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I vantaggi dell’Unione Europea per l’Italia

23 Maggio 2019
I vantaggi dell’Unione Europea per l’Italia

Le leggi europee che hanno fatto bene all’Italia e che hanno cambiato in meglio il nostro Paese.

Anche se non accenna a diminuire la protesta dei sovranisti contro l’Europa, è indubbio che l’Unione Europea abbia avuto – e tutt’ora comporti – enormi vantaggi per il nostro Paese e per tutto il continente. Il primo e più evidente è, di certo, l’averci sottratto a ulteriori e sanguinose guerre. Non bisogna dimenticare infatti che proprio dall’Europa sono partiti i due più terribili conflitti mondiali e, ancor prima, Stati come Francia, Inghilterra, Germania, Italia, Spagna, Grecia, Austria ed ex Jugoslavia si sono dati battaglia sino alla decimazione della popolazione. Pensare oggi che la Francia o la Germania possano invadere l’Italia e costringerci a imbracciare i fucili, a mandare in guerra i nostri figli, è quasi fantascientifico. Ma se ciò è vero, è solo per merito dell’Unione. E di questo dobbiamo ringraziarla.

I vantaggi dell’Unione Europea per l’Italia non si fermano qui. Si può anche dire che la guerra, da militare, è ormai diventata economica, ma neanche questo è vero. Le politiche protezionistiche degli Stati europei sono vietate e il mercato è diventato “unico”. Non esistono guerre economiche tra le nazioni aderenti all’Ue, tanto è vero che eventuali restrizioni al commercio vengono duramente sanzionate. Così, tanto per fare un esempio, è lontana la guerra del vino tra produttori italiani e francesi così come tutte le restrizioni all’import-export. Se, quando vai a comprare una macchina, puoi scegliere tra modelli economicamente molto più convenienti e performanti rispetto alle nostre case produttrici è grazie all’abolizione di dazi e dogane.

Le libertà fondamentali degli europei

Quando parliamo di vantaggi dell’Unione Europea per l’Italia dimentichiamo l’aspetto fondamentale: la libertà di stabilimento e di circolazione. Ogni cittadino dell’Ue può liberamente varcare gli ex confini senza limiti, passando dall’Italia alla Francia o alla Germania senza essere soggetto a controlli o restrizioni. Se l’Italia uscisse dall’Europa unita, noi saremmo per i tedeschi quello che sono i libici per l’Italia: extracomunitari. E probabilmente saremmo respinti alle frontiere con la stessa intransigenza con cui noi oggi mandiamo via gli immigrati. Se ti sembra un problema anacronistico, sappi che l’emigrazione dall’Italia non è mai finita: ogni anno 250mila nostri connazionali varcano le Alpi per cercare nuovi lavori e opportunità all’estero.

Senza dimenticare che, sempre grazie alle famose “quattro libertà” previste dai trattati della Comunità Europea, oltre alla libertà di circolazione delle persone, è prevista anche la libera circolazione delle merci (possiamo esportare i nostri prodotti senza barriere doganali), la libera prestazione di servizi (possiamo andare a svolgere le nostre attività all’estero), la libera circolazione dei capitali (possiamo mettere i nostri risparmi nelle banche tedesche o acquistare titoli stranieri, molto più sicuri di quelli italiani). Se uscissimo dall’Europa, tutte le aziende presenti nel nostro territorio che intendono fare affari con il resto degli Stati Membri uscirebbero in un solo secondo (come sta succedendo in Gran Bretagna ed era successo, in Spagna, con il tentativo della Catalogna). Risultato: milioni di posti di lavoro in meno. Torneremmo ai campi.

