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Il mio vicino mi provoca: cosa fare?

23 Maggio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Maggio 2019



Provocazioni del vicino di casa: come comportarsi? Quando i dispetti tra vicini costituiscono illecito civile e quando reato? Cosa fare in condominio?

Un antico adagio latino recita «Vicinitas est mater discordiarum» che, tradotto in italiano, suona più o meno così: la vicinanza è la madre delle discordie. Nulla di più vero: basta pensare al matrimonio o, in maniera ancora più evidente, al condominio. Le aule dei tribunali sono piene delle cause intentate dal vicino di casa nei confronti dell’inquilino del piano di sotto, oppure nei riguardi di chi gli abita di fianco oppure sopra. Rumori di elettrodomestici, schiamazzi, urla: quando gli animi si esasperano, tutto diventa un pretesto per litigare. Il problema è che, molte volte, si trascende e la situazione degenera: inizia così una vera e propria guerra senza esclusione di colpi. Sicuramente ti sarai chiesto anche tu “Il mio vicino mi provoca. Cosa fare?” e, probabilmente, non avrai trovato risposta al tuo quesito. Ebbene, con questo articolo vorrei aiutarti, spiegandoti cosa prevede la legge nel caso in cui tu sia vittima di un vicino di casa litigioso oppure vendicativo. Prenditi cinque minuti di tempo, mettiti comodo e prosegui nella lettura.

Provocazioni del vicino: cosa dice la legge civile?

Il mio vicino mi provoca: cosa fare? Affrontiamo il problema che solleva questa domanda cominciando dalla tutela civile. Se il tuo vicino è dispettoso e te ne combina di tutti i colori (volume alto della televisione in piena notte, parcheggio nel tuo posto auto, immondizia lasciata in disordine al di fuori della tua porta di casa), potrebbero esserci gli estremi per portarlo in tribunale e chiedergli il risarcimento dei danni.

Il codice civile [1] dice che il proprietario di un immobile non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dalla proprietà del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.

In pratica, se i rumori o, più in generale, le immissioni provenienti dalla proprietà del vicino sono intollerabili, puoi citarlo in tribunale per ottenere il risarcimento dei danni e l’ordine di cessare il disturbo arrecato.

Ma c’è di più. Sempre il codice civile [2] fa divieto al proprietario di compiere atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri. In buona sostanza, i dispetti del vicino sono sanzionabili se essi si traducono in comportamenti che non hanno altro scopo se non quello di arrecare disturbo o pregiudizio.

E così, se il tuo vicino di casa pianta nel suo cortile un albero solamente per farti ombra, puoi andare dal giudice e chiederne la rimozione; lo stesso dicasi per ogni altra azione che abbia come unico scopo quella di recarti molestia.

Provocazioni del vicino in condominio

Nel caso in cui le provocazioni del vicino avvengano in ambito condominiale, hai un’arma in più da far valere: quella del regolamento. La legge ha fatto obbligo a tutti i condomini con più di dieci inquilini di munirsi di regolamento, cioè di una specie di statuto che contenga le norme fondamentali cui devono attenersi tutti.

La violazione degli obblighi regolamentari può essere sanzionata con il pagamento di una specie di multa, il cui importo il cui importo può arrivare fino a duecento euro, ovvero ottocento nel caso di recidiva. L’irrogazione della sanzione va però deliberata dall’assemblea.

A prescindere dalla previsione di una sanzione pecuniaria, la violazione delle norme regolamentari può comunque essere punita dall’assemblea mediante l’ordine di ripristino dei luoghi, se modificati, oppure con la rimozione dell’ostacolo oppure dell’oggetto del contendere (pensa alla classica bici parcheggiata lungo le scale).

In condominio valgono chiaramente le comuni norme del Codice civile che abbiamo visto nel paragrafo precedente, in primis quelle che vietano le immissioni intollerabili e gli atti compiuti con il solo scopo di danneggiare gli altri.

Vicino provocatore: sanzioni penali

Il vicino che provoca, se supera il segno, può incorrere perfino in reato. Sono diverse le fattispecie di reato in cui può incorrere il vicino di casa dispettoso:

  • minaccia [3], se si giunge a prospettare un male ingiusto (“ti faccio questo e quest’altro”, per intenderci);
  • violenza privata [4], se si impedisce ad un’altra persona di compiere qualcosa o la si costringe a fare un atto o un’azione contro la propria volontà (pensa al vicino che ti impedisce di uscire di casa collocando davanti alla porta un ostacolo difficilmente rimovibile, oppure al vicino che parcheggia l’auto in modo da bloccarti l’uscita [5]);
  • stalking [6], se gli atti molesti e pregiudizievoli del vicino bellicoso si ripetono nel tempo con il preciso scopo di nuocerti [7].

note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Art. 833 cod. civ.

[3] Art. 612 cod. pen.

[4] Art. 610 cod. pen.

[5] Cass., sent. n. 24614/2005.

[6] Art. 612-bis cod. pen.

[7] Cass., sent. 26878 dell’11 febbraio 2016.


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