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Genitori via Skype dopo la separazione per un graduale avvicinamento


Genitori via Skype dopo la separazione per un graduale avvicinamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 aprile 2013



 Affidamento dei minori e diritto di visita a distanza: in caso di relazioni conflittuali tra figli e genitori, questi ultimi possono mantenere i contatti per videoconferenza, nell’ottica di un graduale avvicinamento.

 

Via libera dei tribunali al genitore virtuale su Skype. Se, dopo la separazione dei coniugi e la conseguente rottura del nucleo familiare, i conflitti tra genitori e figli sono esasperati, gli strumenti telematici di videoconferenza possono costituire una valida alternativa per tentare un graduale avvicinamento. Connettersi via Skype può dunque essere un’opportunità per padri e figli, se può servire a riconciliare.

A fare da apripista al diritto di visita a distanza del genitore è il Tribunale di Milano con un’ordinanza del 16 aprile 2013. I giudici meneghini hanno affermato che il collegamento audiovisivo può essere utile a ricucire, gradualmente, il rapporto familiare spezzato dalla crisi coniugale.

Nel caso deciso dai giudici, due ragazze – dopo la separazione dei genitori – avevano una forte difficoltà a relazionarsi con la madre, quando presente fisicamente; neanche i servizi sociali erano riusciti a ricucire le rotture. Così il Tribunale si è affidato alle risorse tecnologiche ai fini della riconciliazione, disponendo che gli incontri tra madre e figlie avvenissero inizialmente via webcam.

Certo, sono chiari ai giudici i limiti di un rapporto virtuale davanti a una webcam: ma l’Italia è già stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per aver adottato, in passato, misure stereotipate e automatiche, senza preoccuparsi, caso per caso, di rapportarsi alle effettive esigenze e senza preoccuparsi di raggiungere il risultato concreto. Ed ecco dunque l’inversione di tendenza: laddove il caso specifico suggerisca un graduale avvicinamento, allora ben venga anche il collegamento via web.

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