Il potere di stampare denaro e l’inflazione

Uno dei cavalli di battaglia dei “sovranisti” contrari al processo di integrazione riguarda la rinuncia al potere di battere moneta cui gli Stati hanno acconsentito per stare nell’Unione: in altri termini l’Italia – così come tutti gli altri Paesi – non può più stampare nuove banconote per far fronte ai debiti. Chi vede questa come una limitazione ha scarse conoscenze sia economiche che della storia. Battere moneta – pratica usata dagli Stati prima per finanziare le guerre e poi per alimentare l’indebitamento con banche e privati – ha un solo macroscopico effetto: l’inflazione. Aumentare la moneta in circolazione significa togliere valore a quella già in possesso delle famiglie. Più aumentano i soldi meno vale il singolo “biglietto”. Ecco perché i firmatari dei patti comunitari hanno ritenuto, nel proprio e collettivo interesse, di dover rinunciare a questo potere. Chi non crede ai tecnici, può credere al passato: abbiamo avuto periodi, come nel 1940, in cui l’inflazione – proprio per giustificare le grosse spese statali – ha raggiunto il 16,69%. Nel 1974, ben lontano dalla grande guerra, avevamo un’inflazione al 19,45%: questo significa che, alla fine di un anno, il tuo conto in banca valeva il 20% in meno. È come se, a gennaio, avessi mille euro in banca e a dicembre solo 800. Negli anni ‘80 – i famosi anni del boom – abbiamo avuto una politica espansiva da capogiro toccando soglie del 21,14%. Da quando invece c’è l’Ue restiamo sempre tra il 4 e l’1%. Vuol dire che i nostri risparmi sono salvi. Se dovessimo uscire dall’Euro, invece, in un solo momento tutti i nostri conti correnti sarebbero super-svalutati per perdere ogni anno ulteriore valore.

L’Europa: una facile preda delle altre nazioni

Spesso, nel pensare a una disgregazione dell’Europa, si ragiona come se esistessero solo gli europei. E invece non è più così. Oggi ci sono potenze economiche e militari molto più forte di quelle che esistevano in passato. Se l’Europa si disgregasse, gli italiani e tutti gli altri europei diverrebbero facile preda di Cina, India, Stati Uniti, Russia, islamici. Gli stessi africani, dai quali oggi l’Italia vuol difendersi, vedrebbero l’Italia come un terreno di conquista. Questo dovrebbe spingere tutti a rafforzare l’unione europea e non a indebolirla.

Le leggi europee a favore delle famiglie

Non è tutto. Le leggi europee che hanno fatto bene all’Italia sono numerosissime. Grazie all’Unione Europea le famiglie sono molto più tutelate: esiste un codice del consumo che nessuno dei nostri Governi ha mai voluto attuare per salvaguardare le lobby dei grandi produttori. Se sappiamo cosa mangiamo, se possiamo tracciare la filiera della produzione degli alimenti, se conosciamo gli ingredienti dei cibi preconfezionati e se vengono fatti costanti controlli sugli allevamenti è solo merito dell’Ue: prima dell’integrazione l’Italia non aveva una politica di controllo dei prodotti al consumo.

Oggi i giocattoli sono più sicuri grazie al marchio CE e non esistono più bambini che rimangono feriti o lesi a vita come succedeva un tempo.

Esiste un codice della privacy che ci tutela contro i big data e le new company del web: la legge che difende la nostra riservatezza deriva dall’Europa e non dal Parlamento italiano.

Dovremmo vedere il numero di leggi che emanano le nostre Camere per capire in quale stasi legislativa stagna il legislatore italiano. Le uniche norme a tutela del singolo e della famiglia sono quasi sempre attuazioni di regolamenti e direttive comunitarie senza le quali il nostro sarebbe un mercato selvaggio.

Non ti basta? I vantaggi dell’Europa per l’Italia non finiscono qui. Se i nostri ragazzi possono studiare all’estero grazie all’Erasmus, se le nostre università hanno fondi per la ricerca, se le zone depresse dell’Italia conoscono la possibilità di investire in strutture, è solo grazie ai fondi dell’Ue.

