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Tassa rifiuti: la sanatoria anche con sentenza

21 Maggio 2019
Tassa rifiuti: la sanatoria anche con sentenza

Pace fiscale in Cassazione: addio cause e cartelle sotto i mille euro iscritte a ruolo fra il 2000 e il 2010.

Addio alla tassa rifiuti per migliaia di italiani, in particolare per coloro che non versano al Comune più di mille euro e che hanno maturato debiti fino al 2010. Si tratta di una disparità tra chi ha sempre pagato e chi invece paga più di mille euro? Sicuramente il trattamento non è lo stesso, ma così ha voluto il Governo.

Come era già successo qualche settimana fa col canone Rai (leggi Mini cartelle cancellate dai giudici), ora a cadere sotto la scure dei giudici è l’imposta sui rifiuti, l’odiata Tari. I magistrati della Cassazione prendono atto del condono – introdotto con il decreto fiscale di fine 2018 – di tutte le cartelle esattoriali inferiori a mille euro [1] e, di conseguenza, provvedono a chiudere i giudizi di opposizione in corso. Questo perché la pace fiscale ha cancellato in automatico i ruoli emessi e notificati tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010. «In automatico» significa che non è necessaria alcuna istanza da parte del contribuente.

Dovrebbe essere l’Agenzia Entrate Riscossione ad eliminare i debiti dai propri computer e a rinunciare alle cause in corso. Ma, se ciò non avviene, a dichiarare l’intervenuta cessazione della materia del contendere sono i giudici. Ecco perché, con riferimento alla tassa rifiuti, la sanatoria si può ottenere anche con sentenza.

Anche la Tari arretrata viene cancellata a chi paga al Comune meno di mille euro all’anno

In buona sostanza, la legge ha disposto la cancellazione dei singoli ruoli non superiori a mille euro. Questo significa che, se paghi meno di mille euro all’anno di Tari, rientri tra i fortunati che vedranno eliminati gli arretrati non versati. Se, invece, l’imposta che ti addebita annualmente il Comune è superiore a tale importo non puoi usufruire della pace fiscale. Difatti, la normativa appena approvata dal Governo parla di cancellazione dei ruoli e non delle cartelle esattoriali. In una cartella, invece, ci possono essere anche più ruoli – ciascuno riferito a un diverso anno di imposta – e, quindi, il totale può superare il tetto dei mille euro. Ma se ogni singolo importo resta fermo nel limite, allora il condono è assicurato.

Così è successo nel caso appena deciso dalla Suprema Corte [2] con una sentenza di poche ore fa: il processo, giunto solo ora al “terzo grado”, è stato chiuso definitivamente «per cessata materia del contendere». Si estingue così per sempre la causa intentata dal Comune per la riscossione del tributo per lo smaltimento dei tributi solidi urbani: il debito del contribuente viene cancellato dalla pace fiscale perché è sotto i mille euro e, nel caso di specie, risaliva al 2008; dunque rientrava fra i carichi affidati all’agente per la riscossione fra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010.


note

[1] Art. 4 D. L. n.119 del 23.10.2018, convertito in L. n. 136 del 17.12.2018. Le somme versate anteriormente alla data di entrata in vigore del citato  decreto restano definitivamente acquisite;le somme versate dalla data di entrata in vigore del citato decreto sono imputate alle rate da corrispondersi per altri debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata anteriormente al versamento, ovvero, in mancanza, a debiti scaduti o in scadenza e, in assenza anche di questi ultimi, sono rimborsate.

[2] Cass. sent. n. 13623/19 del 21.05.2019.


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