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Pensione d’invalidità e assegno di ricerca

22 Giugno 2019
Pensione d’invalidità e assegno di ricerca

In caso di invalidità parziale (74-99%), i redditi esenti IRPEF derivanti da borse di studio universitarie e assegni di ricerca rientrano nella valutazione reddituale massima per il conseguimento mensile dell’assegno di assistenza? 

La pensione d’invalidità civile è una prestazione riconosciuta a chi possiede un’invalidità superiore al 74%, se si trova in uno stato di bisogno economico. La condizione di bisogno economico viene accertata riferendosi ai soli redditi personali del disabile, senza considerare quelli del nucleo familiare di cui fa parte: in particolare, per il diritto alla pensione d’invalidità civile, non bisogna superare il reddito massimo di 4.906,72 euro (per l’anno 2019). 

Non tutti i redditi, però, rilevano ai fini dell’assegno. 

In particolare, vengono valutati i redditi di qualsiasi natura, calcolati ai fini delle imposte, al lordo degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali. Nel dettaglio, concorrono a formare il limite di reddito: 

– gli stipendi e le pensioni, compresi i redditi di lavoro e pensione concessi da enti internazionali; 

– i redditi dei terreni e dei fabbricati, esclusa l’abitazione; 

– i redditi d’impresa e di lavoro autonomo; 

– gli arretrati soggetti a tassazione separata (cioè i redditi riferiti ad anni precedenti rispetto a quello in cui sono corrisposti); 

– i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva (come gli interessi del conto corrente); 

– il Tfr (in pratica la liquidazione) ed i trattamenti assimilati (Tfs, Ips, etc.); 

– i redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero soggetti alla normale imposizione; 

– le indennità per i soggetti colpiti da tubercolosi; 

– l’assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato. 

Sono invece esclusi dalla valutazione, dunque pienamente compatibili con la pensione d’invalidità civile, i seguenti redditi: 

– pensioni, assegni e indennità corrisposti o da corrispondere agli invalidi civili (in quanto si tratta di redditi esenti dall’Irpef; bisogna però considerare che l’invalidità civile è totalmente incompatibile con qualsiasi pensione diretta di invalidità); 

– rendite infortunistiche Inail con natura risarcitoria; 

– assegni per l’assistenza personale continuativa;

– rendita Inail ai superstiti per morte del lavoratore; 

– assegno funerario; 

– rendite di passaggio per silicosi e asbestosi; 

– pensioni di guerra di ogni tipo e denominazione e relative indennità accessorie; 

– assegni annessi alle pensioni privilegiate ordinarie; 

– pensioni annesse alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia e soprassoldi concessi ai decorati al valore militare; 

– sussidi e prestazioni assistenziali pagati dallo Stato e da altri Enti pubblici;

– rendite corrisposte in Italia dall’ assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera Avs. 

Ciò detto, e in riferimento alle borse di studio e assegni di ricerca, generalmente rientrano nel reddito assimilato a quello da lavoro dipendente: si pagano dunque le aliquote Irpef ordinarie. Alcune tipologie di borse di studio, però, sono considerate esenti da imposizione e non devono essere tassate né dichiarate. 

In particolare, stiamo parlando di: 

– borse erogate dalle università, e dagli istituti di istruzione universitaria, per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca, per attività di ricerca post-dottorato e per i corsi di perfezionamento all’estero; 

– borse erogate per la frequenza delle scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia (in argomento l’Agenzia delle Entrate ha precisato che l’esenzione non spetta per le borse di studio corrisposte ai medici che partecipano ai corsi di formazione specifica in medicina generale, in quanto solo le scuole di specializzazione in medicina e chirurgia sono incluse nel novero dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione post laurea); 

– borse erogate per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, agli orfani e ai figli di questi ultimi; 

– borse erogate nell’ambito del programma Socrates, nel limite di 7.746,85 euro; se l’ammontare supera la soglia prevista, la borsa è tassata integralmente; 

– borse erogate per la mobilità internazionale, a favore degli studenti delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam), per l’intera durata del programma Erasmus plus; 

– somme erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti, o a categorie di dipendenti, per le borse di studio a favore dei loro familiari, anche fiscalmente non a carico. 

Qualora la borsa di studio e l’assegno di ricerca rientrasse in una delle seguenti tipologie, tali somme non rilevano ai fini del raggiungimento del limite massimo di reddito che dà diritto alla pensione d’invalidità. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio 



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