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Certificato medico per insonnia

22 Maggio 2019 | Autore:
Certificato medico per insonnia

Chi non riesce a dormire di notte ha diritto all’invalidità? Si può chiedere un risarcimento se non si chiude occhio per colpa del lavoro?

Occhi spalancati di notte, occhi semichiusi di giorno. Una brutta bestia l’insonnia, capace di rovinare la qualità della vita di chiunque: la difficoltà ad addormentarsi, a restare addormentati quanto serve o il mix di entrambi i disturbi provocano, infatti, l’inevitabile stanchezza diurna e, quindi, la fatica a portare avanti le attività quotidiane. C’è, però, un modo per attestare questo disturbo? Esiste, cioè, un certificato medico per insonnia che dia diritto a qualcosa?

Di per sé, l’insonnia non è un disturbo invalidante. Ma ciò non significa che non ci siano dei diritti da difendere a seconda di ciò che la causa e dei benefici di cui usufruire quando ne deriva una determinata patologia. In altre parole, se è provocata dalla preoccupazione per tuo figlio che non trova un lavoro, difficilmente potrai aggrapparti a qualcosa. Ma se il motivo è, ad esempio, un ambiente ostile nel luogo in cui lavori, a quel punto potrai pretendere addirittura un risarcimento. Ti occorrerà, però, un certificato medico per insonnia.

Allo stesso modo, se dietro l’impossibilità di dormire c’è una malattia che ti crea difficoltà a respirare di notte oppure uno stato d’ansia, puoi verificare se hai diritto a vederti riconoscere una percentuale di invalidità in base alla patologia, purché tu abbia il certificato medico che attesti la tua situazione.

Ecco, quindi, quando serve il certificato medico per insonnia e come ottenerlo.

Insonnia: che cos’è?

Dare una definizione dell’insonnia può sembrare banale. Si può pensare che si tratta dell’incapacità di prendere sonno quando si va a letto, cioè di farsi le notti in bianco. In realtà, è così ma il discorso è più articolato. Dietro l’insonnia ci può essere un problema serio legato, come dicevamo poco fa, al lavoro o ad una patologia. Ed anche le conseguenze possono essere molto delicate: chi soffre di insonnia, infatti, risente del sonno e della stanchezza accumulati nell’attività di tutti i giorni, a livello di salute e di prestazioni lavorative. La qualità della vita, insomma, precipita.

Pensa anche a quello che può succedere quando uno non dorme per un po’ di notti e deve mettersi al volante di un’auto per recarsi in ufficio ogni giorno oppure deve guidare un autobus o un altro mezzo pubblico. O a chi fa il medico chirurgo ed ha bisogno del 100% di lucidità prima di intervenire su un paziente.

Esistono diversi tipi di insonnia, in base al momento della notte in cui si verifica ed alla frequenza con cui si manifesta questo disturbo.

Nel primo caso, si parla di:

  • insonnia iniziale, quando una persona va a letto e fa fatica ad addormentarsi;
  • insonnia centrale, quando il sonno non è continuo ma ci sono dei risvegli frequenti;
  • insonnia terminale, quando il risveglio del mattino è troppo precoce.

In base alla frequenza degli episodi, invece, si possono distinguere altri tre tipi di insonnia, cioè:

  • insonnia occasionale, quando il disturbo si presenta per pochi giorni per un motivo isolato (un periodo di ansia, dei rumori sotto casa, qualche giorno di influenza, ecc.);
  • insonnia transitoria, quando succede per un periodo non superiore alle tre settimane;
  • insonnia cronica, quando gli episodi si prolungano nel tempo.

Insonnia: il certificato per stress da lavoro

Come detto, una delle cause dell’insonnia (anche di quella cronica) può essere l’ambiente di lavoro inadeguato. È il caso di chi non dorme di notte perché durante il giorno viene sottoposto ad un carico eccessivo di lavoro, a mobbing o a demansionamenti.

In questo caso l’azienda risponde delle tue ore di sonno mancanti, poiché è tenuta per legge a garantire a te, come ai tuoi colleghi, un ambiente sicuro sa un punto di vista logistico, strutturale, mentale e psicologico.