Le leggi a favore della concorrenza e dell’ambiente

I cartelli anticoncorrenziali sono stati abbattuti grazie alla politica antitrust dell’Europa. Il Parlamento europeo ha liberalizzato i mercati dell’energia e del telefono: senza di ciò noi avremmo ancora il monopolio statale con bollette incontrollabili ancorate ancora al tempo di chiamata sulle telefonate nazionali. Non esisterebbero i cali dei prezzi. Cali che hanno riguardato anche le compagnie di trasporto aereo e ferroviario. Se possiamo scegliere tra numerosi voli low-cost è solo grazie all’Europa. Se gli operatori telefonici ci fanno pagare 10 euro al mese per tariffe flat è solo grazie all’Europa. Il nostro Parlamento, al contrario, è sempre stato sensibile alla tutela dei grandi interessi.

Non ti basta? I vantaggi dell’Unione Europea per l’Italia riguardano anche l’ambiente. Bruxelles ha introdotto direttive rigide contro chi sporca. E se credi che il nostro fosse, già prima, un Paese pulito, sappi che sono diciassette le procedure di infrazione ancora aperte contro l’Italia.

Che ne sarà dell’Europa senza l’Europa?

Ora prova a chiudere gli occhi e a cancellare tutto ciò che ti ho appena elencato in questo articolo. Pensa a un’Europa senza l’Europa unita, senza le leggi e le tutele del nostro Parlamento europeo: pensa soprattutto a un’Europa in balia del più forte, non solo economico ma anche militare. Pensa a un’Europa stravolta dalle guerre, dall’inflazione, dalla lotta agli extracomunitari (in questo caso però gli stessi europei), dalle politiche protezionistiche della grande industria. Saresti capace di rinunciare in un solo secondo a tutte queste libertà e garanzie?

Che ne sarà dell’Italia senza l’Europa?

Quali interessi economici ci sono dietro a un’Italia fuori dall’Europa? Prova a immaginare chi si avvantaggerebbe, per primo, da un’Italia con un’inflazione al 20%… Esatto, proprio il tuo datore di lavoro che, a fine anno, ti pagherà un quinto di stipendio in meno e, dopo cinque anni, ti pagherà con “carta”. Forse c’è più di qualche questione ideologica dietro a un’Italia fuori dall’UE. Il nostro Paese diverrebbe terreno di facile conquista e la nostra manodopera altamente sfruttata. Insomma, paradossalmente è proprio l’Europa che ci consente di mantenere forte la nostra identità italiana.



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20 Commenti

  1. Queste sono le libertà e vantaggi? A favore delle multinazionali? Facciamo un elenco degli svantaggi e poi facciamo un bilancio, consentendo quanto la gente è più povera deve lavorare di più a meno nonostante abbiamo dalla nostra la tecnologia….mi sembra una presa in giro…grazie

    1. E sentiamo questo professore… facci tu un elenco degli svantaggi, ma per piacere non dire cose tanto per dire che hai sentito dire da qualcuno altro senza fondamento. Parla di dati certi come l’autore di questo articolo. Prova a spiegare tu la lunga lista di svantaggi di stare nell’Europa. O sei un altro di quelli che credono che la terra è piatta?

    2. Guarda, a me di politica non frega quasi niente e sono abbastanza ignorante in materia ma, ci vuole poco a capire che nessuno stato europeo senza UE riuscirà mai a sopravvivere. Se ce ne andiamo ora e ritorniamo alla lira, voglio vederti andare a fare la spesa con una cariola piena di soldi come facevano i cittadini tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Come minimo finirai in mezzo ad una strada. In futuro ci va coesione e collaborazione no distaccamento e odio nei confronti altrui.

