Diritto e Fisco | Articoli

Agenzia delle Entrate successione on line

23 Maggio 2019 | Autore:
Agenzia delle Entrate successione on line

Come presentare la dichiarazione di successione utilizzando la procedura on line dell’Agenzia Entrate: installare il software, inserire i dati e trasmetterli dal proprio pc.

Sei diventato erede per testamento o per legittima. Se il valore dei beni che ti sono giunti in eredità supera determinati limiti dovrai presentare la dichiarazione di successione. Devi indicare all’Agenzia delle Entrate tutto ciò che hai ricevuto: il tipo dei beni ed il loro valore. Il calcolo dell’imposta lo farà l’ufficio, basandosi sui dati che tu hai dichiarato. Fino allo scorso anno era possibile presentare la dichiarazione di successione agli sportelli; dal 1 gennaio 2019 è diventato obbligatorio farlo utilizzando la procedura on line messa a disposizione dall’Agenzia Entrate.

Devi, quindi, sapere come fare per installare ed usare questo programma che si chiama SUC e consentirà a te ed all’Agenzia Entrate (con benefici pratici per entrambi) di gestire tutti i passaggi necessari per la successione on line. La procedura è interamente telematica, a partire dal modello che bisogna utilizzare e che sostituisce quello precedente in forma cartacea. Vediamo dunque come effettuare tutti questi passaggi per arrivare a fare una dichiarazione valida.

Dichiarazione di successione: cos’è e chi deve farla

La dichiarazione di successione è un documento che va presentato dagli eredi e dagli eventuali legatari entro 12 mesi dal momento di apertura della successione, che in genere coincide con la data di morte. In essa vanno indicati tutti i beni ed i diritti che componevano il patrimonio del defunto: quindi i beni immobili, come i fabbricati e terreni, ed i valori mobiliari di ogni genere (denaro contante o depositato su conti e libretti, titoli azionari, di Stato o obbligazionari, gioielli, ecc.); vanno specificati anche i redditi, le rendite e le quote di partecipazioni sociali.

Non tutti devono presentare la dichiarazione di successione: c’è l’esenzione dall’obbligo se il valore dell’eredità (l’attivo ereditario al netto delle eventuali passività, cioè i debiti: rate di mutuo, scoperti di conto corrente, ecc.) viene devoluto al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto, non è superiore ai 100mila euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Anche quando la dichiarazione va fatta, ci sono poi le franchigie calcolate sulle quote di valore del patrimonio trasferito e che consentono di evitare il pagamento per i parenti più prossimi: il coniuge ed i figli hanno la soglia di un milione di euro (se la supera  pagano il 4%); i fratelli e le sorelle hanno il limite dei 100.000 euro (se la quota ereditata lo oltrepassa, la loro aliquota sarà del 6%). Per gli altri l’imposta è sempre dovuta a prescindere dall’importo ereditato; però in favore di tutti gli eredi disabili è prevista un’apposita franchigia pari ad 1.500.000 euro.

L’ammontare delle tasse di successione da pagare dipende quindi sia dal valore dei beni sia dal rapporto più o meno stretto di parentela che esiste tra il defunto e chi ne eredita il patrimonio o una sua quota.  Da questi elementi, variamente combinati tra loro, dipende in concreto quanto costa la successione.

Dichiarazione di successione: cosa contiene e come si compila

Fino a poco tempo fa la dichiarazione di successione poteva essere presentata, in alternativa, mediante l’apposito modello cartaceo, chiamato Modello 4, o utilizzando la procedura telematica dell’Agenzia Entrate.

Recentemente le cose sono cambiate: già alla fine del 2017 l’Agenzia aveva introdotto [1] un nuovo modello per le dichiarazioni di successione, ma aveva previsto un periodo transitorio, per tutto il 2018, nel corso del quale potevano coesistere la vecchia procedura cartacea e la nuova procedura on line, lasciando quindi al contribuente la scelta su quale delle due adottare.

A partire dal 1 gennaio 2019 la procedura telematica è diventata obbligatoria: il modello cartaceo non può più essere presentato agli sportelli degli uffici dell’Agenzia Entrate. Solo per le eventuali dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative di una dichiarazione di successione presentata in precedenza si può continuare ancora a utilizzare questo modello, avendo cura di presentarlo allo stesso ufficio dove era stata presentata la dichiarazione iniziale. Un’altro particolare esonero dalla presentazione telematica è previsto per chi risiede stabilmente all’estero e sia impossibilitato ad usare i servizi on line: in tal caso dovrà compilare il modello cartaceo e spedirlo con raccomandata.

