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Se sono in ferie posso mettermi in malattia?

22 Maggio 2019 | Autore:
Se sono in ferie posso mettermi in malattia?

Possibilità per il lavoratore dipendente di sospendere le ferie per il verificarsi di una patologia.

Sono finalmente arrivate le tanto sospirate vacanze, ma tu, proprio sul più bello, ti sei ammalato. Si tratta di una brutta influenza, che ti terrà a letto per un bel po’: le due settimane di ferie, che molto probabilmente passerai per la maggior parte chiuso in camera tua, sono destinate ad essere sprecate così?

Non c’è niente da fare per poter recuperare le ferie rovinate dalla malattia? In altre parole, se sono in ferie posso mettermi in malattia, oppure il fatto che sia già in vacanza impedisce di chiedere le assenze per malattia?

Devi sapere che le ferie, nella maggior parte dei casi, possono essere interrotte a causa della malattia. La finalità delle ferie, difatti, non è coincidente con quella della malattia, che non consiste nel recupero psicofisico in sé, ma finalizzato alla guarigione del lavoratore, nonché, a seconda della situazione, nella possibilità di effettuare terapie, visite ed esami.

Tra l’altro, anche se ti ammali all’estero, hai la possibilità di inviare il certificato per malattia e di effettuare la visita fiscale. Ma procediamo con ordine.

Assenze per ferie

Come mai i lavoratori dipendenti hanno la possibilità di assentarsi per ferie? Perché la legge, [1] e la Costituzione [2] innanzitutto, non solo permettono al dipendente di sospendere l’attività lavorativa per un periodo di riposo, ma addirittura garantiscono questo diritto.

Nello specifico, il decreto sull’orario di lavoro [1] prevede il diritto, per i dipendenti, a un minimo di 4 settimane di ferie retribuite ogni anno, da fruire, nella misura di almeno 2 settimane, entro l’anno di maturazione, e nella misura restante entro 18 mesi dall’anno di maturazione (i contratti collettivi possono prevedere ferie aggiuntive e termini differenti per la fruizione).

Le ferie sono tutelate in quanto si tratta di assenze retribuite finalizzate al recupero psico-fisico del lavoratore: non servono, però, soltanto a riposarsi, ma anche e soprattutto a “recuperare” i rapporti sociali e familiari e i momenti di svago, normalmente pregiudicati dall’attività lavorativa.

Assenze per malattia

Le assenze per malattia, invece, non consistono in un riposo retribuito finalizzato allo svago, ma alla guarigione del lavoratore, o all’effettuazione di terapie, interventi, esami e visite.

Le ferie sono compatibili con la malattia?

Come appena osservato, mentre nelle assenze per ferie il riposo del lavoratore è finalizzato anche allo svago ed al recupero dei rapporti sociali e familiari, nelle assenze per malattia il riposo è preordinato alla cura ed alla guarigione del lavoratore.

Considerando la finalità diversa delle assenze, malattia e ferie non sono generalmente compatibili, in quanto lo stato di malattia del lavoratore, o le terapie, gli esami, le visite da effettuare non consentono il recupero dei rapporti sociali e familiari, né lo svago.

In pratica, se ti ammali durante le ferie non hai la possibilità di avere godere di momenti che ti rigenerino o di intrattenere rapporti sociali e familiari.

Quando le ferie sono compatibili con la malattia?

Esistono, però, delle ipotesi in cui ferie e malattia sono incompatibili: un leggero mal di testa, ad esempio, non impedisce al lavoratore di godere di momenti di svago, anzi, lo stato di salute trae giovamento dalle attività all’aperto, ludiche o sportive.

Fatto ben diverso da un mal di testa che comporti fortissimi dolori e costringa il lavoratore a letto.

Che cosa succede se mi ammalo in ferie?