  2. Non ho mai letto un articolo più chiaro e completo di questo. Nessuno ancora mi aveva fatto capire così bene il problema dell’inflazione legata alla stampa incontrollata di denaro da parte degli Stati. Ora ho un’idea più chiara. Grazie

  3. Di un articolo come questo non ci sarebbe mai stato bisogno in un Paese civile e colto. Ma in Italia nulla è scontato e bisogna spiegare agli italiani anche l’ABC visto che hanno la buona abitudine di pisciare nel piatto in cui mangiano. Se non fossi italiano li vorrei fuori dall’UE e mi farei ridare tutti i contributi versati sino ad oggi. Che pezzenti. Sempre a lamentarsi

  4. I cari italiani ignoranti dimenticano – o forse non lo hanno mai studiato a scuola – che il boom degli anni 45-50 fu dovuto al piano Marshall: spendevamo soldi non nostri ma degli americani che ci hanno consentito di vivere al di sopra delle nostre possibilità. Dopo che ci hanno lasciato fare da noi è venuto lo sfacelo. Ed è stato così fino agli anni 80 quando il processo di integrazione con l’UE ha impedito il dilagare delle spese pazze della politica di allora, il cui debito stiamo ancora pagando. Chi vuol uscire dall’UE per fare altro debito non ha capito un’emerita minchia di nulla, di politica, di economia e finanza. Non ha capito nulla e gli dovrebbe essere tolto il diritto di voto vista l’ignoranza galoppante di questo popolo che sputa su ciò che riceve.

  5. Ammetto di aver votato Lega per alcune promesse. Promesse non mantenute come mandare via 1 milione di clandestini che però ancora stanno in Italia. Ora mi accorgo di una cosa molto molto più grave. La Lega ha ricevuto finanziamenti dalla Russia per farci uscire dall’europa. Cosa che conviene anche agli industriali dell’Est italia che con una inflazione galoppante pagheranno carta straccia ai dipendenti. Quindi in pratica se usciamo dall’UE i nostri stipendi saranno azzerati per via dell’inflazione e chi ne guadagnerà – oltre ovviamente alla Russia – saranno i poteri forti che ci colonizzeranno ancor più di prima. L’Europa ci consente di rimanere l’Italia. E’ paradossale ma è così.

  6. BRAVO MARCO, io invece ho votato M5S che vuole restare in europa perché l’Europa per il movimento è il bene mentre per la Lega è il male. Non cederemo all’odio e al ricatto del fascista salvini che vuole ridurre l’Italia come ha fatto Mussolini povera e isolata dal resto del mondo per essere ai suoi piedi e dipendere da lui

  7. Quel coglione di Salvini non ha capito che siccome in Europa non vinceranno i sovranisti, quelli che verranno dopo le elezioni ci metteranno in minoranza. Era meglio sedersi al tavolo dei vincitori come fece Cavour in Crimea. Ma qui la storia nessuno la conosce. Inutile

  8. Ci sono poteri forti e oscuri in Europa che vogliono soggiogarci al cappio e farci pagare le industrie germaniche. Resistere. Resistere. Chi si ferma è perduto.

  9. Salvini fa bene a mandarli via a carci nel culo a sti immigrati de merda. Morti di fame che vengono a saccheggiare l’Italia con la loro droga.

  10. Stupefacente la vostra sviolinata sui vantaggi di appartenere alla Unione Europea, che nelle promesse avrebbe dovuto essere una unione collaborativa fra le nazioni. Il nostro Paese non ha ancora raggiunto, dopo 11 anni di austerità il livello di benessere che avevamo nel 2008, nonostante le politiche di tagli imposti dalla UE.Nel contempo abbiamo distrutto 1/4 delle nostre industrie, dissolto nel nulla grazie alle politiche piovute dall’alto, imposte da chi aveva interesse ad eliminare un concorrente. Hanno inventato anche lo spread per assoggettarci meglio. Il Giappone che vanta un debito pubblico il doppio del nostro, ma non è vessato dallo spread come lo siamo noi, nessuno impone al Giappone l’austerità per ridurre il suo debito, per finanziare la crescita loro stampano moneta, noi invece la dobbiamo acquistare da una banca privata, la BCE pagando interessi che ci costano 80 miliardi l’anno, un debito (fasullo) che continua a crescere nonostante i tagli alle spese. I poveri sono raddoppiati e in aggiunta ci stanno facendo invadere dalla marmaglia maomettana per un futuro delle elite. Dobbiamo solo dire: grazie Europa…per questo disastro!

