cagionare un danno rilevante: in altre parole, l’immissione non poteva essere intollerabile.


note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 22105 del 29.10.2015.

Autore immagine: Pixabay.com


1 Commento

  1. -… Dato che per me i rumori condominiali sono quasi una “fissa” sia per forma mentis sia perché NON sopporto nessun rumore inutile e meno che mai i rumorii emulativi, cioè fatti al solo scopo di dare fastidio, permettetemi di integrare il – more solito – vostro validissimo articolo integrandolo con un suggerimento: sarebbe ora che i condòmini – TUTTI I CONDòMINI – si conciliassero con l’idea di mettere sotto tutti i mobili, le sedie, i tavoli di casa i cosiddetti “feltrini” (pezzi di feltro con sotto un adesivo) in modo tale che chiunque, indipendentemente dal fatto che uno faccia “traslochi” in casa una volta ogni cent’anni o dieci volte al giorno, abbia la necessità di fare questi spostamenti, EVITI ACCURATAMENTE DI ROMPERCI I TIMPANI. Sull’argomento ho una nutrita casistica!!! E non ditemi che sono cavilloso… Vivere a contatto con l’inciviltù dilagante e imperante è spossante… PROVARE PER CREDERE…

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