Potresti addirittura chiedere un risarcimento per averti provocato l’insonnia, purché questo disturbo sia dimostrato attraverso un certificato medico rilasciato da una struttura pubblica o da un medico riconosciuto dal Servizio sanitario nazionale.

Il certificato non serve, però, quando devi dimostrare che soffri di stress psicofisico a causa dell’usura lavorativa, come nel caso di chi è costretto a lavorare 7 giorni su 7 senza un giorno di riposo. In questi casi, la Cassazione ha più volte riconosciuto che si può dare per stabilito il danno dell’insonnia e, pertanto, il dipendente non deve chiedere l’attestato che lo dimostri.

Quello che conta è che tu riesca a provare che lo stress e, quindi, l’insonnia, non sono il frutto del tuo eccessivo senso del dovere ma il risultato di una richiesta esagerata da parte dell’azienda nei tuoi confronti. Altrimenti, non hai diritto al risarcimento.

Come avere il certificato medico

Se sei convinto di soffrire di insonnia per motivi legati all’ambiente di lavoro, devi:

  • recarti dal tuo medico curante o da uno specialista di una struttura pubblica e chiedere un certificato medico che dimostri l’effettiva esistenza del disturbo;
  • verificare che il certificato riporti le cause dell’insonnia. Il medico non potrà accertare le cause psicologiche che portano al disturbo, in quanto si limiterà ad ascoltarti ma non andrà in ufficio a verificare se hai detto o meno la verità. Pertanto, dovrà dichiarare, ad esempio: «Il paziente riferisce che le ragioni delle proprie preoccupazioni sono dovute a…» ecc.;
  • dimostrare che l’ambiente di lavoro è insano, vale a dire che mette a rischio la tua salute e ti impedisce di avere un regolare sonno di notte;
  • fare causa all’azienda per ottenere il risarcimento.

Insonnia: il certificato per patologia

L’insonnia, per quanto faccia calare la qualità della vita e le prestazioni lavorative, non è considerata una malattia invalidante. Può esserlo, però, la patologia che provoca la privazione del sonno, nel caso in cui sia quella la causa e non lo stress da lavoro che abbiamo visto in precedenza. Si pensi alla depressione, ad un disturbo respiratorio come le apnee ostruttive nel sonno, ad un problema psichico, ad una malattia cronica.

In questo caso, occorre prima individuare la patologia che provoca l’insonnia e quindi verificare se è compresa nell’elenco delle malattie invalidanti che danno diritto ad una prestazione socioassistenziale, all’assegno di invalidità o alla pensione di inabilità.

Come avere il certificato medico

Il certificato medico da chiedere, dunque, non sarà per l’insonnia ma per attestare la malattia invalidante che l’ha provocata. L’iter prevede che tu vada dal medico curante o da un medico abilitato affinché venga compilato l’attestato in cui si dichiara, oltre ai tuoi dati, la natura della malattia.

Con questo certificato, potrai inviare la domanda di invalidità all’Inps per via telematica e attendere la convocazione per la visita di accertamento. La commissione medica deciderà la percentuale di invalidità da assegnare alla tua patologia e, quindi, quali sono le prestazioni a cui avrai diritto.

In questo articolo trovi tutto l’iter da seguire e le tabelle con i punteggi attribuiti a ciascuna delle malattie considerate invalidanti.



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2 Commenti

  1. Buonasera, da circa 3 anni ho segnalato in azienda che l’odore di vernice all’acqua mi recava problemi, non sapendo del motivo non stando bene quando si utilizzava la vernice ho deciso (dopo un rischio di licenziamento per aver abbandonato il luogo di lavoro in stato confusionale) facendo degli accertamenti mi è stata riconosciuta un’asma grave, ho fatto esami per valutare perchè la notte soffro d’insonnia, il problema è dovuto a posizione supina, mi è stato riscontrato un polipo nasale, uno sperone e turbinati ingrossati, adesso dovrei sottopormi ad intervento chirurgico ma il datore non mi permette di assentarmi per esami preoperatori. secondo loro dovrei rimandare l’intervento programmato 1 anno fà. per questa patologia ed altre per problema ad arti inferiori e cardiopatia ipertensiva, non so come comportarmi al lavoro. cerco aiuto

    1. Puoi trovare maggiori informazioni nei seguenti articoli:
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