I dati da inserire in dichiarazione sono:

  • i dati anagrafici del defunto: cognome, nome, data e luogo di nascita, indirizzo della sua ultima residenza, codice fiscale, stato civile (celibe, coniugato, vedovo o divorziato), regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni);
  • il motivo di devoluzione dell’eredità: si dovrà barrare la casella “per legge” se si tratta di successione legittima e selezionare la casella “testamento” se l’eredità è pervenuta con testamento.  In questo caso, trattandosi di atto pubblico notarile, dovranno essere indicati anche il nominativo del notaio che lo ha ricevuto o pubblicato, la data di pubblicazione e gli estremi di avvenuta registrazione;
  • i dati di tutti gli eredi o legatari: codice fiscale, anagrafica e residenza di ciascuno, grado di parentela con il defunto, quota ricevuta, indicazione dell’eventuale disabilità (serve per applicare la franchigia che abbiamo descritto prima) e del caso di rinuncia all’eredità;
  • i dati relativi all’asse ereditario ed alla sua composizione. Il valore dei beni deve essere suddiviso tra beni immobili e diritti reali immobiliari, aziende, azioni, obbligazioni e quote societarie ed, infine, altri cespiti, come i valori mobiliari di qualsiasi tipo: denaro, gioielli, mobili o quadri di valore, ecc. Questa è la parte più analitica e complessa del modello perché richiede di indicare con la massima precisione tutti i beni che abbiamo indicato ed attribuendone il corretto valore, altrimenti si avrebbe una dichiarazione infedele che esporrebbe il contribuente a tutte le sanzioni del caso. E’ prevista un’indicazione a parte per i beni ceduti negli ultimi 6 mesi di vita del defunto: per prevenire evasioni, la legge [2] considera ai fini dell’attivo ereditario (la base su cui calcolare l’imposta) il valore dei beni immobili trasferiti a terzi attraverso una vendita a titolo oneroso effettuata in questo periodo, anziché il corrispettivo della vendita, cioè il ricavato dichiarato nell’atto, che potrebbe essere stato abbassato apposta per pagare di meno in successione;
  • le passività: la legge [3] consente di scomputare dall’attivo ereditario l’ammontare dei debiti del defunto (purché certi e risultanti da atti scritti: ad esempio mutui, saldi passivi di conto corrente, debiti fiscali o previdenziali) e delle spese mediche, chirurgiche e farmaceutiche sostenute negli ultimi 6 mesi di vita (purché documentate da regolari quietanze, come le fatture o le ricevute fiscali) ed infine delle spese funerarie (queste ultime però con il limite massimo di 1.032 euro).

Come fare la dichiarazione di successione on line

La dichiarazione di successione può essere presentata, a partire dal 1 gennaio 2019, esclusivamente utilizzando l’apposito software dell’Agenzia Entrate. Questa modalità telematica presenta il vantaggio di consentire subito il calcolo delle imposte: in precedenza bisognava attendere, spesso per lungo tempo, la liquidazione da parte degli uffici per sapere esattamente quanto bisognava pagare. Anche i versamenti possono essere fatti on line. La dichiarazione può essere presentata direttamente dal contribuente oppure tramite un intermediario abilitato, come il proprio commercialista o un Caf.

Come installare il software

A differenza dei normali programmi di inserimento telematico dei dati, che funzionano semplicemente collegandosi al sito, per la dichiarazione di successione occorre per prima cosa scaricare ed installare il programma messo a disposizione gratuitamente dall’Agenzia Entrate.

Il programma è prelevabile dal sito dell’Agenzia Entrate alla pagina “Dichiarazione di successione: scarica il software” e una volta scaricato sul proprio pc bisognerà seguire la procedura guidata di installazione. Il file del programma è denominato “SUC” ed a questa sigla segue un numero progressivo che identifica la versione; l’estensione è “jnlp” e corrisponde a quella di un file eseguibile sul nostro computer.

In questa fase, a seconda del sistema operativo utilizzato, potrebbe comparire una finestra di dialogo contenente un “avviso di protezione” che ci informerà che stiamo installando un software fornito dall’Agenzia delle Entrate; per proseguire dovremo considerare “affidabile” questo produttore e quindi selezionare il tasto “esegui” per continuare l’installazione.

Il prodotto funziona su tutti i computer, quindi su quelli dotati di Windows, sugli Apple/Macintosh ed anche sui Linux/Ubuntu. Non è attivabile invece, almeno finora, su dispositivi mobili, come gli smartphone.

Il programma, per funzionare, si “appoggia” ad un software esterno denominato “Java Virtual Machine“; normalmente esso si trova già installato sulla maggior parte dei computer, ma nel caso mancasse il sistema ti indirizzerà al link dove prelevarlo. Insomma, dovrai installare anche questo programma aggiuntivo per far funzionare la procedura.

