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Multa inviata sulla pec: come funziona e cosa cambia

23 Gennaio 2018 | Autore:
Multa inviata sulla pec: come funziona e cosa cambia

Le multe ci arriveranno via pec (posta elettronica certificata). Ma come funziona la notifica a mezzo pec delle multe stradali e cosa cambia. Vediamolo insieme

Tra non molto dovremo dire addio alle buste verdi delle multe stradali. Molto presto, infatti, le multe stradali ci arriveranno via pec, vale a dire sull’email della posta elettronica certificata. La novità è contenuta in un recentissimo decreto ministeriale che disciplina, appunto, le procedure di notificazione a mezzo pec dei verbali di accertamento delle violazioni del Codice della Strada [1]. Si tratta, a ben vedere, di una vera e propria rivoluzione, ma non tutti hanno accolto di buon grado la notizia. Non tutti, infatti, hanno dimestichezza con strumenti e dispositivi digitali, non tutti ritengono sia possibile la sostituzione del domicilio reale con quello digitale. Ci si domanda, dunque, come funzionerà il meccanismo di notificazione della multa via pec e cosa cambierà rispetto al passato.  A tanto risponderemo nel presente articolo. Vediamo, dunque, come funziona la notifica del verbale di multa a mezzo pec; cosa fare quando ci arriva una multa sull’email della posta certificata e cosa cambia con le multe notificate via pec.

Multe via pec: quali vantaggi

Da buoni ottimisti, cominciamo ad analizzare i lati positivi delle nuove disposizioni. Ebbene, le buone notizie sono sostanzialmente due. In primis, grazie alle nuove disposizioni in tema di notifica delle multe stradali via pec, le fila in Posta per ritirare una multa rappresenteranno molto presto solo un ricordo del passato. In secondo luogo, la notifica dei verbali a mezzo pec consentirà di risparmiare almeno sulle spese di spedizione che si aggiungono alla sanzione da pagare, arrivando talvolta a cifre non trascurabili (20 euro e più).

Detto ciò,  la “cattiva notizia”, però, è che – come noto – l’invio della pec equivale alla notifica di un atto: una volta arrivata, dunque, la multa stradale non potrà essere ignorata. Il decreto ministeriale, infatti, precisa che l’arrivo sulla nostra pec rende la multa un atto “notificato e conoscibile” all’automobilista, che dunque non potrà dire di non aver ricevuto niente. La multa via pec, in altre parole, dovrà essere pagata per forza di cose. Ma ciò vale sempre e comunque? Sarà sempre possibile notificare una multa a mezzo pec? Cosa succede se l’automobilista da multare non ha una pec? Di seguito risponderemo a tutte queste domande. Prima, però, vediamo come funzionerà il meccanismo della notifica di una multa a mezzo pec.

Multe a mezzo pec: come funziona la notifica

Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, la notifica dei verbali stradali deve essere effettuata prioritariamente con la Pec (posta elettronica certificata), senza spese particolari. I verbali si considerano notificati nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio pec. Ma sarà sempre possibile notificare una multa a mezzo pec?

Multa via pec: è sempre possibile

In pratica, le multe stradali saranno notificate a mezzo pec nei confronti di tutti i soggetti obbligati per legge a dotarsi di una pec, vale a dire tutti i professionisti e le imprese. Sarà possibile inviare le multe sulla casella di posta certificata anche nei confronti dei cittadini che si siano dotati del cosiddetto domicilio digitale. Sul punto, è bene sapere che, dalla primavera del 2018, ogni cittadino avrà diritto di scegliere il proprio domicilio digitale, vale a dire un indirizzo di posta elettronica certificata (pec) o equivalente, ove potrà e dovrà ricevere anche ogni comunicazione avente valore legale nella Pubblica amministrazione e, dunque, anche le multe. Ed infatti, se fino ad oggi il domicilio digitale è stato usato ed è obbligatorio solo per professionisti ed imprese, le nuove norme intendono estenderne l’utilizzo a tutta la popolazione, che ancora riceve le comunicazioni legali tramite posta raccomandata. Per maggiori approfondimenti e per conoscere i dettagli in tema di domicilio digitale, leggi: Domicilio digitale: cos’è e come ottenerlo.

La notifica dei verbali di violazione delle regole stradali a mezzo pec, quindi, potrà essere effettuata nei confronti di tutti i soggetti che dispongono di un domicilio digitale o forniscano un indirizzo di Pec al momento del controllo stradale.

Per chi, invece, non ha un indirizzo pec, la multa continuerà ad essere notificata in via cartacea, con tutte le spese del caso (che continueranno ad essere a suo carico) stesso discorso vale, qualora non sia possibile notificare a mezzo pec o la procedura non vada a buon fine. Ma spieghiamoci meglio.

Multa a mezzo Pec: se fornisco un indirizzo sbagliato?

Come appena detto, la notifica dei verbali di violazione delle regole stradali a mezzo pec potrà essere effettuata nei confronti di tutti i soggetti che dispongono di un domicilio digitale. Non solo, si potrà notificare la multa a mezzo pec anche nei confronti di chi, al momento del controllo stradale, fornisca il proprio indirizzo pec.

