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Dove si vive peggio in Italia

24 Maggio 2019 | Autore:
Dove si vive peggio in Italia

Le città fanalino di coda nelle classifiche sulla qualità della vita: tutte al Sud. Ma, a guardare alcuni dati Istat, c’è qualcosa che non quadra.

Povero Sud. Fustigato di nuovo come il luogo in cui si vive peggio in Italia. Le classifiche stilate ogni anno da chi monitora la qualità della vita nel nostro Paese non hanno pietà del Mezzogiorno: Calabria, Sicilia e Campania ne escono con le ossa rotte, mentre Bolzano e Milano (a seconda di chi ha realizzato lo studio) salgono sul primo gradino del podio.

Due, come dicevamo, le classifiche che tradizionalmente stabiliscono dove si vive meglio e dove si vive peggio in Italia. Una è quella stilata dal Sole 24 Ore, l’altra è quella realizzata dal quotidiano Italia Oggi in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma. I criteri di valutazione sono pressappoco gli stessi: affari e lavoro, servizi, ambiente, tenore di vita, sicurezza, disagio sociale, giustizia.

In entrambi i casi, il divario tra Nord e Sud non solo appare evidente ma, addirittura, si allarga ulteriormente rispetto ad anni precedenti. E può sembrare paradossale che siano proprio alcune delle città più belle della Penisola quelle in cui si vive peggio, quelle che non hanno una qualità di vita simile, se non superiore, ad altre apparentemente più anonime. Ma si sa che, cartoline a parte, le città bisogna viverle nel quotidiano e non solo nel periodo delle vacanze.

Vediamo allora quali sono queste città dove si vive peggio in Italia e perché.

Dove si vive peggio: il fanalino di coda

Le due classifiche coincidono su qual è la città dove si vive peggio in Italia: si tratta di Vibo Valentia. Il centro calabrese veste la maglia nera della qualità della vita per il basso prodotto interno lordo, per i prezzi medi delle case, per la spesa sociale degli enti locali, per quella in viaggi, per la scarsa offerta culturale, per l’uso ridotto dell’home banking. Se, poi, ci aggiungiamo i tempi della giustizia completiamo l’opera: per vedere concludere un processo a Vibo ci vogliono almeno 1.000 giorni.

Dire, però, che la città calabrese non abbia dei pregi sarebbe mentire sapendo di farlo. Pensa che, sempre nelle classifiche sulla qualità della vita, Vibo Valentia fa meglio delle grandi città come Milano e Roma per il clima, per l’incidenza dei reati comuni (scippi, borseggi, rapine, furti), per i protesti procapite e per l’indice di vecchiaia. Fattori che, evidentemente, non bastano a posizionarla più in alto nelle graduatorie.

Dove si vive peggio: le altre città del Sud

Appena meglio di Vibo Valentia (appena, però) fanno altre città del Sud. C’è qualche divergenza in proposito, a seconda delle classifiche, ma per trovare le città dove si vive peggio in Italia bisogna sempre guardare al Mezzogiorno.

Secondo la graduatoria di Italia Oggi e La Sapienza (110 le città prese in esame), nelle ultime posizioni si collocano (in ordine dal basso in alto) Catania, Napoli, Siracusa e Palermo. Sicilia e Campania, insomma.

La classifica del Sole 24 Ore, invece, colloca sopra Vibo Valentia (sempre dal basso in alto) Foggia, Taranto, Reggio Calabria, Enna e Caserta.

Non cambia molto il panorama se si dà uno sguardo ad una terza classifica pubblicata di recente dal quotidiano cattolico Avvenire. Sulle 107 città considerate, la qualità della vita peggiore la si trova a Crotone, preceduta da Napoli, Vibo Valentia (ancora lei), Reggio Calabria ed Enna.

Considerando che in testa a tutte queste classifiche troviamo delle città del Nord (Bolzano, Milano, Aosta, Belluno), appare evidente che, da un punto di vista di qualità della vita, il divario tra Settentrione e Meridione resta più che evidente. Si lamenta la mancanza di infrastrutture e di trasporti, di lavoro, di una sanità efficiente.

Dove si vive peggio: il paradosso arriva dall’Istat

Una cosa, però, salta all’occhio dando uno sguardo ai dati Istat: se al Nord si vive meglio e al Sud si vive peggio, perché nelle città del Settentrione si registrano più suicidi che al Meridione? Perché dove c’è una maggiore qualità della vita sono più numerosi i casi di chi si toglie la vita rispetto ai luoghi in cui, secondo le classifiche, manca tutto o quasi?

È difficile rispondere per conto di chi, purtroppo, ha fatto una scelta così drammatica senza spiegarne il motivo. Ma viene da domandarsi: non è che bisognerebbe cambiare i parametri per stabilire che cosa vuol dire vivere meglio e vivere peggio?

Dove si vive peggio: il caso di Roma

E Roma che fine ha fatto? È da considerare una delle città dove si vive peggio in Italia oppure se la cava in qualche modo? Dipende da quale classifica si guardi.

Se per il Sole Roma resta stabile al 21.mo posto (era al 24.mo posto nella penultima rilevazione), per Italia Oggi e La Sapienza la Città eterna non va oltre l’85.mo posto, mentre Avvenire la colloca in una via di mezzo, al 40.mo posto.

Che cosa pesa sulla Capitale? Pesano, secondo i ricercatori, il caos del trasporti, un sistema di raccolta e di smaltimento dei rifiuti da mettersi le mani nei capelli (chi ce li ha) e la perdita di interesse degli investitori nei confronti della città. Basti pensare che a fine 2018, l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici fece un’indagine tra i cittadini di Roma con un risultato difficile da mandare giù al Campidoglio: il voto medio espresso dai romani sulla qualità della vita nella loro città fu 5,3. La sufficienza fu raggiunta da 11 servizi su 18.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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