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A giugno due tagli alle pensioni

21 Maggio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Maggio 2019



Riduzione delle pensioni d’oro e dell’adeguamento dell’assegno: arriva la doppia decurtazione delle pensioni alte.

In arrivo un nuovo taglio alla pensione, per chi possiede un trattamento superiore a 3 volte il minimo: da giugno 2019, infatti, l’Inps inizierà ad applicare la riduzione della perequazione delle pensioni, cioè a tagliare l’adeguamento della prestazione, a chi, lo scorso anno, percepiva un assegno superiore a 1522,26 euro. Non solo: l’Inps, sempre nel mese di giugno, applicherà un conguaglio negativo relativo agli importi dei primi tre mesi di pensione 2019, in quanto la riduzione degli adeguamenti degli assegni avrebbe dovuto essere applicata a partire da gennaio 2019.

Non si tratta, comunque, di importi eccessivi: chi lo scorso anno aveva diritto a una pensione tra 1.522,26 euro mensili lordi e 2mila euro deve restituire meno di un euro per ogni mese di mancata applicazione del taglio degli adeguamenti. Deve invece restituire circa 5 euro per ogni mese chi lo scorso anno aveva diritto a un trattamento tra 2mila e 2500 euro lordi mensili, ed arriva a 25 euro chi ha diritto a un assegno di poco superiore ai 5mila euro mensili.

I tagli non sono enormi in quanto nei primi mesi del 2019 una riduzione degli adeguamenti è stata applicata, sebbene con un meccanismo differente.

A partire dal mese di giugno sarà applicato però un secondo taglio, ben più pesante, ai beneficiari delle cosiddette pensioni d’oro, cioè superiori a 100mila euro lordi annui. Anche in questo caso, difatti, la riduzione degli assegni, che avrebbe dovuto essere applicata a partire da gennaio 2019, non è ancora operativa.

Per i pensionati d’oro, dunque, a giugno due tagli delle pensioni, con un doppio conguaglio, relativo sia al meccanismo di adeguamento che alla decurtazione delle pensioni più alte.

Il conguaglio relativo alle pensioni d’oro (che si preannuncia un vero salasso, dato che i tagli ai trattamenti possono arrivare anche al 40%) non sarà comunque effettuato in un’unica soluzione, ma in tre mesi, giugno, luglio ed agosto.

Ma vediamo più nel dettaglio in che cosa consistono la riduzione degli adeguamenti delle pensioni ed il taglio delle pensioni d’oro.

Riduzione degli adeguamenti delle pensioni

Il taglio degli adeguamenti delle pensioni consiste nella riduzione della rivalutazione degli assegni che superano di 3 volte il trattamento minimo:

  • per le pensioni fino a 3 volte il trattamento minimo (che nel 2018 era pari a 507,42 euro mensili), la rivalutazione, ossia l’adeguamento Istat (che ammonta all’1,1% per i trattamenti da erogare nel 2019), si applica in misura piena, quindi è pari al 100%;
  • per le pensioni oltre 3 e fino a 4 volte il minimo, l’adeguamento si applica nella misura del 97% (quindi la rivalutazione dell’assegno è pari all’1,067%, il 97% dell’1,1%);
  • per le pensioni oltre 4 e fino a 5 volte il minimo, l’adeguamento si applica nella misura del 77% (la pensione è rivalutata dunque dello 0,847%);
  • per le pensioni oltre 5 e fino a 6 volte il minimo, l’adeguamento si applica nella misura del 52% (la pensione è rivalutata dunque dello 0,572%);
  • per le pensioni oltre 6 e fino a 8 volte il minimo l’adeguamento si applica nella misura del 47% (la pensione è rivalutata dunque dello 0,517%);
  • per le pensioni oltre 8 e fino a 9 volte il minimo l’adeguamento si applica nella misura del 45% (la pensione è rivalutata dunque dello 0,495%);
  • per le pensioni oltre 9 volte il minimo l’adeguamento si applica nella misura del 40% (la pensione è rivalutata dunque dello 0,44%).

Taglio delle pensioni d’oro

Comporta delle decurtazioni molto più pesanti il cosiddetto taglio delle pensioni d’oro, cioè dei trattamenti superiori ai 100mila euro lordi annui:

  • pensione tra 100 e 130mila euro: la pensione è tagliata in misura pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro;
  • pensione tra 130 e 200mila euro: la pensione è tagliata in misura pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro, al 25% per la parte eccedente i 130mila euro;
  • pensione tra 200 e 350mila euro: la pensione è tagliata in misura pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro, al 25% per la parte eccedente i 130mila euro, al 30% per la parte eccedente i 200mila euro;
  • pensione tra 350 e 500mila euro: la pensione è tagliata in misura pari 15% per la parte eccedente i 100mila euro, al 25% per la parte eccedente i 130mila euro, al 30% per la parte eccedente i 200mila euro, al 35% per la parte eccedente i 350mila euro;
  • pensione oltre i 500mila euro: la pensione è tagliata in misura pari 15% per la parte eccedente i 100mila euro, al 25% per la parte eccedente i 130mila euro, al 30% per la parte eccedente i 200mila euro, al 35% per la parte eccedente i 350mila euro, al 40% dell’assegno per la parte eccedente i 500mila euro.

Le pensioni calcolate col sistema integralmente contributivo non saranno tagliate, così come le pensioni liquidate in regime di cumulo [1], sia retributive che contributive, le pensioni erogate in funzione dell’invalidità del soggetto (assegno ordinario di invalidità, pensione di inabilità e di privilegio), le pensioni indirette e di reversibilità e quelle corrisposte alle vittime del dovere o di azioni terroristiche.

La pensione di vecchiaia anticipata non è esclusa dal taglio.

note

[1] Inps circ. 62/2019.


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