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Le Guide Indennità di accompagnamento: beneficiari e tutela giudiziaria celere

Le Guide Pubblicato il 30 aprile 2013

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> Le Guide Pubblicato il 30 aprile 2013

Nel caso di rifiuto, da parte dell’INPS, alla richiesta di indennità di accompagnamento è ora prevista una tutela giudiziaria più celere.

 

L’assegno di accompagnamento è un’indennità mensile statale di circa 498,25 € corrisposta dall’INPS alle persone che sono state riconosciute invalide al 100%. È una misura assistenziale esente da imposte e indipendente dal livello reddituale del soggetto richiedente. In caso di rifiuto da parte dell’INPS, l’interessato può ricorrere in Tribunale e ottenere così dal giudice, in tempi piuttosto ristretti, l’attribuzione dell’indennità anche in riferimento alle mensilità arretrate.

 

Soggetti beneficiari e presentazione della domanda amministrativa

L’assegno di accompagnamento spetta a tutti gli invalidi civili al 100% che siano cittadini italiani o UE residenti in Italia, nonchè anche ai cittadini extracomunitari legalmente residenti.

In particolare, l’invalidità totale viene riconosciuta a tutti coloro che:

– siano impossibilitati a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;

– siano affetti da gravi disturbi della sfera intellettiva e cognitiva a causa di forme avanzate di malattie che li rendano incapaci di rendersi conto della portata dei singoli atti che vanno a compiere e dei modi e dei tempi in cui gli stessi devono essere compiuti.

La domanda per l’accertamento dell’invalidità si presenta  tramite il proprio medico curante direttamente all’INPS. Il medico allegherà certificazione medica digitale con diagnosi chiara e precisa  della natura delle infermità invalidanti. L’INPS prenderà poi una decisione sulla base delle risultanze dell’accertamento che viene effettuato dalle commissioni mediche competenti che, entro un mese dalla data di presentazione della domanda, convocano il richiedente per una visita.

Casi dubbi e possibilità di tutela innanzi al Tribunale

Spesso, le Commissioni Mediche dell’ASL non conferiscono l’assegno di accompagnamento anche in casi di dichiarata invalidità totale. In questi casi, la delibera potrà essere impugnata innanzi al Tribunale competente.

A tal fine, è opportuno precisare che l’indennità spetta anche a:

– le persone invalide ricoverate presso un ospedale pubblico [1];

– i ciechi assoluti [2];

– le persone che sono sottoposte a chemioterapia o altre terapie in regime di day hospital che non possono recarsi da sole all’ospedale [3];

– i bambini minorenni, incapaci di camminare senza l’aiuto di una persona e bisognosi di assistenza continua [4];

– alle persone affette dal morbo di alzheimer e dalla sindrome di Down;

– alle persone affette da epilessia o dalle cosiddette “crisi di assenza“.

Ricorso in tribunale

A partire dall’01.01.2012, ottenere giustizia in Tribunale sui provvedimenti con i quali l’INPS rigetta le richieste volte ad ottenere l’indennità di accompagnamento è più facile grazie alla previsione di un procedimento più celere che può facilmente condurre all’emanazione di un decreto del giudice inappellabile.

In queste ed in altre ipotesi di rigetto ingiustificato è opportuno impugnare il provvedimento di rigetto della domanda innanzi al Tribunale affinché si possa ottenere, attraverso un procedimento snello, il riconoscimento giudiziale del diritto all’indennità di accompagnamento, successivamente allo svolgimento di un’ulteriore consulenza tecnica da parte del medico nominato dal Giudice ed in assenza di contestazioni da parte dell’INPS.

In questo modo il giudice potrà riconoscere il diritto del richiedente a ottenere l’indennità sin dal momento in cui aveva proposto la domanda, così garantendogli il diritto a percepire la pensione non solo per i mesi successivi all’emissione del decreto, ma anche per quelli arretrati.

di TIZIANA DE PASQUALE

note

[1] Cass. sent. n. 2270 del 02.02.2007

[2] Si noti che per questa categoria l’importo è maggiorato fino ad € 755,61

[3] Cass. sent. n. 1705 del 01.03.1999

[4] Cass. sent. n. 1377 del 29.01.2003


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15 Commenti

  1. Buon giorno nel 2010 a causa di un tumore al sistema linfatico ho subito prima un operazione poi sei cicli di chemioterapia il tutto mi ha portato a perdere il posto di lavoro sapevo che avevo diritto all assegno di accompagnamento ma ha detta del caf dell associazione ANMIC non era vero che erogavano questa indennità infatti non ho trovato nessuno disposto a tutelarmi nemmeno il medico curante grazi Roberto

  2. Buon Giorno Roberto,

    La ringrazio per il suo contributo.

