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Si può annullare un divorzio?

19 Giugno 2019 | Autore:
Si può annullare un divorzio?

Dopo che è stato firmato l’accordo che scioglie il matrimonio, uno dei due ex può ripensarci? Di norma no. Ma c’è un’eccezione.

Il matrimonio è a pezzi. Chiedete e ottenete la separazione legale. Non ci sono ripensamenti: dopo un certo tempo, chiedete anche il divorzio sulla base di un accordo raggiunto a tavolino. Durante il procedimento, però, ti accorgi che c’è qualcosa che non ti quadra e chiedi la revoca del consenso. La domanda è: si può annullare un divorzio?

Ci sono dei motivi – e, in caso affermativo, quali – per cui è possibile bloccare una sentenza di divorzio prima che il giudice batta definitivamente il martelletto sul tavolo? La Cassazione si è pronunciata in merito, come qualche altro tribunale, definendo dei casi specifici.

La prima cosa da precisare è che c’è una differenza sostanziale tra l’accordo raggiunto per una separazione consensuale e quello firmato per un divorzio. Nel primo caso, fare marcia indietro diventa più semplice. Nel secondo, la questione è più complicata. Questo, tra le altre cose, perché, a differenza della separazione, il divorzio comporta lo scioglimento formale del matrimonio e l’annullamento degli effetti civili dell’unione coniugale. Ma soprattutto perché l’accordo di divorzio è a tutti gli effetti una sorta di «contratto». E come ogni negozio giuridico, non può essere stravolto o revocato unilateralmente da una sola parte.

A meno che, come vedremo, i presupposti di quell’accordo non rispettino tutta la verità, cioè nascondano degli elementi che, se fossero emersi sin dall’inizio, avrebbero potuto modificare la decisione della controparte. Qui, come recita la sentenza di un tribunale, scatta l’eccezione.

Ma vediamo cosa risponde la giurisprudenza a chi si chiede se si può annullare un divorzio.

Annullare un divorzio congiunto: quando non si può?

Secondo la Cassazione [1], quando si presenta una domanda di divorzio congiunto si è di fronte ad un accordo di tipo:

  • ricognitivo, cioè soggetto ad una verifica da parte del tribunale dei presupposti per lo scioglimento del matrimonio;
  • negoziale, vale a dire contenente delle condizioni che riguardano i rapporti economici degli ex coniugi, l’affidamento ed il mantenimento dei figli, ecc. Aspetti su cui un giudice non si pronuncia se non nell’interesse dei minori coinvolti e del coniuge economicamente più debole.

Che cosa significa tutto questo, secondo la Suprema Corte? Che non è possibile annullare il divorzio congiunto o, per essere più precisi:

  • la revoca del consenso richiesta da uno dei coniugi è irrilevante da un punto di vista ricognitivo perché ciò non ferma il procedimento, cioè non si impedisce al tribunale di continuare la verifica dei presupposti che occorrono per emettere una sentenza di divorzio;
  • la revoca del consenso è inammissibile da un punto di vista negoziale di fronte ad un accordo raggiunto tra le parti.

In sostanza, per la Cassazione non è possibile un ripensamento da uno solo dei coniugi. Anche se c’è qualche eccezione.

Annullare un divorzio congiunto: quando si può?

L’eccezione riguarda il caso in cui uno dei due coniugi abbia «barato» al momento di stipulare l’accordo di divorzio consensuale. Nel caso, cioè, in cui abbia deliberatamente mentito sulle sue condizioni economiche dichiarando un reddito diverso da quello che effettivamente percepisce [2].

Per fare un esempio. Dici di sì l’accordo di divorzio con il tuo ex perché, tra le altre cose, ti offre un assegno di mantenimento accettabile. Successivamente, però, ti accorgi che lui, in realtà, guadagna molto di più rispetto a quello che aveva dichiarato in partenza. La cosa ti infastidisce parecchio perché, a saperlo, avresti voluto un importo diverso. Cosa puoi fare?

Partiamo da quello che non puoi fare. Non puoi chiedere una revisione delle condizioni del divorzio, perché questa mossa è consentita soltanto quando cambiano le condizioni economiche dei coniugi al momento del divorzio stesso. Ora, siccome i redditi dichiarati sin dall’inizio erano quelli, la revisione non è ammessa.

Quello che, invece, puoi fare è chiedere è di annullare l’accordo di divorzio. Purché non lasci passare troppo tempo: devi muoverti entro 5 anni dalla data in cui avete firmato in divorzio davanti al presidente del tribunale o agli avvocati, se avete scelto la negoziazione assistita. Perché si può fare? Perché un accordo di divorzio equivale ad un qualsiasi altro negozio giuridico, impugnabile nel caso in cui una delle parti abbia viziato l’intesa per errore [3]. Cioè, come in questo caso, abbia barato.

Dovrai, quindi, rivolgerti ad un giudice ordinario affinché valuti l’esistenza degli elementi che hanno viziato il consenso portandoti a dire di sì e che, se non fossero esistiti, avrebbero potuto farti rifiutare l’offerta della controparte.


note

[1] Cass. ordin. n. 19540/2018 del 24.07.2018.

[2] Trib. Caltanissetta sent. del 12.02.2016.

[3] Art. 1441 cod. civ.


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1 Commento

  1. difatti ha dichiarato falso ed ora ci sono dei problemi poichè la mia pensione è di euro531,00- mentre lui percepisce una pensione a sott.uff.le C: C: .

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