Se ti ammali in ferie, e la malattia non ti consente di godere delle vacanze, devi:

  • comunicare la malattia all’azienda;
  • recarti dal tuo medico curante, che, dopo averti visitato, valuterà se il tuo stato di malattia è compatibile con le ferie; se lo ritiene incompatibile, ti assegnerà le giornate di malattia necessarie alla guarigione e trasmetterà il certificato all’Inps;
  • a partire dalla trasmissione del certificato, non sei più in ferie, ma sei ufficialmente in malattia: devi dunque restare a disposizione del medico dell’Inps per la visita fiscale nei seguenti orari:
    • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 198 se sei dipendente pubblico;
    • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 se sei dipendente di un’azienda del settore privato.

Ricorda che il medico fiscale può passare 7 giorni su 7, anche nei festivi e le domeniche, e addirittura più volte al giorno: il fatto che tu fossi in ferie non ti esonera dalla visita fiscale, né giustifica la tua assenza. Il decorso delle ferie è infatti sospeso.

Se il medico invece ritiene le tue condizioni di salute compatibili con le ferie, il loro decorso non è sospeso, quindi non devi restare a casa ad aspettare la visita fiscale.

Se la malattia è breve sospende le ferie?

La malattia può sospendere le ferie anche se di durata molto breve: il contratto collettivo applicato non può subordinare la sospensione delle ferie a una durata minima della malattia, perché le giornate assegnate dal medico, secondo la Cassazione [4], non sono un criterio corretto per stabilire la compatibilità della malattia con le ferie.

Da quando la malattia sospende le ferie?

Nella generalità dei casi, le ferie sono sospese dalla data della comunicazione della malattia al datore di lavoro, e non dal primo giorno di malattia.

Il datore di lavoro può contestare la malattia durante le ferie?

Il datore di lavoro può accertare la compatibilità della malattia col godimento delle ferie, richiedendo all’Inps l’invio della visita fiscale, e specificando nella richiesta di accertamento che il controllo è finalizzato ad accertare se la malattia è tale da consentire la sospensione delle ferie.

Che cosa succede se mi ammalo all’estero?

Se ti ammali all’estero, devi farti visitare e trasmettere all’Inps e al datore di lavoro, entro 2 giorni dal rilascio, il certificato medico, recante l’indirizzo presso cui èsei momentaneamente reperibile (può essere anche un albergo [3], un camping o la casa vacanze).

Se ti trovi:

  • in un Paese appartenente all’Unione Europea o in uno Stato convenzionato, il certificato medico è pienamente valido, e la traduzione è a cura della sede Inps competente;
  • in un Paese non facente parte dell’UE, o che non ha stipulato con l’Italia convenzioni e accordi specifici che regolano la materia, il certificato medico deve essere legalizzato e tradotto in lingua italiana dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana operante in quello Stato. Puoi effettuare la legalizzazione anche dopo il rientro, a distanza: in questo caso, sei comunque tenuto all’invio della certificazione all’Inps e al datore di lavoro entro 2 giorni dal rilascio.

Ricorda che hai l’obbligo di accertarti [3], anche con una telefonata, che il datore di lavoro sia effettivamente informato dello stato di malattia e dell’indirizzo in cui inviare la visita fiscale.

Può passare la visita fiscale all’estero?

Per quanto riguarda la visita fiscale, ti sono applicate le regole valide in Italia per la generalità dei lavoratori dipendenti, non le regole applicate dallo Stato estero nei confronti dei suoi cittadini lavoratori (in alcuni Stati, ad esempio, la visita fiscale non viene effettuata).

Per un approfondimento completo sulla visita fiscale, gli orari di reperibilità ed i casi di esonero: Guida visita fiscale Inps.

Che succede se ci si ammala prima o durante le vacanze? GUARDA IL VIDEO


note

[1] Dlgs 66/2003

[2] Art 36 Cost.

[3]  Cass. sent. 09.10.1998.

[4] Cass. Sent. 15768/2000.


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