    Mi dispiace che Lei non abbia potuto trovare tutela. I CAF e i patronati svolgono un servizio preziosissimo, ma, purtroppo, talvolta non si avvalgono di professionisti specialisti.

    Sono a Sua disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento. Le rammento che per le richieste di consulenza bisogna prima procedere a cliccare sul banner a fine articolo “RICHIEDI UNA CONSULENZA”.

    Cordiali saluti,

    Tiziana De Pasquale

  3. Il ricorso al giudice dovrebbe essere più celere? oltre a pagare l’avvocato è già trascorso più di 1 anno ed ancora tutto tace, altro che tempi brevi….speriamo nei cambiamenti della Giustizia

  4. Buon giorno Nuccia,

    purtroppo l’effettiva lunghezza dei processi dipende dalle pratiche giudiziarie di ciascun Tribunale e non si può di certo affermare con certezza quanto “celere” sia l’excursus procedimentale. La media in Italia varia da 6 mesi ad 1 anno o poco più per la conclusione del processo, il che, comunque, accelera di molto i tempi che sarebbero necessari per la definizione di un procedimento ordinario.

    Resto a Sua completa disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

    Cordiali saluti,

    Tiziana De Pasquale

  5. Mi chiamo mauro un anno circa ho presentato domanda di invalidità civile tramite padronato a causa di un inc
    idente stradale, ho presentato alla visita allasl tutti hi reperti ospedalieri di danni fisici e neurologici che attestano la mia incapacità a compiere gli atti cuodidiani della vita senza continua assistenza, mi anno riconosciuto linvalidita al 100% ma laccompagno non mi è stato riconosciuto anche presentandoregolari certificati neurologici hospedalieri in cui si attesta il grande danno celebrale con disturbi psitici, lesioni alla corteccia celebrale, ho presentato dopo un anno laggravamento ed ho a vi ripetuto il tutto, ma lasl questa volta dopo la visita mi a fatto convocare ad una visita diretta allimps, io sono unuomo distruto con seri problemi fisici e con gravi problemi di memoria e comportamento e non riesco più a gestire la mia vita da solo, aspetto un suo commento e la r

    1. La ringraziamo per la Sua richiesta.
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  6. scusate sono michele vorrei sapere quanto tempo passa dalla presentazione del decreto del giudice all inps da parte dell avvocato e se esiste un termine di pagamento da parte dell inps.grazie

  7. salve, volevo un’informazione: abbiamo fatto ricorso per l’indennitò di accompagnamento per mia madre, abbiamo dato il mandato all’avv. di un caf a giugno 2013, la visita Inps è stata effettuata il 20 gennaio 2014 e dal mio medico legale ho saputo che è stata accolto il ricorso da sett. 2013; ora dovranno trascorre alcuni mesi prima avere gli arretrati. Ci chiediamo dato che l’avv. al momento del mandato ha detto che prenderà una percentuale sugli arretrati; il periodo da predenre in considerazione per il suo compenso quale sarebbe? Se per motivi di lentezza burocratica gli arretrati dovessero arrivare a settembre 2014 quale sarebbe l compenso dell’avvocato ? ringrazio

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  8. buonasera, vorrei avere un consiglio sul seguente caso:
    per la richiesta dell’indennità di accompagnamento per mia mamma mi sono rivolta ad un caf che poi mi ha consigliato di dar mandato a un avvocato per farmi seguire nella pratica. A luglio l’inps ha riconosciuto per 1 anno l’accompagnamento.
    Vorrei sapere quanto dovrebbe essere il compenso spettante all’avvocato del caf?
    ringrazio.

  9. Salve, mia madre questanno e stata sottoposta a dei cicli di chemio terapia , sareiinteressato a sapere se glispetta l’ accompagnamento. Dopo che la commissione visitandola a ritenuto opportuno che nn gli spettasse l’assegno di accompagnamento , vedendo anche che a mia madre sono caduti anche i capelli . Se possibile volentieri acceterei qualche consighio come comportarmi , grazie mille.

  10. buonasera, sull’importo di indennità riconosciuto a mio padre dal tribunale in seguito al ricorso presentato dall’Avv del Caaf, lo stesso richiede come onorario una percentuale del 20% .
    l’ho scoperto solo pochi mesi fa, dopo la morte di mio padre, noi eredi abbiamo firmato in una roulotte posizionata davanti alla sede dell’INPS una serie incomprensibile di fogli senza ricevere nemmeno una copia e soprattutto in assenza dell’avvocato, unica cosa di cui sono certa.
    mi chiedo se questo è un comportamento deontologico, se la firma a margine del mandato può veramente essere apposta in un secondo tempo ?
    dovrei avere in mano un originale dei documenti firmati o sono da custodire nello studio dell’Avvocato ?

    penso che sia giusto pagare per il lavoro svolto, ma non è quasi speculare sulle disgrazie altrui chiedere un 20% ?
    mi sento ferita e frustrata perchè in questo modo la fiducia nella giustizia viene messa al bando.
    scusate lo sfogo
    carla cianchetti

  11. Buongiorno, sono una Collega ed il mio caso, oltre ad essere personale è molto semplice. ATP iscritto nel giugno 2013, per il riconoscimento di indennità di accompagnamento in quanto l’esponente affetta da tumore è stata riconosciuta invalida civile 100%.Solo nel mese di maggio 2014 viene effettuata la visita e la perizia del CTU riconosce l’indennità a far data maggio 2014.
    L’esponente il 27.11.2014 è deceduta e nel procedimento si sono costituite le figlie nella loro qualità di eredi.
    Il mio quesito è il seguente: qual è la strada più intelligente e celere da percorrere:
    A) Chiuderla con una transazione?
    b) aspettare altri due anni ed attendere i tempi della giustizia che ad oggi si sono rivelati assolutamente fallimentari e nel mio caso lo dimostra l’esito del caso “l’avente diritto” non ha potuto godere di un indennità che le sarebbe spettata di diritto a causa della malattia
    c) fare causa anche per il riconoscimento degli arretrati qualora il giudice non liriconosca?
    Grazie,
    Ada

  12. Oggetto: indennità di accompagnamento. Se il beneficiario muore. Diritto degli eredi.

    Buonasera avvocato. La ringrazio intanto delle nozioni che mette a disposizione degli utenti,adoperando parte del suo tempo.

    Tenuto conto che quest’argomento riveste un carattere generale, le chiedo questo:

    L’anno scorso (2014) a mia madre le è stata (riconosciuta e deliberata) l’indennità d’accompagnamanto con gli annessi arretrati. Nel mese di gennaio 2015 è deceduta. Qualcuno mi ha svelato che io essendo l’unico erede legittimo posso usufruire di tali somme già erogate.

    Come è regolamentata la materia? Come posso venire in possesso di tali somme?
    Oppure queste somme saranno corrisposte a me medesimo in qualità di unico erede legittimo secondo le norme di successione?

    La ringrazio sin d’ora della cortese risposta che potrà mettere a disposizione, appena ne avrà la possibilità.
    Cordiali saluti.

    Giorgio

  13. Una estrema vergogna,mio padre ha 82 anni con insufficienza resporatoria, enfisema polmonale,bronchite cronica,di cui un polmone funziona al 20% portatore di psk, operato alla biforcazione vena aorta addominale,ictus,infarto,insufficienza renale, rene DX atrofizzato, incontinente con uso di pannoloni rilasciati asl. artrite gamba dx-sx, operato alla cataratta,sordo al 80%. Hanno dato per ben 3 volte invalido 100% grave, non accompagno, il parere visita multidimensionale, paziente rischio caduta con grave deficit motorio e mentale, con demenza,non ingrato di compiere le manzioni, ma purtroppo INPS di Frosinone non ritiene giusto un accompagno, cosa devo fare? Grazie

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