    1. Guardi il dito e non la luna. Il problema secondo te è l’Europa – che non ha voce in capitolo sulla nostra politica – oppure i nostri governanti, corrotti e ignoranti? Siamo a difenderci con gente incompetente. Il Giappone è inserito in un altro contesto, molto più ampio del nostro mercato e molto più povero. Peraltro il Giappone è molto più industrializzato dell’Italia. Hai paragonato un carciofo a un elicottero. MA che ti dice la testa? Ci fai o ci sei? O ti pagano dal partito per dire queste cose? Sappi che se paghiamo interessi è a causa delle politiche dissennate del governo che spende più di quanto incassa, come stanno facendo oggi questi incompetenti. E infatti pagheremo ancora più debiti. Senti, ma lo sai cos’è lo spread? Hai mai fatto una lezione di economia in vita tua per parlare così senza senso? Ma sai che lo spread è solo una proporzione matematica e non ha alcun valore reale? Mah….

      1. Ho espresso il mio punto di vista in modo civile, mi sembra, a differenza del tono sprezzante da lei usato verso tutti coloro che non sono in sintonia con il suo pensiero. La colpa dei nostri politici è stata quella di sottoscrivere i trattati senza prima consultare gli italiani. Il nostro Paese – nonostante tutto – (i politici, il debito pubblico e gli italiani ignoranti, lei escluso ovviamente), è ancora la seconda potenza industriale in Europa dopo la Germania. Non per molto ancora.

        1. Pensa un po’ cosa sarebbe venuto fuori da una consultazione sui vari trattati se ancora oggi non siamo capaci di discernere fra vantaggi e svantaggi.

  11. Per rispondere a tutto questo,bastano le ridicole affermazioni proprio di colui chè stato uno dei pricipali artefici di questa boiata ;”CON L’EURO LAVOREREMO UN GIORNO DI MENO GUADAGNANDO COME SE LAVORASSIMO UN GIORNO DI MENO “poche parole che incorniciano il vergognoso capolavoro

  12. Lei si esprime molto bene e le sue argomentazioni sono ampiamente condivisibili, con una sola eccezione: non sono così ottimista sulle attuali capacità di autodifesa dell’Europa. In caso di conflitto ci sarebbero forze armate di 27 paesi che, purtroppo, non sono integrate. Armamenti e sistemi logistici, malgrado tutte le iniziative della NATO, (STANG, ecc.) sono ben lontani da essere “interoperabili”.
    Ciò che spaventa di più, tornando ai commenti da parte dei lettori, tuttavia, è la palese mancanza di conoscenza dei problemi reali da parte di coloro che hanno criticato il suo scritto. Nonostante tutto, hanno, come è giusto, ciascuno, il diritto di voto.
    I problemi dell’Europa, a mio modesto parere, dipendono in gran parte dal fatto che l’attuale “Associazione di nazioni”, pur essendosi rivelata utile sotto diversi aspetti, come lei dice, primo fra tutti la pace (per ora con l’ombrello americano), la difesa della moneta, la libera circolazione delle persone e delle merci, non merita il termine “Unione” (che equivale a Federazione) e non meriterebbe neppure il termine “Confederazione”. Si sente molto l’assenza di un governo federale con poteri reali, compresi quello di battere moneta, di avere a disposizione Forze Armate Europee—per scoraggiare aggressioni—. In un sistema federale che si rispetti, sono i cittadini direttamente, NON GLI STATI, che eleggono i propri rappresentanti sia alle Camere Federali, sia a quelle degli stati. Non ci sono autorità federali elette dai funzionari degli stati.
    Gran parte dei difetti che attribuiamo all’Europa, in realtà, dipendono dalle decisioni espresse dai cittadini europei chiamati più di una volta alle urne, specialmente dalle votazioni avvenute in Francia e in Olanda, quando si è deciso di NON proseguire con l’integrazione europea.
    Dopo quasi un secolo stiamo riscoprendo o reinventando il nazionalismo! Le DECINE DI MILIONI di morti del secolo scorso, evidentemente, non hanno insegnato nulla!

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