Una volta installato correttamente il programma, prima di iniziare ad utilizzarlo dovremo inserire i nostri dati nella sezione “profilo utente” del menu “impostazioni”.

E’ consigliabile, anche se non indispensabile, aver già installato sul tuo pc un programma per la visualizzazione e stampa dei file in formato pdf: il più noto è Acrobat Reader, ma ve ne sono molti altri e gratuiti. Ti servirà alla fine del percorso, per conservare una copia cartacea della tua dichiarazione di successione presentata.

Come inserire i dati nella procedura telematica

Fatto questo, potremo iniziare ad inserire tutti i dati della dichiarazione di successione: le varie pagine richiedono tutte le informazioni che abbiamo esposto prima (oltre alla consueta informativa sulla privacy, prevista ormai dovunque) e che dovremo analiticamente indicare una per una, facendo attenzione a non dimenticare nulla, specialmente se i coeredi o i beni intestati sono parecchi. Il programma si accorgerà solo di eventuali errori formali (un codice fiscale errato, un campo necessario ma lasciato vuoto, ecc.) richiedendo prontamente la loro correzione.

Se l’operazione per qualsiasi motivo viene interrotta prima della conclusione, è possibile salvare temporaneamente tutti i dati inseriti fino a quel momento: il sistema li recupererà in occasione del collegamento successivo (prelevandoli dal nostro profilo utente che avremo preliminarmente inserito). Potrai sempre apportare tutte le modifiche, correzioni ed aggiunte che ritieni opportune fino a quando non avrai inviato la dichiarazione definitiva.

La procedura on line offre anche la possibilità di compilare in forma valida le autocertificazioni che eventualmente occorrono per completare la dichiarazione, a partire da quella dell’avvenuta morte della persona di cui si è divenuti eredi fino ad arrivare a quella sulle agevolazioni spettanti se si è ereditata la casa destinata ad abitazione principale ed a quella relativa alle volture catastali sugli immobili ereditati che in precedenza non erano state effettuate, in modo da regolarizzare “in un colpo solo” tali situazioni. La procedura on line infatti offre la possibilità di effettuare anche queste volture contemporaneamente alla dichiarazione di successione.

Se occorrono documenti da allegare (certificati, documenti di identità, rogiti notarili, atti catastali, ecc.), dovranno essere inseriti i relativi file in formato pdf o in formato tiff; altri tipi (come lo jpg o il doc di Word) verrebbero scartati. Sarà il programma a chiederci il caricamento e a prelevarli dal nostro computer, sul quale li avremo precedentemente memorizzati, inserendoli nella dichiarazione.

L’invio definitivo, il calcolo delle imposte e l’utilizzo successivo dei dati

Quando avremo inserito tutti i dati necessari, il sistema ci effettuerà on line il calcolo delle imposte di successione dovute in base agli elementi inseriti nella dichiarazione, ed anche quello delle imposte ipotecarie e catastali, previste se la successione comprende beni immobili.

Si passa, quindi, dal precedente sistema che vedeva la liquidazione dell’imposta da parte degli uffici (ciò che avveniva spesso a distanza di tempo e comportava talvolta la prescrizione o decadenza) ad un sistema di vera e propria autoliquidazione da parte del contribuente, che avviene immediatamente non appena egli ha inserito, confermato ed inviato i dati dichiarati attraverso questa procedura on line.

Inoltre, il formato elettronico permette di visualizzare anche in seguito la dichiarazione sia nel cassetto fiscale del dichiarante che in quello dei coeredi e dei chiamati; è un modo utile e veloce per ottenere copie conformi delle dichiarazioni di successione presentate, senza che chi ne abbia la necessità debba recarsi appositamente agli sportelli dell’Agenzia Entrate e chiederne copia.

Appena la dichiarazione inserita è completa e pronta da presentare, si può procedere all’invio telematico definitivo: il sistema richiederà una conferma di trasmissione e, non appena acquisiti i dati (può richiedere da pochi secondi a qualche minuto, a seconda della mole dei dati e della velocità della linea) rilascerà una ricevuta di avvenuta presentazione. A questo punto, se si vuole, si può stampare, o conservare su file, una copia in pdf corrispondente al contenuto della dichiarazione trasmessa.


note

[1] Con provvedimento di approvazione del Direttore dell’Agenzia Entrate, prot. n. 305134 del 28 dicembre 2017.

[2] Art. 10 D.Lgs. n.346 del 31.11.1990: “Beni alienati negli ultimi sei mesi“.

[3] Artt. da 20 a 24 D. Lgs. n.346 del 31.11.1990: “Passività deducibili“.

Autore immagine: 123rf com.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube