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Pannelli fotovoltaici: come il singolo condomino può installarli

22 Giugno 2019
Pannelli fotovoltaici: come il singolo condomino può installarli

Sono residente in un condominio e da circa un mese ho installato i pannelli fotovoltaici. Circa 45 giorni prima ne ho dato comunicazione all’amministratore, indicando anche la superficie occupata (20 pannelli per 1,7mq). Questi ha inviato email ai condomini e nessuno ha espresso remore (silenzio assenso). Dopo l’installazione invece queste sono state espresse sia per la superficie occupata che per la posizione. La superficie occupata è coerente con i millesimi, ma considerando che sull’intero lastrico ci starebbero 132 pannelli diviso le 12 famiglie (pari millesimi) ne spetterebbero 11 a testa (i progettisti hanno conteggiato invece solo la metratura). La posizione è invece stata scelta perché esattamente sopra il mio appartamento che peraltro è all’ultimo piano. Vi sono state delle irregolarità? La legge non scende nello specifico, quindi non ho capito se la superficie era da calcolare sulla mera occupazione o su una mappatura in funzione di altri eventuali impianti e se la scelta della posizione sia stata irregolare. 

La risposta al quesito la fornisce l’articolo 1122 bis del Codice civile.

La suddetta norma (in vigore dal 18 giungo 2013) disciplina l’installazione, in ambito condominiale, di impianti non centralizzati di produzione di energia da fonti rinnovabili e, quindi, anche l’installazione dei pannelli fotovoltaici.

In sintesi la norma dice che:

1) gli impianti fotovoltaici al servizio delle singole unità abitative possono essere collocati dal singolo condomino anche su lastrico solare (o su altra superficie di proprietà comune) senza autorizzazione dell’assemblea;

2) il condomino intenzionato ad installare impianti fotovoltaici deve darne comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi;

3) l’assemblea può prescrivere, con la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno 666 millesimi, adeguate modalità alternative di esecuzione dell’installazione o imporre cautele a salvaguardia della sicurezza, stabilità o del decoro architettonico dell’edificio e provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l’uso del lastrico solare salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto; con la stessa maggioranza (cioè con la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno 666 millesimi) l’assemblea può anche subordinare l’esecuzione dell’installazione alla prestazione, da parte del condomino, di idonea garanzia per i danni eventuali.

Nel caso specifico, quindi, sarebbe stato meglio che prima che il lettore installasse i pannelli si tenesse un’assemblea che discutesse del suo progetto e valutasse tutto quello sopra descritto al punto 1).

Solo l’assemblea, infatti, ha il potere di “trasformare” (se si raggiunge la maggioranza di almeno 666 millesimi) eventuali lamentele e contestazioni di singoli condomini in obblighi per quel condomino che intende installare i pannelli fotovoltaici sul lastrico solare.

Allo stato attuale, quindi, le lamentele e le contestazioni di singoli condomini sulla superficie che i pannelli hanno occupato e sulla loro posizione non hanno alcun valore, ma se fosse convocata un’assemblea e fosse raggiunta la maggioranza di almeno 666 millesimi, l’assemblea avrebbe il potere, come si anticipava al punto 1), di:

– prescrivere adeguate modalità alternative di esecuzione dell’installazione o imporre cautele a salvaguardia della sicurezza, stabilità o del decoro architettonico dell’edificio

– provvedere, a richiesta degli interessati, a ripartire l’uso del lastrico solare salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto;

– subordinare l’esecuzione dell’installazione alla prestazione, da parte del condomino, di idonea garanzia per i danni eventuali.

In particolare, quindi, l’assemblea potrebbe decidere di ripartire l’uso del lastrico solare, cioè potrebbe dire (si fa solo un esempio) che metà del lastrico solare dovrà continuare ad essere utilizzato per i fini per i quali è stato ed è già usato (ad esempio stendere la biancheria o collocare di antenne tv ecc.) e metà per posizionare pannelli fotovoltaici: capisce che, se fosse presa una decisione di questo tipo, la superficie utile per collocare il lettore i suoi pannelli si restringerebbe e di molto.

La legge, quindi, attribuisce all’assemblea il potere di stabilire (con voto favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno 666 millesimi) come e su quale estensione di superficie poter collocare pannelli fotovoltaici da posizionare sul lastrico solare o su altre superfici Comuni.

E l’assemblea, poi, potrebbe pure stabilire delle modalità alternative di installazione dei pannelli se emergesse la necessità di salvaguardare la sicurezza o la stabilità o il decoro architettonico dell’edificio (ovviamente solo se effettivamente i pannelli fossero in grado di compromettere sicurezza o stabilità o decoro dell’edificio).

In sostanza quindi, come sopra si diceva, sarebbe stato meglio che un’assemblea si fosse tenuta prima dell’installazione dei pannelli: oggi come oggi, infatti, l’assemblea condominiale conserva sempre il potere (se viene raggiunta la maggioranza di 666 millesimi) di imporre tutto quanto sopra specificato al punto 1) e, quindi, di ordinare al lettore di riposizionare o ridimensionare la superficie del lastrico a servizio dei suoi pannelli.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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