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Magazzino pieno: quando scattano i controlli del fisco

23 Gennaio 2018 | Autore:
Magazzino pieno: quando scattano i controlli del fisco

È  legittimo l’accertamento fiscale a carico dell’azienda che afferma di essere in forte crisi, ma continua ad avere il magazzino pieno ed a fare rilevanti acquisti?

Chi ha fame non può avere la pancia piena. Analogamente, un’azienda non può essere in crisi e, allo stesso tempo, avere il magazzino pieno, continuando a fare acquisti ed investimenti. Ciò è quanto, in sostanza, ha fatto notare la Corte di Cassazione con una recente pronuncia [1]. Oggetto del contendere un accertamento fiscale notificato ad un’azienda che lamentava una pesante situazione di crisi economico-finanziaria, ma nonostante ciò continuava ad acquistare a pieno regime. La domanda, dunque, è la seguente: è legittimo l’accertamento fiscale a carico di un’impresa che nonostante la crisi ha giacenze in magazzino? L’azienda che ha il magazzino pieno rischia l’accertamento fiscale? A tanto risponderemo nel presente articolo.

Azienda in crisi e controllo fiscale

L’occhio attento del fisco non fa sconti a nessuno. In caso di difficoltà aziendali e crisi di impresa il Fisco non si impietosirà affatto, anzi – con molta probabilità – avvierà un controllo. In caso di incongruenze, infatti, il Fisco ben potrebbe disporre dei controlli a carico di chi, nonostante la crisi e le perdite, continui a fare acquisti e ad avere giacenze in magazzino. Meglio evitare, quindi, di lamentare difficoltà economiche e forti perdite se, nel contempo, le giacenze in magazzino sono rilevanti e gli acquisti rimangono consistenti. Le circostanze appena descritte, infatti, sono del tutto contraddittorie e giustificheranno, senza ombra di dubbio, un accertamento fiscale basato sui cosiddetti studi di settore. Cerchiamo di spiegarci meglio.

Controlli del fisco: come funzionano

Il fisco tiene sotto controllo il tenore di vita dei contribuenti e quando le uscite diventano troppe rispetto alle entrate scattano gli accertamenti fiscali. Il ragionamento alla base di tutto è il seguente: ognuno di noi non può spendere più di quanto guadagna. Se, al contrario, gli acquisti sono superiori alle entrate di almeno il 20%, le possibilità che non si stia cercando di evadere le tasse sono davvero poche: o hai vinto al gioco, o hai ricevuto una donazione (ed in entrambi i casi va dimostrato) o stai ricevendo pagamenti in nero. Il mezzo attraverso il quale il fisco esegue questi controlli è il redditometro: le spese devono essere coerenti con la dichiarazione dei redditi di ognuno, altrimenti l’Agenzia delle Entrate potrebbe insospettirsi e far scattare l’accertamento fiscale.

Stesso discorso vale per imprese e società, le quali – ovviamente – non potranno continuare ad investire se sono in crisi e ciò nemmeno facendo ricorso al credito o chiedendo prestiti alle banche, che difficilmente continueranno a finanziare imprese in crisi e, pertanto, insolventi. Per saperne di più leggi: Cos’è la concessione abusiva del credito?.

Controlli del fisco: gli studi di settore

In ambito tributario, inoltre, assumono molto rilievo le presunzioni. Queste ultime, secondo quanto stabilito dal legislatore [2], sono le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire ad un fatto ignorato. In altre parole, tramite una presunzione è possibile accertare un fatto attraverso un ragionamento logico che da fatto conosciuto deduce un fatto non conosciuto. Con particolare riferimento alla dichiarazione dei redditi, la legge espressamente stabilisce che una eventuale incompletezza, la falsità o l’inesattezza dei dati in essa indicati ovvero l’esistenza di attività non dichiarate possono essere desunte sulla base di presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti [3]. Per porre in essere tali accertamenti, il Fisco si avvale dei cosiddetti studi di settore, vale a dire di strumenti per identificare la capacità reddituale potenziale del contribuente medio di ogni categoria economica tramite l’analisi dei dati dichiarati e di altri elementi extracontabili.

Magazzino pieno: quando scatta l’accertamento fiscale

Ebbene, a detta della Suprema Corte, è legittimo l’accertamento fiscale basato sugli studi di settore a carico di un’azienda che nonostante affermi di essere in forte crisi continui comunque a fare acquisti a regime ed abbia, pertanto, il magazzino pieno. Ciò tanto più se – come nel caso all’esame dei giudici– lo scostamento rispetto agli standards degli studi di settore è rilevante ed a farne le spese erano stati anche i dipendenti dell’azienda. Nel caso di specie, infatti, l’azienda aveva affermato di aver subito un periodo di grave contrazione lavorativa con ricorsi continui alla cassa integrazione guadagni. Nonostante tutto, però, l’azienda continuava ad investire ingenti somme di denaro per coprire le perdite accumulate e ad avere costantemente il magazzino ben fornito. Ovvio, dunque, dubitare delle veridicità di quanto dichiarato dalla contribuente e più che giustificabili i sospetti del Fisco, confermati dalla decisione della Suprema Corte. È difficile che un’azienda realmente in crisi abbia il magazzino pieno, così com’è difficile per il marito avere la botte piena e la moglie ubriaca.


note

[1] C. Cass. sez. Tributaria, ord. n. 952 del 17.01.2018.

[2] Art. 2727 Cod. Civ.

[3] Art. 39, comma 1, lett. d, del D. P. R. n. 600/73.

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. A mio avviso è veramente strano tassare la merce che si trova in magazzino a fine anno. Sono titolare di un magazzino che per l’intero anno la merce destinata alla vendita e pari a circa 70.000 euro, nel periodo invernale sale a circa 90.000 visto che vendo apparecchiature destinate al riscaldamento, quindi è chiaro e logico che al 31 dicembre il magazzino è pieno, siamo al centro della stagione delle vendite. Non vedo dov’è la truffa da parte mia ? e perchè devo pagare questa tassa sulle giacenze ? Non ho mai visto negozi che si svuotano a fine anno per poi riempirsi col nuovo anno, se ciò dovesse succedere la popolazione cosa mangerebbe per una settimana o 15 giorni considerando anche i tempi per l’inventario ?

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