Ebbene, sul punto il decreto appena entrato in vigore descrive una situazione che ben potrebbe verificarsi innumerevoli volte nella pratica quotidiana: la polizia ferma un automobilista che ha violato il Codice della Strada, identifica la persona e gli chiede un “valido indirizzo Pec”, se ce l’ha. E questa pec viene considerata, da quel momento, come il suo “indirizzo digitale”. Ora, il furbetto di turno potrebbe far finta di non avere un indirizzo di posta elettronica certificata o – peggio – fornirne uno del tutto errato.

Ma sarebbe troppo facile “scamparla”. Sul punto, è bene sapere che la Centrale o il posto di polizia “devono” – sono tenuti a – cercare la pec dell’automobilista sanzionato nei “pubblici elenchi cui abbiano accesso”. In ogni caso, infatti, il comando dovrà ricercare negli elenchi pubblici per comunicazioni elettroniche l’indirizzo digitale dell’interessato. In mancanza, si procederà con la notifica tradizionale, vale a dire a mezzo raccomandata. Gli organi di polizia, dunque, potranno continuare a notificare atti cartacei quando risulta impossibile la via telematica e questo, sicuramente, accadrà ancora in molti casi.

Se, invece, la via telematica risulta praticabile, allora gli uffici di polizia dovranno per prima cosa verificare sugli elenchi pubblici delle pec se il destinatario risulta titolare di una casella di posta elettronica certificata. In caso positivo, per la spedizione dovranno utilizzare quella e il cittadino non può scegliere se ricevere il verbale per via telematica o per via fisica. Quindi chi ha una pec valida dovrà prendere l’abitudine di consultarla ogni giorno, per evitare di pagare fuori termine o per poter fruire dello sconto del 30% previsto per chi chiude la partita entro cinque giorni dalla notifica.

Multa notificata via pec: il verbale digitale

In caso di multa notificata via pec, la email che la Polizia ci invia avrà, come oggetto, questa frase: “Atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada”.
La e-mail dovrà contenere i seguenti dati:

  • il nome esatto e l’indirizzo dell’ufficio che ci scrive;
  • il nome del funzionario pubblico responsabile “del procedimento di notificazione”;
  • l’indirizzo e il telefono dell’ufficio dove è possibile accedere al fascicolo che ci riguarda;
  • l’elenco pubblico da cui il nostro indirizzo Pec viene ricavato;
  • una “copia per immagine” o una “copia informatica” del verbale di contestazione;
  • ogni informazione utile perché l’automobilista possa esercitare la sua difesa.
  • Il verbale spedito in modalità digitale, inoltre, dovrà contenere, in allegato, sia la relazione di notifica dettagliata che una copia del verbale sottoscritta con firma digitale.

Multa: quando si considera arrivata

La notifica digitale si considera effettuata, per il comando di polizia, dal momento in cui verrà generata la ricevuta di accettazione. Per il destinatario dal momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio inviato via pec.

Attenzione: se la notifica via pec del verbale stradale risulterà impossibile per causa imputabile al destinatario (per esempio per pec scaduta) il comando procederà alla notifica tradizionale della sanzione con addebito dei costi a carico del trasgressore. La stessa procedura ordinaria postale potrà essere utilizzata dagli organi di polizia stradale qualora la notifica digitale non risulterà possibile per qualsiasi altra causa (per esempio utente privato sprovvisto di domicilio digitale e posta elettronica certificata). 

Multa: che fare quando arriva via pec 

È bene sapere che la procedura sopra descritta costituisce piena prova dell’avvenuta notificazione della multa. Dunque, se non guardiamo la pec e i suoi messaggi, pazienza: la multa si intende comunque consegnata e ricevuta.

Come detto, inoltre, se questa procedura di invio elettronico della multa fallisce per colpa del destinatario (cioè dell’automobilista), la Polizia stampa tutto: il verbale di contestazione e “l’avviso di mancata notifica” per poi spedire la multa  all’automobilista in modo tradizionale. E le spese dell’invio saranno, per intero, a carico del destinatario.

Se, invece, la procedura va a buon fine la ricevuta di avvenuta consegna fa in ogni caso piena prova dell’avvenuta notificazione del contenuto del messaggio ad essa allegato. La multa, quindi, si considera inviata e conosciuta a tutti gli effetti dall’automobilista, che non potrà ignorarla. E dunque, molta attenzione: nessuna scusa per chi (per svariati motivi) non apre la casella o ha dimenticato la password della propria posta certificata. Una volta consegnata la pec, la multa si considera comunque arrivata (anche se la comunicazione non è stata letta, né aperta). Solo per fare un esempio: è dal momento in cui la pec viene consegnata che decorrono i 5 giorni per poter pagare la multa in misura ridotta. Tutti i termini, in sostanza (anche quelli per contestare la multa) decorrono da quanto si riceve la pec, non da quando (e se) viene aperta.

Multe via pec: quando cambieranno le cose

Le novità sono attese da anni, ma è difficile dire quando le procedure appena entrate in vigore saranno applicate a  pieno regime. Ed infatti, non c’è ancora chiarezza ufficiale sull’effettiva data di entrata in vigore dell’obbligo di notificare prioritariamente via pec. In ogni caso, gli Agenti non muteranno le prassi normalmente seguite fino a quando non avranno ricevuto indicazioni operative. Quindi non cambierà nulla fino a quando saranno emanate circolari dallo stesso Ministero o dai Comandi dei corpi di polizia locale.


note

[1] Ministero dell’Interno, D.m. n. 12 del 18.12.2017, in Gazzetta Ufficiale del 16.01.2018.


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