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Mantenimento figli genitori non sposati

24 Maggio 2019 | Autore:
Mantenimento figli genitori non sposati

Come funziona il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio e quali tutele sono previste se il genitore si disinteressa.

Oggi esistono ancora tante differenze, riguardo al regime giuridico, tra le coppie sposate e le coppie di fatto, specie in ipotesi di separazione. Non esistono invece distinzioni, sul piano della tutela giuridica, tra figli nati da genitori sposati e figli nati da genitori non sposati e magari neppure conviventi.

Fino a qualche tempo fa esisteva la distinzione tra figli legittimi e figli naturali (nati fuori dal matrimonio): la legge [1] ha definitivamente abrogato tale distinzione, non solo dal punto di vista terminologico, ma sotto ogni profilo giuridico, equiparando in tutto e per tutto i figli, a prescindere dal fatto che siano nati o meno da coppia sposata.

Dunque, il figlio, per il solo fatto di essere tale, ha sempre il medesimo stato giuridico tutelato dalla legge, indipendentemente dal rapporto che lega o legava i suoi genitori (matrimonio, convivenza, rapporto occasionale ecc.). Ne consegue che i genitori non sposati hanno, nei confronti dei propri figli, i medesimi diritti e doveri e non possono sottrarsi al mantenimento morale e materiale degli stessi.

Vediamo allora come funziona il mantenimento dei figli di genitori non sposati e quali tutele prevede il nostro ordinamento giuridico.

Genitori non sposati: chi mantiene i figli?

Come già detto, il fatto che i genitori non siano sposati non li esonera dall’obbligo di mantenimento dei figli.

Il figlio nato fuori dal matrimonio ha i medesimi diritti di quello nato da coppia sposata. Ciascun genitore è quindi tenuto a contribuire all’educazione, all’istruzione e al mantenimento dei figli. Tale obbligo è sancito dalla Costituzione [2] che recita testualmente: «è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio».

L’obbligo di mantenimento sussiste anche se il figlio è maggiorenne, ma non ha ancora raggiunto la propria indipendenza economica. I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo.

Se i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, (quindi i nonni) sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri di mantenimento nei confronti dei figli.

Mantenimento figli: se la coppia si separa

Abbiamo visto che ciascun genitore deve contribuire al mantenimento del figlio, in proporzione alle proprie capacità economiche. Se ciò può essere semplice da rispettare in un rapporto di coppia armonioso, non lo è sicuramente in caso di coppia separata. La fine di un relazione e, ancora peggio, il disinteresse di uno dei genitori può impedire di trovare un accordo sul mantenimento del figlio.

Le coppie di fatto, a differenza delle coppie sposate, non hanno bisogno di un provvedimento giudiziale che pronunci la separazione. Tuttavia, può sorgere comunque la necessità di un intervento giudiziale se sorgono conflitti sull’affidamento e il mantenimento dei figli.

Se c’è un rapporto pacifico tra i genitori, questi potrebbero trovare un accordo, tramite scrittura privata, sull’affidamento del figlio minore, sul diritto di visita e sulla misura dell’assegno di mantenimento che il genitore non convivente dovrà versare all’altro con cui andranno a vivere i figli. Nello stesso accordo, dovrebbe essere pattuita la ripartizione delle spese straordinarie.

Se, invece, i genitori non riescono a trovare un accordo, è indispensabile rivolgersi al tribunale.

Mantenimento figli genitori non sposati: tribunale competente

In caso di disaccordo sull’affidamento e sul mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio, il genitore può presentare ricorso al tribunale, affinché sia il giudice a prendere la decisione più giusta nell’interesse dei figli.

Il tribunale competente è sempre il tribunale ordinario, anche quando si tratta di figli minori. Recentemente, la legge ha riorganizzato la ripartizione delle competenze tra tribunale ordinario e tribunale per i minorenni [3], prevedendo che per i procedimenti di affidamento e mantenimento si applica il rito della camera di consiglio dinanzi al tribunale ordinario civile.

La competenza territoriale del tribunale si individua in base al luogo di residenza abituale del figlio.


note

[1] L. n. 219/2012.

[2] Art. 30 cost.

[3] Art. 38 disp. att. cod. civ.


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