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Lettera di contestazione fattura

21 Maggio 2019
Lettera di contestazione fattura

Come opporsi alla richiesta di pagamento di un creditore: il facsimile con il modello di lettera, i termini per la contestazione, il valore della fattura.

Lo sai che, se una persona emette una fattura nei tuoi riguardi, può richiedere un decreto ingiuntivo nei tuoi riguardi? Può cioè rivolgersi al giudice e ottenere un provvedimento che ti condanni a pagare la somma riportata sulla fattura stessa. Il tutto avviene senza la tua presenza. Ti ritroverai solo con l’ufficiale giudiziario davanti alla porta di casa che tenterà di notificarti il decreto ingiuntivo. A quel punto, se vorrai, potrai opporti, ma dovrai farlo entro 40 giorni. E per di più, se sei un’azienda o un professionista e hai registrato la fattura in contabilità o l’hai data al tuo commercialista per detrarla dalle tasse, le possibilità di contestazione sono davvero limitate [1]. Ecco perché, onde evitare che alcuni tuoi comportamenti possano essere visti come una tacita ammissione del debito anche dallo stesso giudice, è bene che tu spedisca subito una lettera di contestazione fattura non appena il documento contabile ti viene consegnato.

A questo punto ti chiederai come si scrive una lettera di contestazione della fattura e, probabilmente, vorrai avere anche un facsimile o un modello da personalizzare. Bene, sei capitato proprio nel posto giusto. Nel mare delle pagine di internet hai trovato proprio la guida che fa al caso tuo e che ti spiega, per filo e per segno, come contestare una fattura.

Se vuoi, potrai procedere anche senza il tuo avvocato visto che, almeno in questa fase, non c’è alcun bisogno dell’assistenza di un legale. Certo, forse la lettera del legale può mostrare ancor più fermamente la serietà delle tue contestazioni ma, sotto un aspetto giuridico, non c’è alcuna differenza tra una raccomandata firmata da te e quella invece inviata dal tuo rappresentante.

Dunque, se vuoi risparmiare i soldi per l’assistenza legale almeno in questa fase (fermo restando che, se non sortirai i risultati sperati potrai sempre rivolgerti al tuo avvocato in un momento successivo) ecco come fare per scrivere una lettera di contestazione di una fattura.

Che valore ha una fattura?

Prima che ti allarmi voglio subito rassicurarti: nonostante ciò che ti ho appena detto sul decreto ingiuntivo, una fattura non prova un bel niente. Non è cioè sufficiente a dimostrare l’esistenza di un debito o di un contratto, né comporta una inversione dell’onere della prova a tuo danno. Sicché, anche in assenza di una contestazione espressa da parte tua, spetta sempre al creditore dimostrare il proprio diritto nei tuoi riguardi. Non sei quindi tenuto a inviare la lettera di contestazione seppure tale comportamento è più opportuno per avvalorare la tua buona fede.

La fattura quindi non è una prova: è solo un documento con valore fiscale.

Solo per facilitare il recupero dei crediti, la legge processuale consente al creditore, che emette una fattura, di ottenere con tale documento un decreto ingiuntivo dal giudice. Ma come detto, ciò non ti può danneggiare più di tanto visto che puoi sempre opporti nei 40 giorni successivi alla sua notifica e, nella causa che avrà così inizio, spetta al creditore l’onere della prova. Se non fornisce tale prova – e a tal fine la fattura non è più sufficiente – tu vincerai il giudizio e non dovrai pagare alcuna somma. In più ti verranno rimborsate le spese processuali.

Potresti essere portato a pensare che la legge è ingiusta e agevola i tentativi di frode del creditore che, per ottenere dei pagamenti non dovuti, potrebbe limitarsi a emettere fatture nei confronti di chicchessia notificando poi i decreti ingiuntivi. Ma non è così facile. Innanzitutto perché, nel momento in cui viene emessa la fattura il creditore deve pagare le tasse allo Stato anche se non ha incassato la somma. In secondo luogo perché il debitore può sempre opporsi e bloccare così l’efficacia esecutiva del decreto ingiuntivo che, pertanto, non avrà più alcun valore fino all’emissione della sentenza dalla quale sarà sostituito.

Entro quanto tempo va spedita la lettera di contestazione della fattura?

Il secondo problema che potresti porti è se esiste un termine entro cui contestare la fattura. No, non c’è alcuna scadenza. Come detto, potresti anche tacere dinanzi a una fattura illegittima e limitarti a presentare opposizione qualora il creditore ti notifichi un decreto ingiuntivo. Ma è proprio per evitare questa situazione – che, giocoforza ti imporrebbe di ricorrere all’assistenza di un avvocato e ad affrontare i costi di un processo – che è bene subito mettere in evidenza le proprie ragioni. Contestare immediatamente la fattura potrebbe avere il vantaggio di far desistere l’asserito creditore da qualsiasi azione di recupero.

A una cosa però ti consiglio di prestare attenzione: non porre comportamenti che potrebbero, seppur indirettamente, confermare l’esistenza del credito. Ad esempio, non puoi contestare una fattura se, in un momento precedente, hai chiesto una dilazione di pagamento o uno sconto. Tale condotta è infatti una tacita ammissione del debitore e mal si concilia con la successiva opposizione. Allo stesso modo, come detto in apertura, l’aver registrato la fattura in contabilità costituisce, secondo la giurisprudenza, un implicito riconoscimento del debito. Anche l’aver versato una rata o un acconto può essere inconciliabile con una lettera in cui si contesti l’intero debito: perché mai infatti è stato versato l’anticipo di un credito non dovuto?

Ecco perché, chi ha ragione di contestare la pretesa del creditore sarà meglio che si muova il più presto possibile.

Che succede se non pago la fattura?

Veniamo al punto. La fattura, come detto, consente al creditore di chiedere un decreto ingiuntivo. Lo può fare a condizione che non faccia decorrere la prescrizione.

La prescrizione, per tutti i crediti di natura contrattuale, è di 10 anni. Se però si tratta di una prestazione da pagare ogni anno o in termini più brevi (ad esempio ogni sei mesi), la prescrizione è di 5 anni. Se la fattura è stata emessa da un professionista (un medico, un avvocato, ecc.) la prescrizione è di 3 anni. Se si tratta della fattura di un hotel la prescrizione è di solo 6 mesi. È solo di 1 anno la prescrizione delle fatture emesse a seguito di lavori affidati a ditte di riparazione, manutenzione (la contestazione va fatta entro 8 giorni), o le fatture emesse da scuole private, palestre, ditte di trasporti.

Leggi sull’argomento la guida Prescrizione fatture.

Entro questi termini il creditore può presentare la fattura in tribunale e chiedere un decreto ingiuntivo. Dalla sua notifica hai 40 giorni di tempo per opporti iniziando un giudizio. Devi farti difendere da un avvocato.

È escluso che, se non paghi la fattura, il creditore possa procedere direttamente al pignoramento. Tale conseguenza può derivare esclusivamente dall’aver perso la causa di opposizione al decreto ingiuntivo o dal non essersi mai opposti al decreto nei termini.

Si può citare in causa chi emette una fattura?

Se una ditta o un privato emette una fattura nei tuoi riguardi e non ti va di attendere che sia questi a fare il passo successivo con il decreto ingiuntivo, puoi agire subito e citarlo in giudizio davanti al giudice. Si chiama «azione di accertamento negativo del credito»: in pratica chiedi al magistrato di dichiarare che la fattura è stata emessa per un debito non sussistente. La scelta però è poco vantaggiosa: che ragione c’è di anticipare i tempi e i costi di un processo? Meglio lasciare che sia il creditore ad attivarsi per primo.

Come scrivere la lettera di contestazione della fattura

Veniamo ora all’aspetto pratico e a come si scrive la contestazione di una fattura. In realtà non ci sono formule standard. L’importante è essere il più chiari possibile. Il che significa indicare gli estremi della fattura e le ragioni della contestazione. In genere si diffida anche il creditore dall’insistere in inutili pretese con avvertimento che, persistendo le richieste, si procederà davanti al giudice nei suoi confronti (con l’azione di accertamento negativo del credito di cui abbiamo detto poc’anzi).

Qui di seguito proponiamo un facsimile di lettera di contestazione della fattura, fermo restando che tale modello può ben essere copiato, modificato e personalizzato secondo le esigenze individuali.


Spett.le Società…

In data… il sottoscritto riceveva la Vostra fattura n. … del … avente ad oggetto un asserito credito per la seguente prestazione. In realtà il credito non è fondato e la somma richiesta non è dovuta. Difatti il sottoscritto [indicare le ragioni dell’opposizione; ecco alcuni esempi]:

– non ha mai sottoscritto alcun contratto con voi;

– non ha mai ricevuto la prestazione che era stata richiesta;

– ha ricevuto una prestazione diversa da quella che era stata richiesta;

– ha potuto riscontrare che il prodotto era difettoso e inutilizzabile;

– ha chiesto, con successiva comunicazione del …, che l’ordine venisse cancellato;

– ha subito contestato l’esecuzione della prestazione resa non conforme alle aspettative e alle richieste per come risultanti dal contratto;

eventuali altre cause di opposizione.

Ciò premesso, Vi diffido dal voler proseguire in inutili e pretestuose richieste di denaro a Voi non dovute. In difetto mi vedrò costretto a far valere ogni mio diritto dinanzi al giudice.

Distinti saluti

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