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Separazione e vendita della casa coniugale

15 Giugno 2019
Separazione e vendita della casa coniugale

Appartamento di mia proprietà. Pre separazione ho concordato verbalmente con la mia ex che doveva lasciare casa. Non ha mantenuto la parola. Visto il degrado della vita coniugale, ho preferito andare io via. L’accordo era che in caso di vendita si sarebbe trasferita, con affitto, trasloco e altro a carico mio.  L’agenzia immobiliare aveva trovato un compratore, ma la mia ex  non ha fatto entrare agente e compratore, su consiglio del suo avvocato. Ho ricevuto una lettera dal suo avvocato che mi vieta di vendere l’appartamento e chiede arretrati. Può l’avvocato vietare la vendita di immobili con mutuo esoso a persona in gravi difficoltà economiche che deve vendere per sopravvivere? 

Se la casa è di proprietà del lettore, anche se fosse stata assegnata dal giudice a sua moglie, potrebbe comunque venderla: questo perché l’assegnazione della casa coniugale costituisce un diritto personale di godimento ma non è in alcun modo assimilabile ad un diritto reale (Corte di Cassazione, sentenza del 19.07.2012 n.12466). 

Pertanto, il lettore potrà vendere l’appartamento, ma sua moglie conserverà il diritto di abitarvi, in quanto tale diritto è opponibile ai terzi («il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario, avendo per definizione data certa, è opponibile al terzo acquirente per nove anni anche se non trascritto, se, invece, viene trascritto è opponibile anche oltre i nove anni»; Cass., sentenza n. 28229 del 18 dicembre 2013). 

All’acquirente, quindi, sarà opponibile il diritto dell’assegnatario ad utilizzare il bene finché ne sussistano i presupposti previsti dalla legge (soprattutto se c’è convivenza con figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti). In pratica, chi acquista un immobile che il giudice ha assegnato alla ex moglie, acquista un immobile occupato, il che significa che il terzo acquista la proprietà ma non può entrare in possesso dell’immobile in virtù del provvedimento di assegnazione del giudice. Questo significa che l’immobile verrà venduto, con molta probabilità, ad un prezzo inferiore rispetto a quello reale. 

Se, invece, la moglie del lettore vive nell’appartamento di quest’ultimo in ragione di un accordo tacito, cioè senza un esplicito provvedimento di assegnazione, allora dopo la vendita dovrà andare via. Allo stesso modo, la moglie dovrà abbandonare l’appartamento qualora vengano meno i presupposti della sua assegnazione. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva 



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